Generalità
Famoso nel mondo per la natura, l’arte e la storia, il Giardino Giusti di Verona è stato celebrato nei secoli dai più illustri personaggi della cultura e della storia europea. Mozart ne fece una tappa del suo viaggio in Italia, Goethe, affascinato dal giardino, si fermò per qualche ora a pensare ed immaginare sotto il grande cipresso che oggi lo ricorda, l’illustratore tedesco Johann Christoph Volkamer lo rappresentò su tavole nitidamente incise. Lo visitarono tra gli altri Cosimo De’ Medici, il re Carlo Felice di Savoia, l’imperatore Giuseppe II, lo zar Alessandro I, lo scrittore inglese Joseph Addison e il musicista Gabriel Faurè. Il Giardino Giusti mantiene oggi inalterato l’originario fascino che ancora incanta quasi trentamila visitatori ogni anno, ammirati dallo spettacolo sublime di arte e natura immobili in un’armonia senza tempo, di bellezza ed incanto eterni. Poco più di un’ora impegnerà la visita di questo delizioso giardino privato che si apre nel cuore della città; passeggerete lungo i sentieri, tra le aiuole, le fontane, le statue mitologiche e fiabesche in una scenografia perfetta di sorprese ed armonie. Il cammino procederà secondo un percorso preordinato lungo i terrazzi di cui è dotato il giardino in modo da poter progressivamente scoprire alla vista la città, culminando nella terrazza- belvedere da cui si gode uno dei più bei panorami di Verona. La storia del giardino inizia nel Quattrocento quando la famiglia patrizia dei Giusti si trasferì a Verona dalla Toscana occupando il palazzo, uno dei più grandi della città, che ancora oggi ne porta il nome. E’ solo nella seconda metà del Cinquecento, però, che il conte Agostino Giusti (1546-1615), Cavaliere della Repubblica Veneta e Gentiluomo del Granduca di Toscana, affida ad un architetto, peraltro rimasto sconosciuto, la sistemazione del giardino retrostante il palazzo. Il giardino, fino ad allora coltivato ad erbe officinali, ortaggi e frutti, doveva diventare lo sfondo scenografico della villa di famiglia secondo la filosofia di quello di Boboli a Firenze. La scelta del disegno per il giardino Giusti è indissolubilmente legata alla morfologia dell’area a disposizione. Il terreno che si estende lungo il retro del palazzo si presenta, infatti, naturalmente diviso in due parti. Esso consiste in un’ampia distesa quadrangolare di terreno in piano, delimitata a nord da una massiccia rupe che si inerpica verticalmente per parecchi metri e che è preceduta da un breve tratto in accentuato declivio, nonché in un’ulteriore porzione di terra che sorge oltre la rupe stessa, lievemente ondulata, poco profonda e che si estende ad est ben oltre i confini della porzione inferiore. La struttura del giardino, considerato uno dei più significativi esempi di parco rinascimentale, rappresenta fedelmente il clima artistico dell’umanesimo nel corso del quale si forma, realizzando pienamente i canoni dell’arte dei giardini del tempo, ed i dettami del gusto “all’italiana” ormai ben radicato e diffuso. La porzione in piano è infatti geometricamente scompartita in regolari riquadri da assi viari perpendicolari ed attraversata al centro da un lungo viale di cipressi, mentre, ai lati, le aiuole e le siepi con statue e fontane ed i diversi momenti del giardino si inseriscono, rispettandone la scansione generale, in questa regolare metrica spaziale occupando ciascuno un intero lotto-riquadro. Il luogo, poi, si sarebbe prestato più che mai, in virtù della ricordata conformazione naturale, alla scansione del giardino in regolari ripiani posti a livelli diversi che sarebbe risultata veramente spettacolare data la rilevante altezza che separa le due sezioni del giardino. Tale assetto avrebbe appagato il gusto tipicamente rinascimentale per l’utilizzo di scenografiche scalinate poste a collegamento di architettoniche terrazze degradanti, senza rendere necessari gli usuali, impegnativi ed assai costosi interventi di modifica del territorio. Nel giardino Giusti si è preferito invece optare per una diversa soluzione, certamente meno vistosa e scenografica, forse fedele alla differente tradizione veneta di intervento sulla natura, improntata ad un maggior rispetto dell’assetto spontaneo dei territori. Si è mantenuta infatti la rupe originaria esaltando il contrasto evidente con la perfezione artificiosa delle ornate aiuole sottostanti, ed il collegamento tra il giardino inferiore e quello superiore è stato realizzato attraverso la costruzione, a ridosso della rupe, di una torretta-campanile all’interno della quale si snoda un’ampia scala a chiocciola. La storia del giardino conosce successivamente le contaminazioni barocche e soprattutto le deviazioni romantiche, alcune delle quali mantenutesi a lungo nel tempo, gli originari elementi estetici rinascimentali vengono inquinati dalle influenze del giardino alla francese il cui modello s’imporrà come sviluppo dell’originaria concezione all’italiana. Ma il Giardino Giusti si presenta oggi nella struttura originariamente datagli da Agostino Giusti e la versione attuale è sicuramente la più fedele alle origini rappresentando il risultato di un’attenta opera di restauro guidata, a partire dagli anni Sessanta, dal conte Nicolò Giusti del Giardino (la realizzazione del giardino omonimo ha fornito alla famiglia Giusti la ragione di fregiarsi dell’appellativo “del Giardino”). L’intervento, accanto ai necessari rimaneggiamenti architettonici, ha posto una particolare cura alla lista delle piante, mirando ad eliminare gli inquinamenti delle scelte di epoche passate e a ripristinare nel giardino la forma e lo spirito di dell’ispirazione originale. Vista dai terrazzamenti
Informazioni varie
Si accede al giardino dal portone del palazzo affacciato sulla strada e, oltrepassato l’atrio cinquecentesco, il giardino si estende al di là di un muro leggiadramente merlato nelle cui nicchie sono ospitate le statue di Atena e di Apollo a presidio dell’ingresso. L’asse centrale è il notissimo e maestoso viale dei cipressi che, per un gioco prospettico, appare più lungo di quanto sia in realtà. Salendo con un’agevole scalinata, il viale culmina nell’ingresso della grotta del Genius loci, scavata nella rupe e sovrastata da un gigantesco e grottesco mascherone di pietra a sua volta coronato dai balaustrini della terrazza-belvedere. Nel progetto originale il mascherone avrebbe dovuto eruttare fuoco e fiamme, all’interno della grotta, invece, un sapiente gioco di specchi doveva stupire e sorprendere il visitatore. I percorsi laterali si snodano tra le aiuole fiorite del giardino all’italiana incorniciate da siepi di bosso e serie di mirti per accogliere le tante statue e fontane che adornano il giardino. Tra queste ultime sono numerose quelle a soggetto mitologico tutte opera di Lorenzo Muttoni che sostituirono nel Settecento gli originali cinquecenteschi. Ad ogni passo qualche preziosità botanica: le pallide rose antiche, le siepi dell’antichissima pianta di rusco, i frutti rossi del taxus baccata, i grandi vasi dell’edera d’oro di Bogliasco. La visita è oggi parzialmente limitata dal rifacimento del labirinto in siepi di bosso. Il labirinto, di piccole dimensioni e di difficile tracciato è tra i più antichi d’Europa. Già esistente nell’originario impianto fu ridisegnato nel 1786 dall’architetto Luigi Trezza. Nel giardino superiore, raggiungibile attraverso l’unico accesso costituito dalla torretta in pietra, sulla collina rocciosa e scoscesa, piante e cespugli crescono in modo selvaggio ed irregolare, la natura si manifesta nella libertà delle sue forme offrendosi come romantico sfondo al belvedere Vista dal giardino superiore. Al centro il notissimo e maestoso viale di cipressi Veduta dall'interno della torretta-campanile Belvedere dal giardino superiore. Sullo sfondo Verona Come arrivarci. In auto: Verona è comodamente raggiungibile percorrendo l’autostrada Serenissima (A4 Milano/Venezia, uscita per il centro storico e per il Giardino Giusti: Verona Sud) oppure l’autostrada Brennero/Modena (A22, uscita: Verona Nord). In treno: la stazione ferroviaria principale è quella di Verona Porta Nuova, all’incrocio della linea Milano/Venezia con la linea Roma /Brennero. In aereo: l’aeroporto Catullo di Verona Villafranca è situato a circa 10 chilometri dal centro cittadino. E’ attivo un servizio di autobus