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Pachypodium

Aggiornato il 07 settembre 20113 capitoli5 domande frequenti
Pachypodium

Generalità

genere che conta circa una decina di arbusti o piccoli alberi, originari dell'Africa meridionale; P. lamerei è originario del Madagascar, si tratta di un piccolo albero, che in natura raggiunge i 4-5 m di altezza; in genere in contenitore si mantiene entro i due metri; ha tronco allargato, a bottiglia, di colore grigiastro, ricoperto da numerose spine di grandi dimensioni, in genere appaiate. Le piante che superano il metro tendono a ramificare, dando origine ad una chioma tondeggiante; all'apice dei rami producono grandi foglie ovali, leggermente cuoiose, lucide, di colore verde scuro. In estate gli esemplari che superano i 150 cm di altezza possono produrre vistose infiorescenze apicali, costituite da grappoli di grandi fiori bianchi, molto vistosi, delicatamente profumati, a cui seguono grandi frutti scuri. P. lamerei è la specie più facilmente reperibile nei vivai, anche se tra gli amatori delle piante caudiciformi sono diffuse anche altre specie, come ad esempio p. brevicaule, arbusto nano, con ramificazioni che si elevano di poco dal terreno; p. rosulatum è invece un piccolo arbusto caudiciforme, molto ramificato, che produce piccoli fiori gialli.

Esposizione e annaffiature

Esposizione: si coltivano in luogo ben soleggiato, o comunque molto luminoso, al riparo dai raggi diretti del sole nelle ore più calde dell'estate. Temono il freddo, ed in genere la temperatura minima non dovrebbe mai scendere al di sotto dei 7°C. Annaffiature: da marzo a settembre annaffiare abbondantemente, ma lasciando il terreno asciutto tra un'annaffiatura e l'altra. Durante i mesi freddi annaffiamo sporadicamente gli esemplari coltivati in luogo con temperature minime superiori ai 15°C, se coltivati in serra fredda è consigliabile evitare le annaffiature.

Altri consigli

Terreno: prediligono terreni asciutti, molto ben drenati; in genere si utilizza un miscuglio costituito da una parte di torba, una parte di lapillo ed una parte di sabbia di fiume lavata. Moltiplicazione: avviene per seme o per talea, prelevata dagli esemplari che hanno ramificato. Parassiti e malattie: temono la cocciniglia, che spesso si presenta nella pagina inferiore del fogliame, in caso di coltivazione in luogo scarsamente ventilato.

Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dal Pachypodium?
    Il Pachypodium teme fortemente il freddo e richiede temperature minime non inferiori ai 7°C. Per garantire la sopravvivenza durante l'inverno, è fondamentale proteggere la pianta dalle gelate. Se coltivato in serra fredda, dove le temperature restano sopra i 15°C, le annaffiature devono essere sospese completamente. In ambienti interni, posiziona la pianta lontano da correnti d'aria fredda e finestre soggette a dispersioni termiche per evitare shock vegetativi.
  • Come si prepara il substrato ideale per questa pianta?
    Questa specie necessita di un terreno estremamente drenante per prevenire il marciume radicale. La miscela ottimale consiste in parti uguali di tre componenti: torba bionda, lapillo vulcanico e sabbia di fiume lavata. Il lapillo garantisce aerazione e drenaggio, mentre la sabbia evita il compattamento. Evita terriccio universale troppo ricco di humus o argilloso, poiché trattengono troppa umidità, favorendo infezioni fungine fatali per i fusti succulenti.
  • Quando e come vanno effettuate le annaffiature?
    Da marzo a settembre, annaffia abbondantemente ma solo quando il substrato è completamente asciutto tra un intervento e l'altro. L'eccesso di acqua è il nemico principale. Durante l'inverno, riduci drasticamente: se la temperatura supera i 15°C, irriga sporadicamente; se scende sotto, sospendi totalmente le annaffiature fino alla primavera successiva. L'obiettivo è simulare il ciclo naturale secco della stagione invernale nel suo habitat originario.
  • Quanto può crescere in altezza il Pachypodium in vaso?
    In natura, il Pachypodium lamerei può raggiungere i 4-5 metri di altezza. Tuttavia, in coltivazione in vaso, la crescita è limitata dalla capacità del contenitore e dalle cure, mantenendosi generalmente entro i due metri. Gli esemplari che superano il metro di altezza tendono a ramificare, sviluppando una chioma tondeggiante. Per controllarne lo sviluppo, è sufficiente limitare il volume del vaso e gestire attentamente le concimazioni.
  • Quali parassiti attaccano comunemente il Pachypodium?
    Il parassita più comune è la cocciniglia, che tende a insediarsi prevalentemente sulla pagina inferiore delle foglie e sui fusti. Questa infestazione è favorita da ambienti scarsamente ventilati e secchi. Per prevenirla, assicurati una buona circolazione dell'aria intorno alla pianta. In caso di attacco visibile, rimuovi manualmente le cocciniglie con un cotton fiocco imbevuto di alcool o utilizza specifici insetticidi sistemici seguendo le indicazioni del produttore.

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