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Carenza azoto nelle piante

Aggiornato il 11 luglio 20145 domande frequenti
Carenza azoto nelle piante

Carenza azoto nelle piante

L'azoto è uno degli elementi più importanti che concorrono allo sviluppo della pianta, perciò, quando esso viene a mancare i sintomi sono svariati ed evidenti. In generale si assiste ad uno sviluppo più stentato della pianta, che a volte degenera in un vero e proprio nanismo, dovuto ad una minore attività fotosintetica. Le foglie, infatti, sono preda di ingiallimento (clorosi) che si manifesta inizialmente sulle foglie più vecchie alla base dei rami, per poi estendersi anche a quelle apicali. All'ingiallimento poi fa seguito la necrosi e la caduta delle foglie stesse. Altra grave conseguenza della mancanza di azoto è la sterilità della pianta, con un facile distacco dei fiori e, in seguito, la caduta dei frutticini. Se anche arrivano a formarsi i frutti essi sono poco succosi e senza semi. In generale la pianta invecchia più velocemente ed è facilmente preda di parassiti e malattie fungine. Inoltre risulta meno resistente alle gelate. Tutti questi sintomi sono particolarmente evidenti nelle piante di agrumi e in particolare del limone che offre un campionario completo delle conseguenze della mancanza di azoto. Le carenze di azoto si verificano di solito nei periodi di maggiore crescita, come in primavera, quando il fabbisogno per lo sviluppo vegetativo della pianta è elevato. Per le concimazioni dovranno essere più frequenti in quel periodo. Fate attenzione a non eccedere con le dosi, perché in questo caso la concimazione si rivelerebbe, al contrario, dannosa: valutate attentamente gli interventi prima di applicarli. Tenete presente che l’azoto è un elemento facilmente dilavabile nel terreno, perciò evitate i periodi più piovosi; in generale è bene scaglionare le concimazioni in un periodo più lungo. Quindi consigliamo di scaglionare la concimazione in tempi più dilatati cercando di evitare eccessi di azoto nel terreno. Intervenite durante la ripresa vegetativa e l’accrescimento, anche se una piccola ma costante concimazione azotata può essere effettuata in tutto l'anno.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi sintomi visibili di una carenza di azoto?
    Il sintomo principale è l'ingiallimento (clorosi) delle foglie, che inizia tipicamente dalle foglie più veclie alla base della pianta per poi estendersi verso l'alto. Parallelamente, si osserva uno sviluppo stentato della vegetazione, talvolta fino al nanismo, dovuto alla ridotta attività fotosintetica. Con il progredire della carenza, le foglie ingiallite vanno incontro a necrosi e cadono prematuramente. La pianta appare generalmente debole, invecchia precocemente e mostra una ridotta resistenza agli stress ambientali.
  • Come influisce la carenza di azoto sulla produzione di fiori e frutti?
    La mancanza di azoto compromette gravemente la fertilità della pianta. Si verifica un facile distacco dei fiori e una conseguente caduta dei piccoli frutti. Qualora i frutti riescano a svilupparsi, risultano spesso poco succosi, di scarsa qualità e privi di semi. Questo effetto è particolarmente evidente in specie sensibili come gli agrumi, dove la carenza porta a un calo drastico sia della quantità che della qualità del raccolto.
  • In quali periodi dell'anno si manifestano più frequentemente le carenze di azoto?
    Le carenze si verificano solitamente durante i periodi di massima crescita vegetativa, specialmente in primavera, quando la pianta ha un fabbisogno elevato di nutrienti per sviluppare nuovi germogli e foglie. In queste fasi, la richiesta di azoto supera spesso la disponibilità nel suolo. È quindi cruciale monitorare la pianta in questo periodo e intervenire con concimazioni mirate per supportare l'accrescimento senza aspettare che compaiano sintomi evidenti.
  • È possibile correggere la carenza di azoto con la concimazione? Come fare correttamente?
    Sì, intervenendo con concimazioni azotate, ma con cautela. L'azoto è facilmente dilavabile dal terreno, soprattutto con piogge intense, quindi è meglio scaglionare gli interventi nel tempo piuttosto che applicare grandi dosi singole. Si consiglia di fertilizzare durante la ripresa vegetativa e l'accrescimento, mantenendo una somministrazione costante ma lieve anche nel resto dell'anno. Attenzione a non eccedere: dosi troppo elevate possono risultare dannose per la pianta.
  • Perché l'eccesso di azoto è pericoloso quanto la carenza?
    Un eccesso di azoto può alterare l'equilibrio fisiologico della pianta, rendendola più suscettibile ad attacchi parassitari e malattie fungine. Inoltre, può favorire una crescita vegetativa eccessiva a discapito della fioritura e della fruttificazione. Poiché l'azoto si dilava facilmente, un'applicazione massiccia in una volta sola rischia di disperdersi nel sottosuolo senza essere assorbita, inquinando le falde e sprecando risorse. La strategia migliore è la costanza e la moderazione.

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