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bolle da pesco

Aggiornato il 07 maggio 20132 capitoli5 domande frequenti
Pesca matura

Domanda : bolle da pesco

il mio pesco soffre di bolle cosa posso fare in questo periodo per rimediar ? grazie

Risposta : bolle da pesco

Gentile Chiara, la bolla del pesco è uno dei parassiti che si sviluppano più spesso su questi alberelli, da cui sono esenti solo alcune particolari varietà, non particolarmente sensibili; con il nome bolla del pesco si indica un fungo, che vive sulla pianta per tutto l’anno, manifestando un’azione parassitaria solo nel periodo primaverile, i funghi bucano le foglie e le colonizzano, causando un arrossamento della lamina fogliare, che tende anche a diventare spessa e fragile, quasi croccante se schiacciata; le foglie colpite non sono più in grado di svolgere la fotosintesi, e quindi le piante colpite tendono a deperire, o anche semplicemente a perdere i frutti; talvolta la bolla, oltre alle foglie colpisce anche fiori e frutti, rovinandoli irreparabilmente. Una volta che le foglie sono state rovinate dalla bolla, non è possibile guarirle, facendole tornare verdi, quindi le singole foglie colpite andrebbero staccate dalla pianta e distrutte, perché contengono le spore dei funghi. Risulta fondamentale fare trattamenti sulla pianta malata, in modo che la bolla non si presenti anche l’anno successivo; se si tratta di poche foglie colpite, si può fermare l’infezione ed evitare che si diffonda sul resto della pianta; se invece le foglie colpite siano tante, si spera che la defogliazione favorisca lo sviluppo di nuove foglie sane, per mantenere in vita la pianta; In entrambi i casi, è importante trattare la pianta con un fungicida specifico contro la bolla, in modo da uccidere eventuali funghi ancora presenti. Oltre a questo ulteriori interventi si praticheranno sulla piata e sulle piante vicine utilizzando poltiglia bordolese (o altro fungicida contro la bolla) in autunno, subito dopo la defogliazione, e a fine inverno sulle gemme. Considera che i funghi della bolla si sviluppano in condizioni di alta umidità e temperature basse, che al momento dell’inoculo devono essere inferiori ai 10-15°C; quindi una primavera molto piovosa, con clima fresco, favorisce altamente lo sviluppo della bolla, che tende a fermare il suo ciclo di sviluppo all’arrivo del caldo. Se quindi il clima in primavera inoltrata dovesse divenire più caldo e meno piovoso, n genere non è necessario praticare un trattamento, che andrà invece praticato in autunno, circa in novembre, e anche a fine inverno, per evitare che il fungo si rimetta in azione all’arrivo della primavera e di un clima fresco e umido. Generalmente non è infrequente che le piante severamente colpite dalla bolla non producano frutti nell’anno dell’infezione.

Domande frequenti

  • Cosa fare immediatamente se vedo già le foglie colpite dalla bolla?
    Una volta che le foglie presentano i sintomi della bolla (arrossamento, ispessimento e fragilità), non è possibile curarle né farle tornare verdi. L'intervento immediato consiste nel rimuovere e distruggere (bruciare o conferire alla raccolta differenziata organica, mai nel compost domestico) tutte le foglie colpite. Questo passaggio è cruciale per eliminare le spore fungine e impedire che l'infezione si diffonda ad altre parti della pianta o ad alberi vicini. Non lasciare le foglie cadute a terra sotto l'albero.
  • Quando devo applicare i trattamenti preventivi per la bolla del pesco?
    Il trattamento preventivo è essenziale poiché il fungo rimane latente sulla pianta durante l'estate e l'autunno. Si consiglia di intervenire due volte: la prima in autunno, subito dopo la caduta delle foglie (novembre), e la seconda a fine inverno, quando le gemme iniziano a gonfiarsi ma prima che si aprano. In questi periodi si utilizza solitamente la poltiglia bordolese o specifici fungicidi rameici, che agiscono come barriera protettiva contro l'inoculo primaverile favorito dal freddo e dall'umidità.
  • La bolla del pesco danneggia anche i frutti o solo le foglie?
    Sì, la bolla del pesco può colpire non solo le foglie, ma anche i fiori e i frutti stessi. Quando colpisce i fiori, ne impedisce la fecondazione o li fa cadere prematuramente. Se colpisce i frutti giovani, causa deformazioni, crepe e macchie, rendendoli immaturi e non commerciabili. In casi di infezioni severe, la pianta potrebbe non produrre alcun frutto nella stagione colpita a causa del forte stress subìto e della perdita precoce di fogliame necessaria alla fotosintesi.
  • Esistono varietà di pesco resistenti alla bolla?
    Sì, esistono cultivar di pesco geneticamente più tolleranti o resistenti alla bolla del pesco. Sebbene nessun pesco sia completamente immune, alcune varietà mostrano una minore suscettibilità rispetto ad altre. Questa caratteristica è particolarmente utile nelle zone climatiche dove le primavere sono frequentemente fredde e piovose, condizioni ideali per lo sviluppo del fungo Taphrina deformans. Consultare i vivaisti locali per consigliare varietà adatte al proprio microclima è la strategia migliore per ridurre la necessità di trattamenti chimici.
  • È necessario trattare se la primavera diventa calda e asciutta?
    Il fungo della bolla richiede temperature fresche (inferiori a 10-15°C) e alta umidità per svilupparsi. Se la primavera inoltrata si presenta insolitamente calda e secca, il ciclo del fungo tende a interrompersi naturalmente e l'infezione non progredisce ulteriormente. In tali condizioni, il trattamento primaverile non è strettamente necessario. Tuttavia, i trattamenti autunnali e quelli tardivi invernali restano fondamentali per proteggere la pianta per la stagione successiva, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche della primavera corrente.

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