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Potatura Kiwi corretta

Aggiornato il 04 dicembre 20143 capitoli5 domande frequenti

Domanda : Potatura Kiwi corretta

Salve,la domanda che vi pongo, mi serve per saper dare un informazione più giusta a mio futuro suocero, bravissimo nei lavori nell'orto, ma che a mio parere fa qualche errore nel potare il kiwi.Io a casa dei miei, ho sempre visto potare le piante togliendo semplicemente i rami secondari,quelli aggrovigliati,tenendo quelli principali dove poi ricresceranno nuove gemme e rami,insomma una potatura abbondante, ma non eccesivamente drastica. e inoltre da terra la tengo abbastanza alta almeno 2 metri, e di frutti ne fanno sempre abbastanza. Invece mio suocero, si lamenta la moglie,ha l'abitudine di tagliarli troppo come se fosse una vite, lasciando poche decine di cm di altezza da terra o poco più di mezzo metro, e ha paura che sia per questo che non producono tanti frutti. Può essere vero?E qual è il metodo più giusto per curare queste piante? grazie mille per l'attenzione.

Risposta : Potatura Kiwi corretta

Gentile Elena, il Kiwi è il frutto dell’actinidia chinensis, pianta rampicante molto vigorosa, diffusa in Asia e in gran parte della Nuova Zelanda e dell’Australia, zone da cui è arrivato fino a noi l’utilizzo di questo frutto, verso la fine del XX secolo, quando in tutto il mondo si diffusero i kiwi di origine neozelandese; la coltivazione dell’actinidia in Italia ha preso molto piede, tanto che oggi l’Italia è il maggior produttore mondiale di kiwi. Le prime coltivazioni cominciarono in Trentino, oggi i kiwi si coltivano anche in Veneto, Piemonte, Friuli, Lazio, Puglia e Campania. Si tratta di una pianta rampicante molto fruttifera e vigorosa, e come ormai tutti sanno è una pianta dioica, ovvero i fiori maschili ed i fiori femminili sono presenti su piante diverse; per avere un buon raccolto occorre almeno una pianta maschile ogni 5-6 piante femminili. Come giustamente fa il tuo futuro suocero, sono piante che vanno potate come le viti; bisogna però ben capire cosa significa questa frase; infatti se la tecnica di potatura ed il periodo sono decisamente simili a quelle attuate per la vite, in effetti l’actinidia si lascia un poco più lunga e con più rami e gemme, perché una singola pianta può sopportare più rami e frutti rispetto a quanti ne sopporta una vite (quindi in effetti avete ragione entrambi). Quindi si potano le actinidie in febbraio-marzo (a fine inverno, quando non c’è più rischio di gelate intense); si procede potando vicino alla base i rami che hanno fruttificato l’anno precedete, e sui restanti rami si lasciano circa 5-6 gemme; se alla base della pianta si formano dei succhioni vigorosi, li si elimina; allo stesso modo si eliminano rami rovinati o intrecciati o che si sviluppano troppo fitti. In molte zone, ogni 2-3 anni si pratica una potatura di svecchiamento, ovvero si accorciano tutti i rami, lasciandone solo un paio con almeno 3-4 gemme, per favorire lo sviluppo di una vegetazione più forte; questo tipo di potatura può portare ad uno scarso raccolto nell’anno in corso, ma favorisce raccolti più abbondanti negli anni a venire. Quando sulla pianta sono già presenti i frutti, in genere si cimano i rami che portano i frutti, fino a 2-3 foglie dopo l’ultimo frutto, e si accorciano leggermente i rami che non portano frutti. I kiwi sono piante resistenti, una volta a dimora da tempo, anche se è bene posizionarli in una zona del giardino riparata dal vento; necessitano di una concimazione a base di stallatico da fornire a ogni anno, a fine inverno; le annaffiature sono importanti, soprattutto quando la bella stagione si presenta siccitosa, ma evitiamo di lasciare le piante costantemente in un terreno umido o con acqua stagnante. Queste piante non amano terreni con ph molto alti, superiori a 7, dove spesso producono scarsi raccolti.

Attrezzi per potare il kiwi

Come per tutti i tipi di potature, anche per potare il kiwi è consigliabile utilizzare degli strumenti affilati e in grado di produrre tagli netti e precisi. Forbici, cesoie e forbicioni da potatura sono l'ideale per la potatura di queste piante rampicanti in quanto i tagli devono essere netti e precisi e non slabrati, seghettati. Per questo motivo si sconsiglia vivamente di utilizzare seghetti, segacci e motoseghe da potatura perchè sono tutti strumenti con dei denti che lacerano la corteccia e quindi producono dei tagli sfilacciati che aumentano la superficie d'ingresso dei patogeni come per esempio funghi e batteri. Quindi prima di potare il kiwi assicuriamoci che le nostre forbici o gli strumenti a lama che abbiamo intenzione di utilizzare siano ben affilati, dopo di che procediamo con mano ferma e decisa e potiamo i rami. Prima di iniziare le operazioni di potatura e sopratutto dopo aver tagliato piante infette o ammalate, è sempre una buona norma pulire le lame e disinfettarle con dell'alcol o con del disinfettante per uccidere eventuali spore o batteri che possono essere rimasti sulle lame.

Domande frequenti

  • Qual è il momento esatto per potare il kiwi?
    La potatura principale del kiwi va eseguita a fine inverno, generalmente tra febbraio e marzo. È fondamentale attendere che siano passati i rischi di gelate intense, poiché i tagli freschi potrebbero subire danni dal freddo. Questa tempistica permette alla pianta di risvegliarsi con forza nella primavera successiva, favorendo una corretta emissione di germogli e fiori.
  • Il kiwi è una pianta monoica o dioica?
    L'Actinidia chinensis è una pianta dioica, il che significa che esistono piante maschili e piante femminili distinte. Solo le piante femminili producono frutti. Per garantire un'impollinazione efficace e un buon raccolto, è necessario piantare almeno una pianta maschile ogni cinque o sei piante femminili nel giardino. Senza l'impollinatore maschile, le piante femmine non produrranno frutti.
  • Come si effettua la potatura di produzione annuale?
    Durante la potatura invernale, si eliminano i rami che hanno fruttificato nell'anno precedente, tagliandoli vicino alla base. Sugli altri rami portanti si lasciano circa 5-6 gemme. Bisogna anche rimuovere i succhioni vigorosi alla base, i rami rovinati, quelli intrecciati o eccessivamente fitti. Questa tecnica mantiene la pianta aperta al sole e facilita la raccolta.
  • Cosa sono i succhioni e come vanno gestiti?
    I succhioni sono getti erbacei e vigorosi che nascono alla base del tronco o dai rami principali. Vanno eliminati durante la potatura perché sottraggono energie alla pianta senza contribuire direttamente alla produzione di frutti di qualità. La loro presenza eccessiva indica spesso uno squilibrio vegetativo; rimuoverli aiuta a concentrare la linfa sui rami da frutto.
  • È necessaria una potatura di svecchiamento?
    Sì, ogni due o tre anni si consiglia una potatura di svecchiamento per ringiovanire la pianta. Consiste nell'accorciare drasticamente molti rami, lasciandone solo alcuni corti con 3-4 gemme. Questo stimola la crescita di nuova vegetazione forte. L'anno successivo il raccolto potrebbe essere scarso, ma si ottengono produzioni più abbondanti e sane negli anni seguenti.

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