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Vite in autunno: cosa fare dopo la vendemmia nel vigneto di casa

Aggiornato il 16 ottobre 20264 capitoli
Dopo la raccolta la vite lavora ancora: perché non va trascurata

Dopo la raccolta la vite lavora ancora: perché non va trascurata

La vite in autunno, una volta staccati gli ultimi grappoli, non entra subito in riposo. Finché le foglie restano verdi, la pianta continua a produrre zuccheri e li sposta dai tralci verso il fusto e le radici, dove li accumula come riserva per il germogliamento della primavera successiva. Prosegue intanto l'agostamento, cioè la maturazione dei tralci che da erbacei diventano legno bruno e duro, e dalla sua qualità dipende quanto bene le gemme reggeranno il gelo. Per questo motivo conviene lasciare la chioma al suo posto e rimandare qualsiasi taglio importante al pieno riposo vegetativo, quando le foglie saranno cadute da settimane. Nel vigneto di casa questo si traduce in poche attenzioni di buon senso. Sospendi gradualmente le irrigazioni, se le facevi, perché un terreno troppo umido in questa stagione favorisce i marciumi al colletto e ritarda la lignificazione; le piogge autunnali di norma bastano. Osserva anche il colore delle foglie: un ingiallimento precoce e irregolare, prima del normale viraggio stagionale, può segnalare carenze o un problema alle radici, e vale la pena prenderne nota per intervenire con la concimazione.

Pulizia dei filari: grappoli dimenticati, foglie e tralci malati

Il primo lavoro concreto dopo la vendemmia è una pulizia accurata, perché quello che resta sui filari diventa il rifugio invernale di funghi e insetti. Passa pianta per pianta e togli i grappoli dimenticati o quelli che hai lasciato perché già guasti: gli acini mummificati rimasti attaccati ai tralci o caduti a terra ospitano le spore della muffa grigia e del marciume nero, pronte a ripartire alla prossima fioritura. Raccogli allo stesso modo le foglie macchiate da peronospora o oidio man mano che cadono e non metterle nel compost di casa, dove le temperature raramente bastano a distruggere i patogeni. Approfitta del passaggio per controllare il legno. I tralci spezzati dal peso dell'uva o dal vento vanno rimossi subito alla base, con una forbice pulita, senza aspettare la potatura invernale. Se noti sul tronco zone con corteccia che si solleva, essudati scuri o una sezione di legno brunastra dove hai tagliato, segna la pianta con un nastro: potrebbe trattarsi di una malattia del legno come il mal dell'esca, e in inverno dovrai potarla per ultima e disinfettare gli attrezzi prima di passare alle altre. Sistema infine legacci e fili allentati, così i tralci non sfregano durante le burrasche autunnali.

Concimazione autunnale: sostanza organica per ricostituire le riserve

Dopo la pulizia puoi pensare al nutrimento. La vite ha appena esportato con i grappoli una quantità notevole di potassio e di sostanza organica, e l'autunno è il momento giusto per restituirli al terreno, perché la pianta ha ancora radici attive e il concime avrà tutto l'inverno per decomporsi e rendersi disponibile. La scelta più adatta al vigneto di casa è il letame maturo o un compost ben stagionato, distribuito lungo il filare e interrato con una zappatura leggera, senza andare in profondità per non ferire le radici superficiali. Se il terreno è argilloso e compatto, la sostanza organica ne migliora anche la struttura e il drenaggio, che in inverno conta quanto il nutrimento. Evita invece i concimi ricchi di azoto a pronto effetto: in questa stagione stimolerebbero una ripresa vegetativa tardiva, con tralci teneri che il primo gelo brucerebbe. Se preferisci un prodotto minerale, orientati su formulazioni a base di fosforo e potassio, che sostengono la lignificazione e la formazione delle gemme. Dove il suolo è stato tenuto nudo per tutta l'estate, puoi anche seminare tra i filari un sovescio di leguminose e graminacee da interrare a fine inverno: protegge il terreno dalle piogge battenti e, decomponendosi, lo arricchisce in modo graduale.

Preparare la vite all'inverno: trattamento a caduta foglie e protezioni

L'ultimo passaggio della stagione arriva quando le foglie sono cadute quasi tutte e i tralci sono ormai bruni. A quel punto molti viticoltori eseguono un trattamento con un prodotto a base di rame, principio ammesso anche in agricoltura biologica: serve a ridurre la carica di spore svernanti sul legno e intorno alle gemme, in particolare quelle dell'escoriosi e della peronospora. Scegli una giornata asciutta e senza vento, bagna bene tronco e tralci e rispetta dosi e indicazioni riportate in etichetta, perché il rame si accumula nel suolo e non va usato più del necessario. Se le tue viti sono giovani, messe a dimora da uno o due anni, proteggi il punto d'innesto con un rincalzo di terra o una pacciamatura di paglia che superi di qualche centimetro la cicatrice: è la parte più sensibile ai geli intensi e, una volta danneggiata, la pianta può ricacciare dal portinnesto selvatico. Per le viti in vaso sul terrazzo sposta il contenitore contro una parete riparata e avvolgilo con tessuto non tessuto o iuta, lasciando libera la chioma. Controlla infine che pali e tutori siano saldi prima che il terreno si impregni d'acqua, così arrivi alla potatura invernale con un vigneto ordinato e piante già pronte a ripartire.

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