Giardino · Piante da Giardino

Melograno da fiore

Aggiornato il 05 giugno 201814 capitoli4 domande frequenti
Fiori melograno

Melograno da fiore

Il melograno da fiore o Punica granatum è un arbusto o piccolo albero, originario dell’Asia, diffuso da millenni in tutta l’area mediterranea; gli esemplari adulti raggiungono i 2-3 metri di altezza. Vista la facilità con cui i melograni producono polloni alla base del fusto, spesso si sviluppano come grandi arbusti allargati; per ottenere una pianta singola è necessario tagliare la maggior parte dei polloni. La corteccia è chiara, molto rugosa; le ramificazioni sono abbastanza disordinate, e, con il passare degli anni, tendono a divenire nodose e contorte. Il fogliame è caduco, e comincia a spuntare in primavera inoltrata, è di forma lanceolata e di piccole dimensioni, le nuove foglie hanno gli apici aranciati, di vengono verde medio. In primavera inoltrata ed in estate produce grandi boccioli arancioni all’apice dei rami, spessi e cuoiosi, che si aprono in grandi fiori tubulosi, di colore arancio carico. Ai fiori seguono grandi frutti tondeggianti, pieni di semi ricoperti da una polpa succosa ed acidula. Il melograno viene sin dall’antichità coltivato come pianta da frutto, ma anche utilizzato in erboristeria, in particolare la corteccia dell’albero e la scorza dei frutti; quest’ultima viene usata anche per aromatizzare liquori. In giardino si coltivano in particolare le varietà nane, che non superano i 30-50 cm di altezza, oppure le varietà da fiore, che producono grandi fiori di colore bianco, rosato, screziato o rosso. Vengono utilizzati anche come bonsai.

Un po' di notizie

I melograni sono conosciuti e coltivati da millenni nella nostra penisola. Hanno però conosciuto, sia come alberi da frutto sia come essenza ornamentale, un lungo periodo di oblio dovuto forse alla lentezza nella crescita o a mode passeggere che hanno favorito altre scelte. Ultimamente vi è stata una vera riscoperta che lo ha reso comune nei giardini di città e di campagna, dal Nord al Sud della penisola. Si torna infatti ad apprezzarne l’armonica forma naturale, la bella produzione di fiori e di frutti e l’innegabile tolleranza nei confronti di terreni poveri e siccità. Per di più gli ibridatori si sono impegnati nella creazione di nuove varietà; i fiori si declinano ormai in un incredibile numero di sfumature e anche la forma e le dimensioni delle corolle è delle più variabili. In giardino può essere impiegato in molti modi diversi: gli esemplari isolati possono impreziosire un punto focale del giardino, ma è pure possibile creare armonici gruppi di arbusti o interessanti siepi informali. Vi sono inoltre cultivar molto contenute, da coltivare semplicemente in vaso su terrazzi, balconi o addirittura solo su di un davanzale.

Esposizione

Le piante di Punica granatum amano il sole ed il caldo, un’esposizione eccessivamente ombreggiata causa il deperimento della pianta. Non teme il freddo, ma consistenti gelate prolungate possono danneggiare i rami più deboli; nelle zone con clima invernale molto rigido o con manifestazione di forti venti invernali è consigliabile porre a dimora i melograni in luogo riparato. Gli esemplari nani sembrano essere più delicati rispetto a quelli a sviluppo normale, per questo spesso vengono coltivati in vaso. E' bene che il melograno da fiore possa ricevere un'irraggiamento diretto per alcune ore al giorno; non soffre durante le giornate afose, ma può presentare problemi in caso di clima particolarmente umido.

Origini e storia del melograno

Il melograno (Punica Granatum) è originario delle regioni comprese tra la Persia e l’India nordoccidentale. Si tratta di un arbusto o piccolo albero a rami spinosi (anche se alcune cultivar ornamentali ne sono prive). Le foglie, caduche, sono oblunghe od obovate, opposte e dall’aspetto lucido. I fiori sono ascellari e vanno dai 2 ai 10 cm di diametro. Nei fruttiferi hanno corolla semplice, in molte varietà ornamentali risultano invece doppi, ma sterilì. Il loro colore va dal giallo all’aranciato al rosso. Più raramente si presentano bianchi o striati. Nella specie si ha poi la produzione di una grande bacca simile ad una mela, divisa in due celle. Ognuna contiene numerosi semi di color rosso acceso, molto succosi. Il gusto va da acido a mediamente dolce.

