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Mandarino cinese

Aggiornato il 25 gennaio 20174 capitoli5 domande frequenti
Pianta asiatica

L'irrigazione

Il mandarino cinese è una pianta piuttosto esigente in termini di apporto idrico. Specialmente nella prima fase della crescita bisogna assicurare un'irrigazione costante e regolare senza sbalzi e senza esagerare. Coltivandolo in vaso dovremo verificare la posizione e, se nella collocazione scelta non riceve le piogge perché ad esempio è sotto un porticato, dovremo intervenire artificialmente ogni volte che la terra si secca in superficie. Le annaffiature dovranno essere sempre generose ma l'acqua in eccesso dovrà defluire completamente per evitare la formazione di ristagni che potrebbero danneggiare la pianta. Il mandarino cinese coltivato all'aperto va annaffiato se le precipitazioni atmosferiche non sono sufficienti. Ogni settimana ci assicureremo che la pianta riceva l'irrigazione necessaria che intensificheremo quando spunteranno i primi fiori.

Tecniche di coltivazione

Il mandarino cinese può essere coltivato a partire dal seme solo se abbiamo specifiche conoscenze di giardinaggio, in modo da poterlo successivamente innestare, per produrre una precisa varietà. Altrimenti è meglio comprare una piantina già cresciuta da un negoziante o presso un vivaio. Potremo scegliere un mandarino cinese che presenta già i frutti, dovendolo soltanto rinvasare quando sarà necessario. Durante la crescita della pianta dovremo potarla utilizzando uno strumento tagliente, in modo da non rovinarla. Il mese migliore per questa operazione è Maggio e interverremo recidendo nettamente i rami secchi che non presentano fiori. Potremo anche cercare di dare un aspetto estetico migliore alla chioma potandola a seconda del gusto personale. La potatura permette anche di ricevere una migliore areazione.

Il terreno

Il mandarino cinese ha bisogno di un terreno leggero, in grado di drenare perfettamente le precipitazioni atmosferiche e le irrigazioni senza creare pozzanghere. Per cui dovremo preparare con anticipo la terra dove andremo a trapiantarlo. Eseguiremo una zappatura e una vangatura energica, aggiungendo una concimazione di letame maturo e compost casalingo. Dopodiché mescoleremo altra terra e ricopriremo, avendo verificato che il substrato risulti soffice. Al momento del trapianto procederemo con un'ulteriore concimazione che aiuterà la pianta a riprendere la vegetazione. La buca dove metteremo la pianta deve essere almeno il doppio del panetto di terra contenuto nel vaso. Metteremo a dimora il mandarino cinese e compatteremo delicatamente la superficie. Per quanto concerne la coltivazione all'interno dei vasi, invece, dovremo rinvasare ogni 3 anni al termine della primavera.

Clima e avversità

Il mandarino cinese si sviluppa abbastanza bene anche nel nostro clima, sebbene sia una pianta che proviene dai paesi asiatici. Può essere coltivato con successo sia nelle zone costiere che in quelle collinari, a tutte le latitudini della penisola italiana. Tuttavia dove il clima è più rigido è meglio scegliere la coltivazione all'interno dei vasi. Le temperature al di sotto dello zero potrebbero danneggiare irrimediabilmente il mandarino cinese e anche i venti gelidi sono mal tollerati. Per cui è raccomandato proteggere la pianta con un tessuto apposito da giardinaggio e ritirarla in luogo più temperato e riparato. Al sud Italia, invece, si può coltivare la pianta direttamente a dimora senza particolari accorgimenti. La collocazione ideale è a tutto sole. Per combattere le principali avversità è possibile acquistare prodotti antiparassitari specifici, in particolar modo per la cocciniglia.

Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente il mandarino cinese?
    Il mandarino cinese richiede un apporto idrico costante e regolare, specialmente durante la fase iniziale di crescita. È fondamentale evitare sbalzi idrici e non eccedere con le quantità, poiché i ristagni d'acqua possono danneggiare gravemente le radici. In vaso, verifica spesso lo stato del substrato: annaffia generosamente ogni volta che la superficie si asciuga, assicurandoti che l'eccesso defluisca completamente. All'aperto, integra le piogge naturali solo se insufficienti, intensificando le annaffiature settimanali appena compaiono i primi fiori.
  • Quando e come effettuare la potatura?
    La potatura del mandarino cinese si esegue preferibilmente nel mese di maggio. Utilizza sempre strumenti da taglio puliti e affilati per evitare di danneggiare i tessuti vegetali. Intervieni rimuovendo nettamente i rami secchi che non producono fiori, migliorando così l'areazione interna della chioma. Puoi anche procedere con una potatura estetica per modellare la pianta secondo le tue preferenze personali, mantenendo una forma armoniosa e favorendo una corretta circolazione dell'aria.
  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno?
    Questa pianta necessita di un terreno leggero e capace di drenare perfettamente acqua piovana e irrigua, evitando la formazione di pozzanghere. Prepara il suolo anticipatamente eseguendo una vangatura profonda e arricchiscilo con letame maturo e compost domestico. Al momento del trapianto, la buca deve essere almeno doppia rispetto al pane di terra della radice. Mescola il nuovo terriccio e compatta delicatamente dopo la messa a dimora. Per la coltivazione in vaso, effettua il rinvaso ogni tre anni a fine primavera.
  • Come proteggersi dal freddo e dalle avversità climatiche?
    Sebbene tolleri il clima italiano, il mandarino cinese teme le temperature inferiori allo zero e i venti gelidi, che possono causare danni irreparabili. Nelle zone con inverni rigidi, coltiva la pianta in vaso e proteggila con teli specifici da giardinaggio, eventualmente spostandola in ambienti riparati. Al Sud Italia, è possibile impiantarla direttamente in piena terra. Assicurati comunque una posizione a tutto sole. Per le avversità biologiche, come la cocciniglia, utilizza prodotti antiparassitari specifici acquistabili nei punti vendita specializzati.
  • È facile moltiplicare il mandarino cinese partendo dal seme?
    No, la moltiplicazione da seme è sconsigliata ai principianti poiché richiede specifiche conoscenze tecniche. Partendo dal seme, la pianta impiegherà molto tempo prima di produrre frutti e, soprattutto, sarà necessario innestarla successivamente per ottenere una varietà specifica e garantire la produzione. Per chi non possiede queste competenze, la soluzione migliore è acquistare direttamente una piantina già cresciuta e, idealmente, già innestata da un vivaista o negoziante specializzato, risparmiando tempo e garantendo risultati sicuri.

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