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Giuggiole

Aggiornato il 03 gennaio 20174 capitoli4 domande frequenti
Albero giuggiole

Quanto annaffiare

L’annaffiatura dell'albero delle giuggiole deve essere effettuata per le piantine giovani e non per quelle adulte che prediligono terreni asciutti. Quindi l’innaffiatura del giuggiolo si deve eseguire nei mesi più caldi e quando mancano le precipitazioni. Questa pianta da frutto si adatta a tanti tipi di terreno; è resistente infatti anche al terreno calcareo e compatto o sassoso e povero. Per ottenere però dei buoni risultati si consiglia una terra ricca di sostanze organiche e ben drenata. Il giuggiolo è abbastanza diffuso in Italia, ma cresce di solito spontaneamente e sono poche le varietà che si conoscono, le quali variano per forma e dimensione dei frutti. Questi ultimi sono le famose giuggiole che all'inizio della maturazione si presentano verdi, poi sempre più rosse. Il loro interno giallo verde è dolce e leggermente acidulo, ma quando sono troppo mature si raggrinziscono esternamente e acquistano un elevato contenuto zuccherino.

Coltivazione

La pianta delle giuggiole non ha bisogno di molte cure, ma l’impianto dei polloni delle radici e degli astoni si deve effettuare in inverno nelle zone dal clima mite e in autunno se le temperature sono più basse. Il giuggiolo comunque si riproduce anche con l'innesto, da fare in inverno o in estate e considerando le dimensioni della pianta che si vuole ottenere e il tipo di terreno. Tuttavia, questa pianta si può moltiplicare anche con seme o per talea. Infatti, se si vuole effettuare la produzione del giuggiolo con il seme bisogna conservarlo al caldo per tre mesi e poi al freddo per ulteriori tre mesi, nell'umidità della sabbia. La germinanazione avverrà in primavera. Per ciò che riguarda la tecnica della talea, bisogna prelevarla da novembre a gennaio, tagliando una parte di ramo dove c'è una gemma. Togliere le foglie nella parte inferiore e posizionare il ramoscello in un contenitore con terriccio leggero.

Come concimare

L'albero delle giuggiole gradisce un terreno drenato e concimato nei mesi autunnali con delle sostanze organiche, mentre tutti gli anni è bene apportare alla pianta del concime complesso verso la fine dell'inverno. Si utilizza di solito del fertilizzante animale fatto riposare almeno per 9 mesi. Le prime potature si possono effettuare da quando il giuggiolo viene messo a dimora e seguendo la forma che si vuol dare alla pianta contenendo la chioma e togliendo i rami vecchi o malati. La raccolta delle giuggiole si effettua in autunno, ma si può svolgere in periodi diversi in relazione alla maturazione graduale dei frutti; infatti gli stessi maturano in settembre e sono commestibili sia da verdi o acerbi che da rossi e dolcissimi. Le giuggiole infatti sono piccole, profumate e dal sapore particolare; vengono coltivate anche in vivaio per produrre la varietà più grande che assomiglia ad una mela per la sua polpa interna.

Esposizione e malattie

Dove posizionare il grazioso albero delle giuggiole? Sicuramente è meglio optare per un posto soleggiato, ma se il luogo ha temperature rigide e venti frequenti bisogna coltivare il giuggiolo in una zona riparata. La pianta è comunque rustica e resistente, in quanto in inverno supera temperature molto basse, anche se non sopporta le gelate e il freddo inaspettato dell'autunno. Alla fine, è bene tenere questa pianta in un clima temperato anche se verrà attaccata da qualche parassita e malattia come l'antracnosi, la muffa grigia e la ruggine oppure la mosca della frutta, la cydia molesta e la carpomya incompleta. Il giuggiolo però non ama nemmeno il terreno troppo acido e umido in quanto in condizioni simili non si sviluppa bene e quindi produce pochi frutti che sono sempre stati utilizzati in erboristeria e in medicina, oltre che per la produzione di vini e liquori, come il noto "brodo di giuggiole".

Domande frequenti

  • Quando e come si raccolgono le giuggiole?
    La raccolta avviene principalmente in autunno, con picco di maturazione a settembre. Una caratteristica unica del giuggiolo è la maturazione graduale: i frutti possono essere raccolti in momenti diversi dello stesso periodo. Sono commestibili sia da verdi (acerbi, con sapore leggermente acidulo) che da rossi (completamente maturi, estremamente dolci e ricchi di zucchero). Quando diventano troppo mature, i frutti tendono a raggrinzirsi esternamente.
  • Come si moltiplica il giuggiolo tramite seme?
    La moltiplicazione per seme richiede un processo di stratificazione specifico per garantire la germinazione. I semi devono prima essere conservati al caldo per tre mesi, seguiti da altri tre mesi al freddo, mantenendoli umidi avvolti nella sabbia. Questo ciclo prepara il seme alla germinazione, che avverrà naturalmente in primavera. È un metodo meno immediato rispetto all'innesto o alla talea, ma permette di ottenere nuove piante geneticamente variabili.
  • Quali cure richiedono le annaffiature del giuggiolo?
    Le esigenze idriche variano in base all'età della pianta. Le piantine giovani necessitano di annaffiature regolari per stabilizzarsi, mentre gli alberi adulti prediligono terreni asciutti e richiedono irrigazioni solo nei mesi più caldi o durante lunghi periodi di siccità. Il giuggiolo è molto tollerante e resiste bene a terreni poveri, sassosi o calcarei, purché il drenaggio sia efficace per evitare ristagni idrici dannosi.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti da monitorare?
    Nonostante sia una pianta rustica, il giuggiolo può subire attacchi da funghi come antracnosi, muffa grigia e ruggine. Tra gli insetti, i nemici principali sono la mosca della frutta, la Cydia molesta e la Carpomya incompleta. Inoltre, la pianta soffre se coltivata in terreni eccessivamente acidi o umidi, condizione che ne limita lo sviluppo e riduce la produzione di frutti. Mantenere il terreno ben drenato aiuta a prevenire molti problemi fitosanitari.

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