Piante grasse · Piante Grasse

Calancola

Kalanchoe blossfeldiana
Aggiornato il 17 aprile 20187 capitoli5 domande frequenti
Calancola

La Kalancola

Il nome latino è Kalanchoe, si tratta di un genere costituito da poco più di un centinaio di piante, appartenenti alla famiglia delle crassulacee, succulente, di origine Africana ed Asiatica; in effetti la coltivazione di queste piante si è così diffusa dall’epoca della loro scoperta, che risale al 1800, che alcune specie sono ormai diffuse in natura anche in America meridionale e in Australia. In Italia generalmente ci si riferisce alle kalanchoe con il nome comune kalancola, o calancola, indicando però una singola specie, ovvero Kalanchoe blossfeldiana, la più diffusa in coltivazione, di cui esistono anche numerosi ibridi e cultivar. Si tratta di piccole succulente, che non superano i 25-35 cm di altezza, costituite da una densa rosetta eretta di grandi foglie triangolari, con margine ondulato, carnose e spesse, rigide, di colore verde brillante; durante la primavera e l’estate dal centro della rosetta di foglie si eleva un sottile fusto, anch’esso carnoso, che porta numerosi piccoli fiori a stella, riuniti in corimbi, di colore vario, dal bianco candido fino al viola intenso, passando da tutte le tonalità del giallo e del rosso; esistono anche varietà dai fiori striati o anche dai fiori doppi e stradoppi, molto apprezzate per la loro abbondante fioritura.

In casa o in giardino?

Le Calancole sono piante succulente, e come la maggior parte di queste piante, sopportano molto bene la siccità; per questo motivo sono perfettamente adattate alla ita in appartamento, dove l’ria è secca; non necessitando di grandi annaffiature, sono perfette anche per chi non ha troppo tempo per curare le piante in casa, o per chi tende a dimenticarsi annaffiature e concimazioni. In effetti la maggior parte delle kalanchoe vendute in Italia sono destinate a rallegrare mensole o davanzali di casa, e non verranno mai poste all’aperto. Queste piante condividono una caratteristica con le stelle di Natale, ovvero cominciano a fiorire soltanto dopo aver passato un buon periodo in una zona caratterizzata da poche ore di luce al giorno; questa caratteristica permette ai vivaisti di far fiorire le calancole in qualsiasi periodo dell’anno. In questo modo il periodo di vendita delle Kalanchoe fiorite è ininterrotto per tutto l’arco dell’anno, e risultano tra le piante da fiore più vendute durante i mesi invernali, quando è difficile trovare piante da appartamento in piena fioritura. Questa pratica tende ad accorciare però la vita delle piccole piante, ma la facile reperibilità di piante in fiore di questo genere, fa in modo che la gran parte delle Calancole venga coltivata come una annuale: alla fine della fioritura vengono lasciate deperire, o sostituite da esemplari in piena fioritura. La coltivazione di queste graziose succulente non deve per forza avvenire in questo modo, è anche possibile utilizzarle per le aiole in giardino; in effetti sono piante che temono il gelo, ma se poste nelle aiole del giardino a fine inverno ci regaleranno una fioritura molto più prolungata, e alla fine di questa le foglie continueranno a vegetare ed a svilupparsi. In autunno possono essere ricoverate in serra temperata o in casa, con temperature minime superiori ai 5°C, in modo da conservarle per l’anno successivo.

Come coltivare la Calancole

Queste piante sono di facile coltivazione, in quanto hanno pochissime necessità, e sopportano molto bene la siccità o le carenze nutrizionali; chiaro è che, se desideriamo far sopravvivere la nostra kalanchoe negli anni, e desideriamo anche che rifiorisca, è opportuno coltivarla al meglio, senza dimenticarci della sua esistenza; oltre a questo moltissime calancole vengono forzate a svilupparsi ed a fiorire rapidamente, vengono in sostanza “pompate”; se subiscono lo shock di passare da un vivaio dove vengono coccolate, nutrite, annaffiate ed illuminate nel modo migliore possibile, a casa nostra, dove le mettiamo sulla mensola più alta dimenticandocele, chiaro che la loro vita sarà certamente breve. Come prima cosa, se vogliamo che la nostra kalanchoe sopravviva negli anni, acquistiamola a fine inverno o inizio primavera, quando anche in natura queste piante sono in fiore; quindi posizioniamola in una zona della casa ben luminosa, dove possano godere di qualche ora di sole al giorno; se il clima è caldo, e le temperature notturne sono superiori ai 5-8°C, possiamo anche preparare una aiola di kalanchoe in giardino. Le piante coltivate in giardino andranno spostate al riparo dal freddo verso la fine dell’autunno.

Le altre Kalanchoe

Al genere kalanchoe appartengono più di cento specie di piante, la Kalanchoe blossfeldiana è la più diffusa, ma non è l’unica che viene coltivata in Italia, soprattutto dagli appassionati; in natura esistono calancole arbustive, che raggiungono i 5-6 metri di altezza, e anche calancole con fogliame ricoperto da una sottile peluria, come Kalanchoe tomentosa. In generale presentano tutte le tipiche foglie triangolari, che possono però risultare di colori vari, dal grigio azzurro, fino al bianco, talvolta con il margine striato o punteggiato di rosso o di marrone; alcune si sviluppano come Kalanchoe blossfeldiana, ovvero costituendo una fitta rosetta di foglie, in altri casi il fogliame è disposto su un sottile fusto carnoso, in genere poco ramificato. I fiori sono sempre riuniti in infiorescenze, in alcune specie sono piccoli fiori con quattro petali a stella, in altre hanno forma tubolare, e possono essere anche penduli. Alcune specie di kalanchoe, come ad esempio Kalanchoe daigremontiana, manifestano un particolarissimo tipo di propagazione completamente asessuata, in quanto ogni pianta sviluppa un numero incredibile di “polloni” o “bulbilli”, ovvero minuscole piante dotate di un proprio apparato radicale; la particolarità di queste piante sta nel fatto che si sviluppano sul margine fogliare, sulle foglie più grandi, che si romperanno, facendo cadere a terra le minuscole piante, che attecchiscono istantaneamente. Chiunque abbia mai coltivato una kalanchoe di questo tipo in giardino, in serra, sul terrazzo, sa precisamente quale sia la rapidità di sviluppo di queste piccole piante, che possono in breve tempo divenire delle vere e proprie infestanti, sviluppandosi anche nei sottovasi, sul bordo dei contenitori, all’interno dei portavasi; se non controllate divengono una miriade, soprattutto in condizioni protette quali si possono trovare in una serra.

I parassiti e le malattie delle kalancole

Abbiamo detto che le calancole sono delle piante grasse originarie dell'Africa e dell'Asia minore che amano temperature elevate e climi secchi. Nella maggior parte delle zone d'Italia tuttavia il clima continentale con inverni freddi e piogge abbondanti durante tutto l'anno non permette la coltivazione all'aria aperta di queste specie e rende difficile la coltivazione delle calancole. Queste piante sono coltivabili praticamente solo in appartamento ma bisogna essere certi di assicurare alle piante tutte le caratteristiche di cui hanno bisogno se si vogliono ottenere dei buoni risultati. Se le piante non vivono in un posto con le caratteristiche climatiche di cui hanno bisogno si possono deperire ed ammalare. Vediamo ora le principali malattie alle quali sono soggette le kalancole.

Kalancole con foglie secche

Uno dei fenomeni più frequenti che si osservano nelle kalancole è il rinsecchimento fogliare: le foglie diventano molli e si seccano a macchie. Questi fenomeni si verificano quando il terreno resta umido per troppo tempo a causa di una quantità d'acqua eccessiva o comunque non adatta alla temperatura. Uno dei rimedi più utili in questo caso è sospendere l'irrigazione delle piantine di calancole e aspettare che il terreno si asciughi, magari mettendo le piantine in un luogo più soleggiato. Una delle malattie più frequenti sulle calancole, quando queste vengono coltivate in un ambiente caldo, umido e con scarsa ventilazione è la cocciniglia. La cocciniglia si sviluppa sulle foglie e se presente in piccole quantità, su un numero limitato di piante, può anche essere rimossa meccanicamente dalle foglie. In alternativa quando si hanno tante piantine da trattare si possono utilizzare prodotti a base di olio minerale. Questi prodotti creano una patina sulle foglie che soffoca e secca le cocciniglie ma durante il periodo estivo (e quando le temperature sono elevate) non vanno utilizzati o vanno utilizzati i loro vicarianti per l'estate (stessi prodotti ma meno soffocanti per le foglie).

