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Siepe boschiva

Aggiornato il 29 agosto 20132 capitoli5 domande frequenti
Carpino

Domanda: siepe boschiva

Ciao, mi è venuta la pazza idea di recintare con delle piante un appezzamento semi boschivo per impedire la fuga degli animali presenti tra i quali alcuni in grado di scavare delle gallerie al di sotto di una eventuale rete metallica che, per un perimetro di 4 km quadrati, comporterebbe un costo non indifferente, così ho pensato di trapiantarvi degli alberi anche presenti nei 100 ettari, messi vicinissimi l'uno all'altro in modo da formare una barriera sotterranea vivente ma la domanda da 1 milione di dollari è: quali piante si presterebbero per realizzare un simile progetto? Lì vi sarebbero querce, pini, aceri, olmi, pioppi, potrebbero vivere l'una attaccata all'altra? Grazie, un salutone.

Risposta: siepe boschiva

Gentile Mario, le siepi sono un’invenzione tutta umana, e non sempre questo tipo di coltivazione si adatta alla vita delle piante, soprattutto a quelle del bosco, che in natura sono abituate a prendersi tutto lo spazio che desiderano. Se il bosco che possiedi è lasciato crescere in modo naturale, noterai anche tu che gli alberi delle diverse specie tendono ad assumere portamento e dimensioni sempre simili, e in generale sviluppano una bella chioma; oltre a questo, nonostante moltissime specie di alberi producano svariate centinaia di semi ogni anno, da questi semi assai difficilmente avranno origine piantine nella zona coperta dalla chioma dell’albero “madre”; questo avviene perché in qualche modo la natura si autoregola, cercando di produrre piante che sopportino bene il vento e la neve. Gli unici appezzamenti in cui puoi vedere pioppi posizionati molto vicini (ma comunque, non come in una siepe) sono quelli in cui li si coltiva per il legno, e in ogni caso non si permette loro di crescere a dismisura, e li si taglia alla base periodicamente, per sfruttarne appunto il legno. Gli alberi autoctoni italiani, quali pioppi, aceri, olmi, querce, non amano molto avere dei vicini troppo vicini! Decenni orsono i nostri bisnonni posero a dimora nei boschi e lungo i canali degli esemplari di robinia pseudoacacia, pianta originaria del nord America, appunto perché tale albero tende a svilupparsi anche dove trova pochissimo spazio; il risultato è che svariate persone, da anni, sono impegnate nel taglio delle robinie presenti nei nostri boschi, perché si sviluppano solo in altezza, producendo pali alti fino a 10-15 m, quasi privi di chioma, sembrano pertiche, totalmente in balia del vento, e rendono pericoloso anche il bosco più innocuo, perché possono cadere anche solo all’accenno di un temporale. Le conifere vengono spesso utilizzate per formare siepi, soprattutto tsughe e cipressi, ma gli abeti in genere non amano venire coltivati tutti appressati; e in ogni caso, anche le siepi di cipressi tendono a deperire nel corso degli anni, oltre a divenire imponenti e di difficile gestione. Puoi provare a posizionare attorno al bosco delle ceppaie di olmo o di carpino (forse ne trovi nel tuo appezzamento, anche se dovrai cercarne di piccole, perché spostare una grossa ceppaia può significare ucciderla); le ceppaie sono piante lasciate sviluppare senza un tronco unico, ma permettendo a tutti i polloni basali di svilupparsi; questo tipo di coltivazione si utilizza per i castagni, gli olmi, i carpini, e con gli anni è possibile aumentarne le dimensioni e farle divenire sempre più imponenti. Chiaro che, alla messa a dimora, sarebbe opportuno evitare di posizionare le ceppaie eccessivamente vicine, ma con il passare degli anni possono formare, se non proprio una siepe, una sorta di barriera con degli spazi, che può fungere come deterrente per la fuga degli animali. Puoi vedere le ceppaie di solito lungo le rive dei canali irrigui, o almeno, io vivo in Lombardia, e qui molti canali sono ancora protetti e decorati da ceppaie di varie piante; e nei boschi vicino a casa mia, i castagneti sono tutti coltivati a ceppaia.

Domande frequenti

  • È possibile creare una siepe viva con alberi autoctoni come querce, aceri o olmi?
    Non è consigliabile utilizzare alberi autoctoni come querce, aceri, olmi o pioppi per formare una sieve tradizionale stretta. Queste specie, in natura, hanno bisogno di ampio spazio per sviluppare la chioma e soffrono se costrette a crescere vicine. La competizione per luce e risorse le indebolisce, rendendole vulnerabili a malattie e venti. Inoltre, molte specie arboree autoctone non emettono facilmente polloni basali sufficientemente fitti da creare una barriera continua senza interventi drastici.
  • Qual è l'alternativa migliore per una barriera vegetale densa e resistente?
    L'opzione più efficace descritta è l'utilizzo di ceppaie, ovvero piante lasciate crescere senza un tronco unico principale, permettendo ai polloni basali di svilupparsi liberamente. Specie come olmo, carpino e castagno si prestano bene a questa tecnica. Creando una fila di queste ceppaie, si ottiene una barriera folta e robusta nel tempo. È importante non posizionarle eccessivamente vicine subito dopo la messa a dimora, poiché cresceranno diventando imponenti.
  • Perché la Robinia Pseudoacacia non è indicata per le siepi?
    La Robinia Pseudoacacia, sebbene cresca rapidamente anche in spazi ristretti, tende a sviluppare un tronco alto e diritto (fino a 10-15 metri) con poca chioma laterale, assumendo la forma di una pertica. Questo la rende instabile e pericolosa, poiché può cadere facilmente durante i temporali. Inoltre, è una specie invasiva che altera l'equilibrio ecologico dei boschi autoctoni, rendendola sconsigliata per scopi ornamentali o di contenimento sicuri.
  • Come funziona la coltivazione a ceppaia per le siepi?
    La coltivazione a ceppaia prevede il taglio periodico della pianta alla base, stimolando la crescita di numerosi polloni verticali. Questa tecnica è storicamente usata per castagni, olmi e carpini. Il risultato è una struttura cespugliosa densa che può fungere da deterrente per gli animali. Con il passare degli anni, la barriera diventa più imponente e radicata. Non richiede spazi ampi immediati come gli alberi singoli, ma evolve verso una forma di siepe naturale e compatta.
  • Le conifere come i cipressi sono adatte per le siepi?
    Le conifere, specialmente cipressi e tsughe, sono comunemente usate per le siepi grazie alla loro capacità di formare muri verdi. Tuttavia, presentano sfide: tendono a deperire nel tempo alla base se non ricevono sufficiente luce, diventano difficili da gestire quando raggiungono grandi dimensioni e richiedono manutenzione costante. Gli abeti, invece, generalmente non amano essere coltivati in gruppi molto ravvicinati, preferendo uno sviluppo individuale più libero.

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