Video Corsi Giardinaggio · Piante rampicanti

Come legare i rampicanti prima dei venti invernali

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Perché le raffiche d'autunno colpiscono proprio i rampicanti

Perché le raffiche d'autunno colpiscono proprio i rampicanti

Legare i rampicanti prima dei venti invernali è un lavoro che conviene programmare tra la fine dell'estate e l'autunno, quando la vegetazione ha completato la crescita dell'anno e i tralci nuovi sono ancora flessibili. Le raffiche di fine stagione trovano infatti una chioma molto più pesante e sviluppata di quella primaverile, spesso ancora carica di foglie, e un tralcio lasciato libero si trasforma in una leva che scuote tutta la pianta, sfrega contro il muro e può spezzarsi alla base o strappare le legature vicine. Non tutte le specie corrono lo stesso rischio. L'edera e la vite del Canada aderiscono da sole con radici avventizie e ventose, quindi di norma reggono bene se la superficie è ruvida; il glicine, il caprifoglio e il gelsomino si avvolgono attorno al sostegno e tengono finché il sostegno regge; la clematide e la passiflora si aggrappano con viticci sottili che il vento strappa con facilità; le rose rampicanti, infine, non hanno alcun organo di presa e dipendono per intero da ciò che hai fissato tu. Valuta quindi la pianta che hai davanti e dedica più tempo proprio a quelle che da sole non si tengono.

Controlla i sostegni prima di fissare i tralci

Prima di aggiungere una sola legatura, verifica la struttura su cui la pianta si appoggia, perché una legatura ben fatta su un gancio allentato non serve a nulla. Passa in rassegna tasselli, ganci a muro, viti del grigliato e tiranti: se un tassello gira a vuoto nell'intonaco, sostituiscilo con un gancio a espansione in acciaio inossidabile; se un filo di acciaio si è allentato, riportalo in tensione sui distanziatori; se una griglia di legno ha una stecca marcia, cambiala ora, finché la chioma è ancora maneggevole. Sulle pergole e sugli archi controlla soprattutto i punti in cui i rami grossi si sono avvolti attorno ai montanti: un tralcio di glicine stringe con forza e con gli anni può deformare un tubo o un listello. Se ti accorgi che il peso della pianta ha superato quello che la struttura può sopportare, è più prudente ridurre la massa con una potatura di contenimento piuttosto che moltiplicare le legature su un sostegno che oscilla insieme alla pianta.

Materiali e nodi per legature che reggono le raffiche

Per legare i rampicanti in vista dell'inverno scegli materiali morbidi che non taglino la corteccia quando il vento mette in tensione il nodo: spago di canapa o di juta, nastro elastico da vivaio, fascette in silicone o in gomma, strisce di tessuto. Evita il filo di ferro nudo e le fascette rigide da elettricista, che sotto le oscillazioni ripetute incidono il legno e aprono una ferita in cui entrano funghi e gelo. Il nodo da usare è quello a otto: il laccio gira prima attorno al sostegno, si incrocia e solo dopo abbraccia il tralcio, così fra legno e metallo resta sempre uno strato morbido e il ramo non sbatte contro il supporto. Stringi quanto basta a impedire il movimento, lasciando lo spazio di un dito perché il tralcio in primavera riprenderà a ingrossare. Fissa i rami principali in più punti, a distanze regolari, invece di affidarti a un'unica legatura in alto: la spinta del vento si distribuisce e nessun nodo lavora da solo. Sulle rose e sulle specie da guidare a mano, orienta i tralci maturi in orizzontale o a ventaglio lungo i tiranti, che di solito corrono a circa trenta o quaranta centimetri l'uno dall'altro: una parete di rami distesi offre meno presa alle raffiche e la prossima stagione fiorirà per tutta la lunghezza, non solo in cima.

Alleggerisci la chioma, metti al riparo i vasi e ricontrolla dopo il primo vento

Una volta fissato ciò che va fissato, accorcia i tralci lunghi e sottili che sporgono dal sostegno e che non riusciresti comunque a legare: sono i primi a sbattere e a spezzarsi, e tolgono stabilità a tutto il resto. Non si tratta della potatura vera e propria, che per molte specie ha il suo momento in inverno o dopo la fioritura, ma di un taglio di pulizia che riduce la presa del vento. Sulle piante a foglia persistente, come il gelsomino, togli anche i rami secchi e intrecciati che trattengono la neve bagnata e aumentano il peso sulla struttura. Se il rampicante vive in vaso sul terrazzo, spostalo con il suo obelisco o la sua griglia in un angolo riparato dalle correnti e assicura il contenitore stesso alla ringhiera, perché una pianta alta su un vaso leggero si ribalta prima ancora che le legature cedano. Dopo la prima giornata di vento forte fai un giro di controllo: ritrova i nodi che si sono allentati, aggiungi un punto di fissaggio dove il tralcio si è spostato e segnati di allentare tutto a primavera, quando la ripresa vegetativa ingrosserà i rami. Pochi minuti spesi in autunno ti risparmiano la perdita di tralci che hanno impiegato anni a coprire la parete.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche