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Fico degli Ottentotti

Aggiornato il 26 febbraio 20132 capitoli5 domande frequenti
Fico degli Ottentotti

Domanda: il mio fico si è afflosciato

buon giorno, in due parole: fico in vaso in estate all'esterno "bellissimo" ritirato in casa vicino ad una porta-finestra rivota ad ovest pian pianino si è "afflosciato" innaffiature regolari ogni 15 gg. come posso fare per ridargli un po’ di vita?

Risposta: il carpobrotus

Gentile Umberto, il fico degli Ottentotti, nome botanico Carpobrotus, è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle aizoacee, che in Italia vive anche allo stato naturale, in molte aree mediterranee, a partire dalla Toscana fino in Sicilia. Si tratta di una pianta facile da coltivare, soprattutto per il fatto che, in buona parte della nostra penisola, può tranquillamente vivere all’aperto, per tutto l’arco dell’anno, anche in pieno inverno. Non sapendo dove vivi però è difficile dirti se puoi lasciarla in giardino o no, in quanto teme il gelo, soprattutto se prolungato, mentre può tranquillamente vivere all’aperto nelle zone in cui le gelate sono solo episodiche e di lieve entità; oppure si può lasciare all’aperto, ma in luogo riparato: può bastare un terrazzo esposto a sud, con il vaso tenuto vicino alle mura di casa. Lo spostamento in casa per piante di questo tipo non è sempre necessario, e anzi può risultare fatale: in casa prima di tutto la luce è spesso decisamente scarsa, e queste piante che amano posizioni soleggiatissime soffrono già in partenza, se spostate in una zona della casa in cui non possano godere di luce solare diretta. Oltre a questo, in inverno sarebbe opportuno evitare qualsiasi annaffiatura; anche quando la pianta viene lasciata all’aperto, di solito si cerca di posizionarla al riparo dalle intemperie, in modo che non riceva neppure l’acqua delle piogge. Il comportamento del tuo esemplare di carpobrotus è dovuto quasi sicuramente a dei marciumi, che si stanno diffondendo nella pianta; o in ogni caso, alle condizioni di coltivazione, che sono del tutto scorrette. Quando una succulenta comincia a perdere turgore, l’unico intervento da fare consiste nel salvare il salvabile: ovvero rimuovi con una forbice tutte le foglie ancora carnose e turgide, e ponile in un vaso nuovo, con terra asciutta e pulita, possibilmente mescolata a sabbia e non concimata. Sperando che le foglie germoglino. Se la pianta fosse ormai spacciata, nel caso ti venisse il desiderio di acquistarne un’altra, considera che le specie diffuse in Italia sono originarie del Sud Africa o delle zone mediterranee, dove di solito si sviluppano sulle dune soleggiate vicino al mare; quindi il clima che amano è simile a quello che puoi trovare su una spiaggia siciliana (per fare un esempio), ovvero un clima mite in inverno, caldissimo in estate; poca acqua, quasi nulla in inverno; scarse concimazioni, e soprattutto con fertilizzanti privi con basso tenore di azoto; molto sole diretto, per tutto l’anno. Quindi ponila in un bel vaso grande, e posiziona il vaso al sole pieno, sul terrazzo o in giardino; in inverno evita le annaffiature, e lascia la pianta all’aperto, eventualmente coperta con dell’agritessuto, se vivi in una zona soggetta a gelo intenso, o nevicate.

Domande frequenti

  • Perché il mio fico degli ottentotti si è afflosciato?
    L'afflosciamento è quasi certamente causato da marciumi radicali dovuti a un'eccessiva umidità del terreno, specialmente se la pianta è stata portata in casa durante l'inverno. In ambiente chiuso, la luce è spesso insufficiente e le irrigazioni regolari impediscono al substrato di asciugarsi completamente, favorendo il proliferare di funghi patogeni. Una volta perso il turgore, le cellule della pianta sono compromesse irreversibilmente. L'unica soluzione è intervenire tempestivamente: taglia le porzioni sane (foglie carnose e turgide) e prova a radicarle in un nuovo substrato asciutto e ben drenato, abbandonando la pianta madre se è marcia.
  • Devo portare il fico degli ottentotti in casa durante l'inverno?
    Generalmente no, anzi, farlo può essere dannoso. Questa pianta ama il freddo moderato e il riposo vegetativo invernale. Se vivi in zone dove le gelate sono sporadiche e leggere, tienila all'aperto, magari in un punto soleggiato e riparato dal vento (es. vicino a un muro esposto a sud). In casa, la carenza di luce diretta causa stress e marciumi. Solo nelle zone con inverni rigidi e gelate persistenti è consigliabile proteggerla con agritessuto o portarla in una serra fredda non riscaldata, evitando assolutamente il riscaldamento domestico.
  • Come devo annaffiare il fico degli ottentotti?
    Le annaffiature devono essere molto modeste. Durante l'estate, attendi che il substrato sia completamente asciutto prima di irrigare nuovamente. In autunno e inverno, interrompi quasi del tutto le irrigazioni: la pianta entra in dormienza e l'umidità residua nel terreno è sufficiente. Evita di bagnare le foglie per prevenire muffe. Se la pianta è all'aperto in inverno, proteggila dalle piogge persistenti usando un telo traspirante o spostandola sotto un tetto, poiché l'eccesso di acqua combinato con il freddo è letale per questa succulenta.
  • Che tipo di terreno e concime preferisce?
    Richiede un terreno estremamente drenante, ricco di sabbia o pomice, per evitare ristagni idrici. Non necessita di terreni ricchi: al contrario, un substrato povero favorisce la salute della pianta. La concimazione deve essere minima e limitata ai periodi di attiva crescita (primavera-estate). Utilizza fertilizzanti specifici per cactus o succulente, caratterizzati da un basso contenuto di azoto e un bilanciamento maggiore di potassio e fosforo. Evita concimi ad alto tenore di azoto che potrebbero rendere i tessuti più soggetti a malattie e marciumi.
  • È possibile propagare il fico degli ottentotti?
    Assolutamente sì, è uno dei metodi migliori per recuperare una pianta malata o crearne di nuove. Puoi prelevare talee di fusto o singole foglie carnose e turgide. Ponile su un substrato asciutto composto da terra e sabbia (o perlite) in proporzioni uguali. Non annaffiare immediatamente: aspetta qualche giorno affinché le ferite di taglio cicatrizzino, poi mantieni il substrato appena leggermente umido. Con il tempo, le talee emetteranno radici. Questo metodo permette di salvare la genetica della pianta anche se quella principale è andata persa per marciume.

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