Annaffiature

Le piante di Punica granatum sopportano senza problemi la siccità; se si coltivano per la fioritura e per i frutti si consiglia di annaffiare prima e durante la fioritura, per favorire lo sviluppo di fiori sani e di frutti grandi. Evitare gli eccessi d’acqua ed il ristagno idrico; le annaffiature al melograno da fiore si somministrano solo quando il terreno è perfettamente asciutto, mescolando, ogni 10-12 giorni, all’acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore. Il melograno non teme la siccità. Una volta ben instaurato questo aspetto può anche venire trascurato. Le precipitazioni primaverili e autunnali sono generalmente più che sufficienti a garantirne il benessere. In estate possiamo irrigare abbondantemente una volta al mese, aiutando così la pianta a mantenere più a lungo la fioritura. Gli esemplari di recente impianto vanno seguiti più assiduamente: per i primi due anni si consiglia di somministrare abbondante acqua ogni circa 15 giorni, se il terreno risulta secco in profondità.

Il melograno in giardino

Il melograno, come pianta ornamentale, è in grado di dare grandi soddisfazioni e, una volta affrancato, risulta molto autonomo. Le varietà da fiore hanno, nei primi anni, una crescita abbastanza vigorosa (e non tardando quindi nel mostrare tutte le loro qualità ornamentali) per poi rallentare al raggiungimento della maturità (verso il quinto anno). La manutenzione sarà perciò minima.

Terreno

Il melograno da fiore predilige terreni sciolti, freschi, molto ben drenati, con presenza di una buona quantità di calcare. Gli esemplari coltivati in vaso vanno rinvasati ogni 2-3 anni. Questo alberello è famoso per la sua tolleranza nei confronti di suoli poveri e molto secchi. È ideale quindi per la coltivazione lungo le coste o in quegli spazi verdi che non siano dotati di fonti di acqua. Ad ogni modo si svilupperà altrettanto bene in suoli profondi, ricchi e eventualmente argillosi, a patto che il drenaggio risulti sempre ottimale.

Messa a dimora

Una buona scelta di melograni da fiore si trova nei vivai che si dedicano prevalentemente alle essenze arboree. Prima dell’acquisto chiediamo informazioni sulla grandezza e colore dei fiori, oltre alle dimensioni definitive che raggiungerà l’esemplare. Preferiamo sempre quelli dotati di cartellino con indicazione precisa della varietà o cultivar. Potremo progettare con attenzione dove collocarlo, che utilizzo farne e come eventualmente impostarne la crescita. Il periodo migliore per l’impianto è l’autunno, specialmente nel Centro-Sud e sulle coste. Se viviamo nelle regioni settentrionali dove le minime scendano sotto i -10°C è consigliabile procedere alla fine dell’inverno, quando le gelate siano finite e il terreno sia tornato morbido e lavorabile. A radice nuda Le piante a radice nuda traggono beneficio dalla preventiva reidratazione dell’apparato radicale. Si riempie un secchio con acqua, terriccio e stallatico maturo, creando un miscuglio piuttosto denso. Lasciamo in ammollo la parte bassa della pianta da 4 a 12 ore (a seconda di quanto risulti secca). Estraiamo e attendiamo che il rivestimento si compatti. In vaso Lasciamo il vaso in un catino con acqua per almeno mezz’ora. In questa maniera sarà più facile estrarre il pane di terra senza smuovere troppo l’apparato ipogeo. Se vi fosse sul fondo una massa di radici troppo compatta e infeltrita sarà bene inciderla a croce con un coltello o per lo meno rimuoverne una parte: stimoleremo la pianta a crearne di nuove nella collocazione definitiva. Impianto Prepariamo una buca profonda e larga il doppio del pane di terra. Sul fondo predisponiamo uno spesso strato drenante a base di ghiaia. Mescoliamo il terreno estratto con dei piccoli ciottoli e un poco di sabbia. Indispensabile anche una buona quantità di stallatico maturo. Accertiamoci che la composta finale risulti ricca, ma ben drenata. Poniamo l’esemplare con il colletto a circa 5 cm dal livello del terreno. Riempiamo la buca, compattiamo e irrighiamo abbondantemente. Per favorire la ripresa è utile accorciare tutti i rami di circa 1/3. Distanze Le varietà di dimensioni normali necessitano di almeno 4-5 metri di spazio libero in ogni direzione. Se vogliamo invece creare una siepe o accostare a un muro (educando magari poi a spalliera) possiamo lasciare anche solo 3 metri tra una pianta e l’altra. Teniamo presente però che molte varietà ornamentali hanno dimensioni definitive più piccole rispetto ai fruttiferi e regoliamoci di conseguenza.