Annaffiatura delle calanchole

Fondamentale è annaffiare queste piante solo quando il terreno è ben asciutto, seguendo la regola che è meglio una volta di meno piuttosto che una volta di troppo; quindi, controlliamo con le dita il substrato, se è secco annaffiamo, se è umido, rimandiamo l’annaffiatura. Questo può voler dire che in inverno annaffieremo una volta a settimana, o anche meno, mentre in luglio annaffieremo ogni giorno. Da marzo a settembre aggiungiamo all’acqua delle annaffiature del concime per piante succulente, ricco in potassio e povero in azoto; dopo la fioritura tagliamo il fusto che portava l’infiorescenza, e se necessario rinvasiamo la nostra pianta, utilizzando un terriccio molto ben drenato, costituito da terriccio universale mescolato con pietra pomice o lapillo, per aumentarne il drenaggio.

Domande frequenti

  • La Kalanchoe è una pianta annuale o perenne?
    Biolgicamente la Kalanchoe è una perenne, ma commercialmente viene spesso trattata come annuale perché molti esemplari venduti sono stati 'forzati' artificialmente per fiorire fuori stagione, indebolendone la vitalità. Tuttavia, con le cure adeguate (esposizione luminosa, irrigazione corretta e riposo post-fioritura), la pianta può vivere diversi anni e rifiorire naturalmente. Per prolungarne la vita, è consigliabile acquistarla a fine inverno/inizio primavera, quando è in fiore naturale, e rimuove il fusto spento dopo la fioritura.
  • Quanto spesso devo innaffiare la Kalanchoe?
    La Kalanchoe teme fortemente i ristagni idrici e richiede annaffiature modeste. La regola d'oro è attendere che il terreno sia completamente asciutto prima di irrigare nuovamente; è meglio dimenticare un'annaffiatura che eccedere. In inverno, con basse temperature e poca luce, le esigenze idriche diminuiscono drasticamente (anche una volta a settimana o meno). In estate, se la pianta è all'aperto o in ambienti molto caldi, potrebbe richiedere acqua quotidiana, ma sempre verificando l'asciugatura del substrato per evitare il marciume radicale.
  • Come posso far rifiorire la mia Kalanchoe l'anno prossimo?
    Per indurre la rifioritura, la Kalanchoe necessita di un periodo di riposo con notti lunghe e buie (fotoperiodismo corto). Dopo la fioritura, taglia il fusto fiorito e posiziona la pianta in un luogo totalmente buio per circa 12-14 ore consecutive ogni notte per diverse settimane, assicurandoti che riceva almeno 6-8 ore di luce diurna. Questo stimola la formazione dei boccioli. Inoltre, concima regolarmente da marzo a settembre con fertilizzante specifico per succulente, ricco di potassio e povero di azoto, per sostenere la crescita vegetativa pre-fioritura.
  • Posso tenere la Kalanchoe all'aperto in giardino?
    Sì, la Kalanchoe blossomfeldiana può essere coltivata in giardino, specialmente in vaso o in aiole rialzate, purché il clima non sia troppo rigido. Teme il gelo: se le temperature notturne scendono sotto i 5-8°C, la pianta rischia danni seri. È ideale inserirla in giardino dalla tarda primavera all'autunno, proteggendola dal vento forte e dalle piogge eccessive che potrebbero causare marciumi. In inverno, deve essere riportata in ambiente protetto, come una serra fredda o un balcone riparato, per superare i mesi freddi.
  • Quali problemi fitosanitari colpiscono più frequentemente la Kalanchoe?
    I due nemici principali sono il marciume radicale (causato da eccesso di acqua e scarsa ventilazione) e la cocciniglia. Le foglie molli e secche indicano quasi sempre troppa umidità nel terreno: in questo caso, interrompi subito le annaffiature e migliora il drenaggio. La cocciniglia appare come piccole macchie biancastre o cotonose su foglie e fusti. Su poche piante, puoi rimuoverla manualmente con alcol o cotone; su piante infestate o in massa, utilizza prodotti a base di olio minerale, evitando trattamenti nelle ore più calde della giornata per non bruciare le foglie.

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