Cos'è l'olivo frangivento
L'olivo frangivento più comune in Italia è rappresentato dalla cultivar il Cipressino. L'impiego dell'ulivo come barriera frangivento è una pratica molto antica, che consiste nell'utilizzare filari di questa varietà per proteggere un territorio generalmente privo di barriere, dai danni causati dal vento forte. Le zone maggiormente interessate sono solitamente le pianure di campagna, le zone montane che non possono utilizzare le pareti rocciose come muraglia, e le località marittime. La coltivazione di questo tipo di pianta non viene attuata per una funzione produttiva o fruttifera, per cui si utilizzano anche piante morte addossate a pareti di metallo o legno in funzione di sostegno. Questa composizione viene posizionata in maniera laterale rispetto alla direzione del vento in modo da intercettare le folate. Per aumentare l'efficacia protettiva della struttura naturale, vengono inserite nei filari coltivazioni di piante arbustive.
Le piante da coltivare insieme all'olivo frangivento
La barriera naturale dunque può essere eretta con esemplari d'ulivo vivi o morti. Anche se l'utilizzo di piante morte risulta essere il più diffuso in quanto non necessita di cure o manutenzioni, l'impiego di piante vive ha per contro un sicuro impatto estetico. In questo caso filari d'ulivo potrebbero non essere sufficienti a garantire l'impenetrabilità del vento, perciò vengono affiancati da piante ad arbusto alto. Le migliori in questo caso sono le sempreverdi, che vengono spesso utilizzate anche per le siepi frangi vento ed hanno una buona resistenza alle temperature rigide. Al momento dell'impianto in terra, gli esemplari d'ulivo verranno intervallati con specie sempreverdi arbustive, lasciando il giusto spazio tra una buca e l'altra per permetterne il corretto sviluppo. Al momento della crescita massima delle piante, i sempreverdi raggiungeranno la base della chioma dell'olivo frangivento costituendo una barriera efficace.
L'ulivo cipressino
Il Cipressino è la cultivar maggiormente utilizzata in Italia come barriera frangi vento. Si sviluppa principalmente in Sardegna, Sicilia e Puglia, territori maggiormente esposti ad improvvise folate. Il Gargano ed il Salento ad esempio sono zone dove il vento soffia costante e a velocità elevate per tutto l'anno. Le barriere naturali generate dall'ulivo diventano per queste terre una protezione necessaria per tamponare eventuali danni. La Puglia inoltre risulta essere la terra d'origine dell'ulivo cipressino, coltivato per la prima volta nel 1960 nel comune di Pietrafitta di Palagiano. L'unica regione che utilizza il cipressino espressamente per la produzione d'olio è la Sardegna, ma visto gli ottimi risultati che la raccolta garantisce ogni anno, anche la Puglia e la Sicilia si stanno muovendo in tal senso. Quest'inversione di tendenza fa diventare l'utilizzo del cipressino come ulivo frangi vento desueto ed impopolare.
Ulivo cipressino
L'olivo Cipressino, si presenta con una chioma folta e vigorosa, le cui ramificazioni crescono verso l'alto in modo molto accentuato. In questa cultivar la crescita verso l'alto è talmente evidente che ricorda appunto un cipresso, da cui il nome di olivo frangivento cipressino. Inoltre la chioma si sviluppa molto rapidamente e talmente compatta da portare la pianta ad assumere ben presto la funzione di barriera frangi vento. Le sue caratteristiche botaniche inoltre lo rendono particolarmente adatto alla raccolta meccanica. Le gemme invece si sviluppano verso il basso e l'infiorescenza subisce di una percentuale tra il 50 e il 60% di aborto. I frutti maturano tra novembre e dicembre ma necessitano dell'impiego di cultivar impollinatrici per la loro fruttificazione. Come tutte le piante appartenenti alla questa specie, si dimostra particolarmente resistente alle temperature rigide ma piuttosto delicata riguardo a parassiti e funghi.
Domande frequenti
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Qual è la cultivar di olivo migliore per creare un frangivento?La cultivar più diffusa e adatta in Italia è il Cipressino. Questa varietà è ideale perché sviluppa una chioma fitta, vigorosa e a crescita rapida, con ramificazioni verticali che ricordano quelle del cipresso. Queste caratteristiche morfologiche permettono di formare una barriera densa e alta in poco tempo, bloccando efficacemente le folate di vento. È originaria della Puglia e si è diffusa soprattutto nelle zone ventose come Sardegna, Sicilia e Gargano, dove offre una protezione naturale duratura.
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Come si realizza un frangivento misto con olivo e altre piante?Per aumentare l'efficacia protettiva, specialmente se si usano olivi vivi, si consiglia di alternare i filari di ulivo Cipressino con arbusti sempreverdi ad alto fusto. Mentre gli olivi forniscono la struttura verticale, gli arbusti sempreverdi riempiono gli spazi inferiori e laterali, creando una barriera continua e impenetrabile quando raggiungono la loro dimensione adulta. Questa combinazione garantisce una protezione completa contro il vento, sfruttando la resistenza al freddo degli arbusti e la struttura portante dell'olivo.
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L'olipo Cipressino produce olive commestibili?Sì, l'olivo Cipressino è una cultivar da olio, sebbene sia stato storicamente usato prevalentemente come frangivento. Produce frutti che maturano tra novembre e dicembre. Tuttavia, per avere una fruttificazione abbondante e di qualità, è necessario piantare accanto a lui cultivar impollinatrici diverse, poiché il Cipressino subisce un alto tasso di aborto floreale (50-60%). Oggi, grazie ai buoni risultati produttivi, sta tornando a essere coltivato anche per la produzione di olio extravergine.
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Si possono usare rami secchi di olivo per il frangivento?Assolutamente sì. Una tecnica tradizionale prevede l'uso di piante di olivo morte, interrate o appoggiate a supporti metallici o lignei. Questo metodo richiede zero manutenzione e cure successive, offrendo subito una barriera fisica contro il vento. Sebbene abbia un impatto estetico inferiore rispetto a una siepe viva, è estremamente funzionale ed economico, soprattutto in aree dove la cura delle piante vive potrebbe essere difficile o dove si cerca una soluzione immediata e permanente senza interventi agronomici.
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Quali sono i punti di forza e debolezza del Cipressino?I punti di forza principali sono la rapida crescita, la forma colonnare compatta perfetta per schermare il vento, l'adattabilità climatica e la resistenza al freddo intenso. Inoltre, la sua struttura facilita la raccolta meccanica delle olive. I punti deboli riguardano la sensibilità a parassiti e malattie fungine, richiedendo controlli fitosanitari. Un altro aspetto tecnico è l'elevata percentuale di aborto dei fiori, che rende indispensabile la presenza di impollinatori incrociati per garantire raccolti consistenti.









