Ortofrutta · Lavori del mese ortofrutta

Il frutteto a novembre

Aggiornato il 19 giugno 20185 capitoli5 domande frequenti
pianta di castagno

Il frutteto a novembre

Con il mese di novembre si entra pienamente nel periodo autunnale; le giornate sono più corte, la pioggia più frequente e l’umidità persistente. Nelle regioni settentrionali e nelle aree interne si possono già verificare delle gelate; solo sulle coste o nell’estremo Sud il clima è ancora relativamente mite. Chi si dedica al frutteto sa che in questo periodo si riducono notevolmente le operazioni di raccolta e irrigazione; diventa fondamentale organizzare l’annata a venire e conservare al meglio le derrate accumulate.

Cosa si raccoglie a novembre? Come conservare il prodotto?

Il raccolto di novembre può essere ancora ricco, ma meno vario rispetto ai mesi precedenti. Al Nord e nelle zone interne arrivano a maturazione i kiwi, i kaki, le castagne, le nespole, alcune varietà di uva da tavola e i fichi. Nelle aree a clima più mite è invece il momento di procedere con la raccolta delle olive da frantoio e cominciano ad essere disponibili molti agrumi. Nei locali di stoccaggio nei mesi precedenti avremo accumulato frutta e verdura capaci di mantenersi per tutto l’inverno (in particolare alcune varietà di mele e pere). Vanno controllati almeno ogni 3 giorni, consumando immediatamente quelli arrivati a maturazione o che risultino danneggiati. Se abbiamo spazio sufficiente possiamo disporre le derrate su tavole, ben distanziati e con il picciolo verso il basso.

Irrigazioni e concimazioni

Le irrigazioni in quasi tutta la penisola non sono necessarie: le precipitazioni sono sufficienti a garantire il sostentamento degli alberi. Un apporto moderato può rendersi necessario negli appezzamenti dedicati agli agrumi, ma solamente in caso di siccità prolungata e terreno sciolto. È invece importante la distribuzione di concimi. Viste le basse temperature è possibile impiegare stallatico non completamente maturo, specialmente sulle piante adulte: il rischio di bruciature è basso e avremo un maggior apporto di azoto. Nelle coltivazioni di pomacee, molto esigenti, si distribuiscono fertilizzanti di sintesi ad alto titolo di fosforo e potassio. Le piogge favoriranno la penetrazione anche in presenza di erba o di terreno abbastanza pesante.

Nuovi impianti

L’autunno inoltrato è il periodo migliore per mettere a dimora nuovi alberi: in riposo vegetativo, le piante non subiranno danni e approfitteranno dell’inverno per cominciare a sviluppare l’apparato radicale. Il clima ideale deve essere fresco e con frequenti precipitazioni: evitiamo di procedere se il terreno fosse ghiacciato o previste gelate. Prima di acquistare gli alberelli accertiamoci che siano sani; se il nostro è un piccolo frutteto familiare inseriamo piante a maturazione scalare, per avere sempre del raccolto. Inoltre scegliamo varietà adatte al nostro clima e innestate su soggetti idonei al nostro terreno. Si consiglia di partire con l’aratura dell’intero appezzamento nei mesi precedenti, inglobando molto stallatico bovino ed equino. Accertiamoci, prima della messa a dimora, che vi sia un buon drenaggio: eventualmente aggiungiamo materiale per migliorarlo.

Altre lavorazioni

È il periodo ideale per effettuare trattamenti preventivi contro i patogeni. In generale si consiglia di trattare la corteccia con appositi prodotti (ad esempio olio bianco) per ridurre al minimo le generazioni svernanti. Durante l’autunno è inoltre importante fare almeno due trattamenti contro le crittogame a base di rameici persistenti. In assenza di vegetazione è possibile nebulizzare anche quei soggetti (ad esempio il pesco) per cui è elevata la fitotossicità. Il gelo invernale può causare danni soprattutto a carico degli esemplari di recente impianto e di quelli più sensibili alle basse temperature e al vento. L’apparato radicale può essere protetto con una abbondante pacciamatura a base di ammendanti o sfasci vegetali. Il tronco può essere rivestito con materiale isolante (coperte o paglia). Se il vento invernale è frequente, e le piante sensibili, allestiamo barriere o piantiamo siepi adatte.

Domande frequenti

  • Quali frutti si raccolgono principalmente a novembre?
    A novembre il raccolto varia in base alla zona geografica. Al Nord e nelle zone interne si raccolgono kiwi, cachi, castagne, nespole, alcune varietà di uva da tavola e fichi. Nelle aree dal clima più mite, come le coste o il Sud Italia, è il momento giusto per raccogliere le olive da frantoio e molti tipi di agrumi. Il numero di specie diminuisce rispetto ai mesi estivi, concentrandosi su queste colture specifiche.
  • Come bisogna conservare la frutta raccolta per l'inverno?
    La frutta accumulata va controllata almeno ogni tre giorni per rimuovere subito quelle mature o danneggiate. Se hai spazio, disponi i frutti su tavole ben distanziate, posizionandoli con il picciolo verso il basso. Questa accortezza aiuta a prevenire marciumi e favorisce una conservazione ottimale durante i mesi invernali, garantendo che la frutta rimanga integra fino al consumo.
  • Quando e come concimare il frutteto a novembre?
    Novembre è il periodo ideale per la concimazione grazie alle basse temperature che riducono il rischio di bruciature. Si può usare stallatico non completamente maturo, specialmente per le piante adulte, per apportare azoto. Per le pomacee, molto esigenti, preferisci fertilizzanti di sintesi ricchi di fosforo e potassio. Le piogge autunnali aiuteranno i nutrienti a penetrare nel suolo, anche se è presente erba o il terreno è pesante.
  • È il momento giusto per piantare nuovi alberi da frutto?
    Sì, l'autunno inoltrato è il periodo migliore per la messa a dimora. Le piante, essendo in riposo vegetativo, non subiscono shock e sviluppano l'apparato radicale durante l'inverno. Assicurati che il clima sia fresco con piogge frequenti, evitando terreni ghiacciati o previsioni di forti gelate. Scegli varietà adatte al tuo clima e assicurati un buon drenaggio del terreno prima di interrare gli alberelli.
  • quali trattamenti fitosanitari eseguire a novembre?
    In questa fase è cruciale proteggere le piante dai patogeni svernanti. Tratta la corteccia con prodotti specifici come l'olio bianco per ridurre le uova di insetti. Esegui almeno due trattamenti contro le crittogame usando prodotti a base di rame. In assenza di foglie, puoi nebulizzare anche specie sensibili come il pesco, poiché la fitotossicità è minima senza vegetazione attiva, proteggendo così gli alberi per la primavera successiva.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche