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Processionaria

Aggiornato il 07 settembre 20115 domande frequenti
malattie

Generalità

La processionaria è un insetto lepidottero della famiglia dei taumatopeidi. E’ un parassita pericoloso soprattutto per pini (Pinus Nigra e Pinus Silvestris) e querce a foglia caduca (Quercus robur e Quercus peduncolata) anche se può, occasionalmente, colpire anche i larici, i cedri, i noccioli, i castagni, i faggi, i carpini e le betulle; le piante predilette dall’insetto sono, in ogni caso, giovani (2-5 anni). L’adulto è una farfalla con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con striature brune. La femmina è, in genere, poco più grande del maschio. La loro vita è molto breve, di solito non dura più di uno/due giorni. L’insetto, una volta raggiunta la fase di maturità, fuoriesce dal terreno, di solito durante il mese di luglio. Le femmine sono le prime ad arrampicarsi sulle piante ad alto fusto, dove poi vengono fecondate dal maschio. A questo punto, il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova. Per quanto riguarda la processionaria del pino, le uova vengono deposte intorno ad una coppia di aghi. Dopo un’incubazione di 30/40 giorni (verso la metà o la fine di agosto), nascono le larve. Le neonate scheletrizzano gli aghi e poi si spostano lungo la pianta, formando, di volta in volta, nidi provvisori. In ottobre formano un nido sericeo nel quale trascorreranno tutto l’inverno. In primavera riprendono l’attività e, circa a fine di maggio, scendono verso il terreno. Si interrano fino ad una profondità di 5/20 cm, dove tessono un bozzolo. Dopo un periodo più o meno lungo di diapausa, si compie la ninfosi ed il ciclo ricomincia. La processionaria della quercia fa la sua comparsa nel mese di luglio. La fecondazione avviene quasi subito. Le uova vengono deposte in placche a piazzuola sulla superficie liscia dei rametti. Le uova superano l’inverno per schiudersi poi al momento dell’apertura delle gemme, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Una volta nate, le larve si spostano sui rami e, giunte in prossimità della biforcazione delle branche o del trono, formano un nido. Ai primi di luglio le larve si incrisalidano all’interno del nido. Le larve vivono gregariamente, restando in contatto fra loro con fili sericei che tessono e di cui si servono per marcare gli aghi. Sono attive già nelle prime fasi vegetative ed è da questo momento in poi che iniziano a divorare le foglie e gli aghi delle piante sulle quali si sono insediate. In seguito all’attacco la pianta subisce un forte indebolimento, che comporta un ritardo nel suo sviluppo. Il segno più evidente della presenza della processionaria è comunque la perdita degli aghi e delle foglie, che nei casi più gravi può tradursi in totale defoliazione. Problemi per l’uomo possono derivare dal contatto con i peli urticanti delle larve, che possono provocare irritazioni cutanee, febbre ed arrossamento degli occhi. Tra i metodi di lotta più utilizzati troviamo l’asportazione e la distruzione con il fuoco dei nidi, nonché l’utilizzo di preparati a base di Bacillus thuringiensis, oppure di prodotti chimici come il diflubenzuron e il carbaril. Da notare anche il fatto che la processionaria è combattuta in natura da una serie di predatori e parassiti, che vivono a sue spese durante i diversi stadi evolutivi.

Domande frequenti

  • Quali sono le piante più colpite dalla processionaria?
    La processionaria colpisce prevalentemente i pini (come Pinus Nigra e Pinus Silvestris) e le querce a foglia caduca (Quercus robur e Quercus peduncolata), specialmente se giovani (2-5 anni). Può attaccare occasionalmente anche larici, cedri, noccioli, castagni, faggi, carpini e betulle. I danni sono particolarmente gravi perché le larve divorano foglie e aghi, causando indebolimento della pianta e, nei casi estremi, defoliazione totale.
  • Come riconoscere la presenza della processionaria sugli alberi?
    Il segno più evidente è la perdita di aghi e foglie dovuta al consumo da parte delle larve. Inoltre, si possono osservare nidi sericei, specialmente sui pini in inverno, o nidi provvisori sui rami delle querce. Le larve viaggiano in processione, lasciando tracce di seta sugli aghi. È fondamentale ispezionare attentamente la chioma, soprattutto tra aprile e luglio, quando l'attività delle larve è massima.
  • La processionaria è pericolosa per la salute umana?
    Sì, il contatto con i peli urticanti delle larve può causare gravi problemi di salute. Possono verificarsi irritazioni cutanee, febbre e arrossamento degli occhi. È sconsigliato toccare le larve o i nidi. In caso di esposizione accidentale, è necessario lavare accuratamente la zona interessata e consultare un medico se compaiono sintomi sistemici o reazioni allergiche importanti.
  • Come si combatte la processionaria in modo efficace?
    I metodi principali includono l'asportazione fisica e la distruzione con il fuoco dei nidi, preferibilmente in inverno o inizio primavera. Si può utilizzare il Bacillus thuringiensis, un batterio specifico contro le larve, oppure prodotti chimici come diflubenzuron e carbarile. È importante agire tempestivamente, prima che le larve raggiungano la piena maturità e si interrino per la crisalide.
  • Quando avvengono le fasi principali del ciclo vitale?
    Per la processionaria del pino, le uova schiudono a fine agosto, le larve formano nidi invernali in ottobre e scendono a terra a maggio. Per quella della quercia, le uova superano l'inverno e schiudono con le gemme (aprile-maggio); le larve formano nidi sui rami e si incrisalidano a luglio. Gli adulti volano generalmente da luglio in poi.

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