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Siepi resistenti alla siccità da piantare in autunno

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è il periodo giusto per una siepe che regge il secco

Perché l'autunno è il periodo giusto per una siepe che regge il secco

Le siepi resistenti alla siccità non nascono tali: lo diventano quando le radici hanno avuto il tempo di scendere in profondità, dove il terreno resta fresco anche a luglio. Per questo l'autunno è la stagione migliore per piantarle. Il suolo è ancora tiepido dopo l'estate, le piogge tornano con regolarità e la parte aerea rallenta la crescita, così la pianta concentra le energie sull'apparato radicale e arriva alla prima estate già ben ancorata. Una messa a dimora primaverile, al contrario, lascia agli arbusti pochi mesi prima del caldo e li costringe a dipendere dall'annaffiatura per tutta la bella stagione. Tieni presente che cosa significa davvero resistente alla siccità: la pianta sopravvive senza irrigazioni regolari una volta affrancata, cioè dopo i primi uno o due anni dall'impianto, non dal giorno in cui la metti a dimora. Se vivi in una zona con inverni rigidi e gelate frequenti, anticipa la piantagione a settembre o inizio ottobre, in modo che le radici si sviluppino prima del freddo, e rimanda a fine inverno le specie più sensibili al gelo, come oleandro e pittosporo.

Arbusti mediterranei: lentisco, fillirea, mirto e ginestra

Se cerchi una siepe resistente alla siccità che non tradisca alla prima estate difficile, parti dalla macchia mediterranea, dove queste piante crescono spontanee su suoli poveri e sassosi. Il lentisco forma una massa compatta di foglie coriacee e sopporta potature regolari; la fillirea, con il fogliame sottile e scuro, è longeva, tollera il taglio e si presta a siepi formali o frangivento; il mirto aggiunge una fioritura bianca estiva e bacche scure in autunno, ma gradisce posizioni riparate dai geli più intensi. Dove serve colore, la ginestra offre una fioritura gialla abbondante e vive bene anche su pendii aridi, mentre il rosmarino arbustivo compone siepi basse e profumate lungo vialetti e bordure. Tutte queste specie chiedono un terreno ben drenato più che fertile: se il tuo è argilloso e trattiene acqua, alleggeriscilo con ghiaia o sabbia grossolana e pianta su un leggero rialzo, perché il ristagno invernale è per loro più pericoloso della sete estiva. L'oleandro completa il gruppo nelle zone miti e soleggiate, con siepi fitte e fiorite a lungo; ricorda però che ogni sua parte è tossica, quindi valuta la sua presenza se in giardino giocano bambini o circolano animali domestici.

Sempreverdi coriacei e caducifoglie per siepi miste a basso consumo

Accanto alle essenze mediterranee puoi contare su alcuni sempreverdi coriacei, utili quando vuoi schermare il confine tutto l'anno senza aumentare i consumi idrici. L'eleagno, con le foglie verdi sopra e argentate sotto, cresce rapido, sopporta vento e salsedine e resiste a temperature fino a circa -20 °C, quindi vale anche per i giardini del Nord. Il pittosporo dà il meglio sulle coste, dove unisce rusticità e vegetazione folta; il viburno tino regala foglie lucide e una fioritura invernale con un fabbisogno d'acqua contenuto; la nandina, dal portamento leggero e con il fogliame che arrossa in autunno, si adatta a siepi basse o miste. Nelle zone a inverno mite anche il callistemon, con i suoi fiori rossi a scovolino, si accontenta di pochissima acqua una volta attecchito. Se preferisci un effetto più naturale, inserisci tra i sempreverdi qualche caducifoglia tollerante: spirea, berberis, lillà e viburno lantana reggono terreni moderatamente asciutti e chiedono acqua solo nelle settimane più secche. In inverno la siepe si alleggerisce e fa entrare più luce, in primavera restituisce fioriture e profumo, e la mescolanza di specie riduce il rischio che un parassita o una malattia colpisca l'intera fila.

Messa a dimora, pacciamatura e acqua nei primi due anni

Scelte le piante, cura la messa a dimora, perché da qui dipende quanto la siepe sarà autonoma in futuro. Scava buche larghe almeno il doppio del pane di terra ma non più profonde, smuovi bene le pareti per non creare un vaso chiuso nel terreno argilloso e mantieni il colletto al livello del suolo. Rispetta le distanze consigliate dal vivaista per la specie scelta, perché piante troppo fitte competono per l'acqua proprio nei mesi in cui scarseggia. Evita concimazioni azotate generose all'impianto, che spingono la vegetazione a scapito delle radici: una modesta dose di stallatico maturo mescolata al terreno di riempimento è sufficiente. Dopo la piantagione annaffia a fondo e stendi uno strato di pacciamatura, con corteccia, lapillo o ghiaia nelle zone più calde, che mantiene il suolo fresco, limita l'evaporazione e tiene a bada le erbacce concorrenti. Nel primo anno, e nel secondo se l'estate è severa, irriga di rado ma in profondità, lasciando asciugare il terreno tra un intervento e l'altro: le bagnature frequenti e superficiali mantengono le radici in alto, dove il caldo le colpisce per prime. Dal terzo anno, se le piante hanno radicato bene, puoi ridurre l'irrigazione fino a sospenderla, con un solo intervento di soccorso nelle estati senza pioggia.

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