Moltiplicazione

La moltiplicazione di questo tipo di pianta avviene per seme, in primavera, dopo aver lasciato i semi in acqua per 1-2 giorni; in estate si prelevano talee dai rami che non hanno prodotto fiori.

Parassiti e malattie

Le piante appartenenti a questa varietà manifestano spesso la presenza di afidi in primavera, e di acari in estate; scarsa ventilazione ed un’eccessiva umidità possono favorire lo sviluppo di malattie fungine, quali l’odio, la ticchiolatura o la ruggine.

Clima per il melograno

Il melograno ornamentale è generalmente un poco più sensibile al freddo rispetto a quello da frutto: la temperatura minima che riesce a sopportare, in uno spazio aperto, non deve scendere sotto i -10°C. Inoltre, per crescere vigorosamente, necessita di una lunga stagione calda e molta luce. Nelle regioni settentrionali si consiglia quindi di scegliere collocazioni riparate: inseriamo le piante nei pressi di un muro possibilmente esposto a Sud. Qualunque sia la nostra collocazione geografica l’esposizione più assolata è sempre la scelta migliore. Bisogna però anche far notare che un periodo, anche prolungato, di freddo invernale, è di stimolo alla crescita e fioritura primaverili.

Il calendario del melograno
Messa a dimora nel Centro-Sud  Ottobre-novembre
Messa a dimora al Nord  Febbraio-marzo
Semina (varietà nane)  Marzo
Fioritura  Da maggio a settembre
Potatura  Marzo-aprile

Concimazione del melograno

Piante tolleranti come questa sono in grado di prosperare anche senza cure. Per stimolare la crescita vegetativa e ottenere anzitempo belle fioriture un piccolo aiuto è però indispensabile. Gli interventi di base consistono nella distribuzione autunnale di abbondante stallatico sfarinato o pellettato nell’area coperta dalla chioma, da inglobare al terreno con una leggera zappettatura. Dalla primavera all’autunno, ogni circa 3 mesi, è bene spargere del fertilizzante granulare a lenta cessione per fruttiferi: l’ideale è che l’azoto e il potassio risultino bilanciati. Evitiamo sempre le esagerate somministrazioni di azoto: causano una crescita disarmonica e spropositata, in particolare di polloni.

Potatura

La potatura non è indispensabile, anche se interventi mirati di formazione e mantenimento ci possono aiutare ad avere un esemplare più elegante e una massiccia produzione di corolle. Il melograno è un arbusto vigoroso (specialmente durante i primi anni). Ogni anno crea nuovi getti e polloni dalla base che gli danno un aspetto un poco disarmonico. Ricordiamoci che la fioritura (e la fruttificazione) avvengono all’estremità dei rami esterni. Quelli che invece crescono nella parte interna sono generalmente sterili. Si consiglia, una volta partita la vegetazione, in primavera, di scegliere dai tre ai cinque rami principali, disposti ai lati, che diventeranno la struttura portante. Cerchiamo, se possibile, di piegarli verso l’esterno in maniera che, negli anni successivi, vengano creati numerosi rami secondari, dotati di molte gemme a fiore. Una volta impostato l’esemplare in questa maniera si effettueranno solo accorciamenti di circa 1/3 della lunghezza. Il melograno, infatti, fiorisce sui rami vecchi e una potatura troppo drastica può comprometterne la bellezza anche per 3 annate. A partire dal sesto anno si effettueranno tagli di svecchiamento eliminando, e facendo sostituire, progressivamente le branche principali.