navetta da e per l’aeroporto ogni 20 minuti circa; l’Air terminal è situato davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Dove e quando. Il giardino Giusti si trova in quella parte della città di Verona storicamente chiamata Veronetta, un quartiere di origine altomedievale che si estende a nord-est rispetto al centro della città e ad oriente del fiume Adige. Vi si accede dall’antico Ponte Pietra ed è raggiungibile liberamente in auto tenendo però presente che, come in molte zone della città, la sosta è consentita per un’ora soltanto con disco orario. L’auto si può parcheggiare gratuitamente nel non lontano parcheggio del Gasometro (Lungadige Galtarossa). Scegliendo i mezzi pubblici si raggiunge il giardino con l’autobus n. 72-“Pollicino”, fermata: Carducci. L’ingresso è in Via Giardino Giusti n. 2, tel. 045 8034029. Il giardino e’ aperto tutti i giorni dalle 9.00 al tramonto nella stagione invernale (1/04-30/09) e dalle 9.00 alle 20.00 nella stagione estiva. Il cinquecentesco palazzo Giusti, sullo sfondo del quale si è sviluppato il giardino omonimo, è tuttora abitato e non è aperto alle visite; alcune sale vengono talvolta messe a disposizione per eventi, congressi, premi letterari.
Domande frequenti
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Quali sono le attrazioni principali da non perdere al Giardino Giusti?Il giardino offre un percorso strutturato che include il maestoso viale dei cipressi, le aiuole formali con siepi di bosso e mirto, e la grotta del Genius Locis con il suo mascherone in pietra. Un punto focale è la torretta-campanile con scala a chiocciola che collega il giardino inferiore a quello superiore. Qui troverai il famoso labirinto di bosso, uno dei più antichi d'Europa, e il belvedere da cui si gode una panoramica straordinaria sulla città di Verona. Le statue mitologiche e le fontane di Lorenzo Muttoni arricchiscono ulteriormente il percorso.
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Come posso raggiungere il Giardino Giusti a Verona?In auto, puoi usare l'A4 (uscita Verona Sud) o l'A22 (uscita Verona Nord); il parcheggio gratuito è consigliato al Gasometro. In treno, la stazione Porta Nuova è il riferimento principale. In aereo, l'aeroporto di Villafranca dista 10 km e offre navette frequenti. Per i mezzi pubblici, l'autobus numero 72 'Pollicino' ferma a Carducci. L'accesso pedonale avviene da Via Giardino Giusti 2, vicino al Ponte Pietra, ma la sosta in zona è limitata a un'ora con disco orario.
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Quali specie vegetali caratterizzano il giardino?La vegetazione riflette lo stile rinascimentale e romantico. Elementi distintivi includono il viale centrale di cipressi, siepi di bosso e mirto che delineano le aiuole, e un'antica pianta di rusco. Sono presenti anche rose antiche, il Taxus baccata con i suoi frutti rossi e l'edera d'oro di Bogliasco nei grandi vasi. Il giardino superiore mostra una vegetazione più selvaggia e irregolare, creando un contrasto romantico con la geometria della parte bassa.
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Quando è il periodo migliore per visitare il giardino?Il giardino è aperto tutto l'anno, dalle 9:00 al tramonto in inverno (1 aprile - 30 settembre) e dalle 9:00 alle 20:00 in estate. La primavera e l'estate offrono fioriture rigogliose, specialmente delle rose antiche. Tuttavia, la visita è valida in qualsiasi stagione per apprezzare l'architettura storica, le sculture e il panorama su Verona. Considera che il palazzo interno non è visitabile, ma il giardino esterno rimane accessibile quotidianamente.
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Quanto tempo serve per visitare il Giardino Giusti?Una visita completa richiede poco più di un'ora. Questo tempo permette di passeggiare lungo i sentieri, ammirare le statue, esplorare il labirinto e salire alla torre per la vista panoramica. Il percorso è ben segnalato e scorrevole. Se desideri soffermarti a fotografare i dettagli botanici o goderti il silenzio del belvedere, potresti impiegare un po' più di tempo, ma la struttura è progettata per una fruizione rapida ed efficace.