Varietà

  CULTIVAR FIORI FRUTTI ALTRE CARATTERISTICHE
Varietà da fiore  'Pleniflora' o 'Flore Pleno' ou 'Rubra Plena'  Fiori molto doppi, rosso acceso  Frutti commestibili ma poco gustosi  
 Frutti viola  Fiori semplici arancio acceso  Frutti abbondanti viola-marrone  
 'Legrellei'  Grandi fiori molto doppi, color arancio con strisce crema  Frutti commestibili ma poco gustosi  
 ‘Scarlet Devil’  Fiore semplice rosso arancio acceso  Frutti globosi giallo intenso  Dimensioni contenute: fino a 120 cm
 ‘Screziata’  Fiori doppi bianchi e rossi    
 'Maxima Rubra'  Enormi fiori doppi, rosso-arancio molto vivo  Frutti commestibili ma poco gustosi  
 'Luteum Plenum'  Fiori doppi giallo pallido/td>  Fruttificazione molto rara  Colore dei fiori molto originale
 ‘Alba Plena  Fiore doppio bianco crema  Fruttificazione rara  Raro, colore dei fiori molto particolare. H 250 cm
Varietà nane  'Gracillissima’  Fiori semplici, rosso-arancio  Piccoli frutti color porpora che permangono sulla pianta anche dopo la caduta delle foglie  Alto al massimo 60 cm. Adatto alla coltivazione in vaso o come bonsai
 'Chico'  Fiori piccoli ma molto abbondanti, di rosso luminoso  Rossi, simili a quelli delle piante da frutto  Fino a 40 cm Adatto a vasi, giardini rocciosi e bonsai.

Domande frequenti

  • Come devo potare il melograno da fiore per garantire una fioritura abbondante?
    La potatura del melograno da fiore si esegue principalmente in primavera, subito dopo la ripresa vegetativa. Poiché i fiori si formano solo sulle estremità dei rami esterni, è fondamentale non effettuare tagli drastici che potrebbero compromettere la fioritura per anni. Intervieni eliminando i polloni basali per dare una forma ordinata alla pianta e scegliendo 3-5 rami principali come struttura portante. Accorcia i rami laterali di circa un terzo della loro lunghezza per stimolare la nascita di nuovi getti fioriferi. Dopo il sesto anno, procedi con tagli di svecchiamento per rinnovare le branche principali, sostituendole gradualmente con quelle più giovani e produttive.
  • Quali sono le migliori varietà di melograno ornamentale disponibili?
    Esistono numerose cultivar selezionate per la bellezza dei fiori. Tra le varietà da fiore classiche troviamo 'Rubra Plena', caratterizzata da fiori doppi rosso acceso, e 'Legrellei', con grandi fiori arancio striati di crema. Per chi cerca colori insoliti, 'Luteum Plenum' offre fiori gialli pallido, mentre 'Alba Plena' presenta fiori bianchi crema. Se desideri piante compatte per vasi o bonsai, opta per le varietà nane: 'Gracillissima' arriva al massimo a 60 cm con fiori rosso-arancio, mentre 'Chico', alta solo 40 cm, produce piccoli fiori rosso luminoso molto abbondanti. Scegli in base allo spazio disponibile e al colore desiderato.
  • Quanto resiste al freddo il melograno da fiore e come proteggerlo?
    Il melograno ornamentale è generalmente più sensibile al freddo rispetto alla versione da frutto. La temperatura minima che riesce a sopportare in piena terra è di circa -10°C. Gelate prolungate o intense possono danneggiare i rami più deboli. Nelle zone settentrionali o con inverni rigidi, è consigliabile piantarlo vicino a muri esposti a sud che riflettono calore e proteggono dai venti freddi. Gli esemplari nani coltivati in vaso sono più delicati e dovrebbero essere spostati in ambienti protetti o ricoperti con tessuto non tessuto durante le ondate di gelo estreme. Un periodo di freddo moderato, tuttavia, stimola la futura fioritura.
  • Con quale frequenza e modalità devo innaffiare il melograno?
    Il melograno è una pianta molto tollerante alla siccità una volta ben attecchita, ma richiede cure specifiche durante i primi anni e la fase di fioritura. Innaffia solo quando il terreno è completamente asciutto in profondità, evitando assolutamente i ristagni idrici che possono causare marciumi radicali. Durante il periodo primaverile ed estivo, dedicato alla fioritura e alla formazione dei frutti, aumenta leggermente le irrigazioni per favorire uno sviluppo sano. In estate, una irrigazione mensile abbondante può aiutare a prolungare la fioritura. Per le piante appena messe a dimora, fornisci acqua ogni 15 giorni nei primi due anni. In autunno e primavera, le piogge naturali sono solitamente sufficienti.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche