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Pyracantha e Cotoneaster

Aggiornato il 03 novembre 20155 capitoli5 domande frequenti
Pyracantha e Cotoneaster

Pyracantha e Cotoneaster

Pyracantha e cotoneaster sono due generi di arbusti sempreverdi appartenenti alla famiglia delle rosacee; entrambi i generi sono originari dell'America settentrionale, dell'Europa e dell'Asia, con numerose specie e varietà diffuse come piante da giardino. Sviluppano arbusti eretti o striscianti, di misure che vanno dai 35-45 cm del cotoneaster prostrato, fino ai 3-4 metri delle specie utilizzate per creare siepi. Hanno foglie generalmente minute, ovali, anche se esistono varietà di cotoneaster con foglie abbastanza grandi; in genere le foglie della pyracantha tendono al verde chiaro, mentre quelle del cotoneaster sono di colore più cupo. In primavera producono innumerevoli piccoli fiori bianchi, a stella, in alcune specie profumati, molti melliferi. Ai fiori seguono piccoli frutti tondeggianti, carnosi, commestibili, che a maturazione divengono rossi, anche se esistono specie a frutti bianchi, gialli, rosati o arancioni. I frutti del cotoneaster e della pyracantha sono minuscole mele, da sapore dolciastro, che un tempo venivano utilizzati per l'alimentazione umana; rimangono sulla pianta per tutto l'inverno, donando al giardino un tocco di colore. Diversamente dal cotoneaster, molte specie di pyracantha presentano spine acuminate, a cui è bene fare attenzione.

Come si coltivano

Queste due specie di piante sono accomunate da molte caratteristiche, ed anche dal metodo di coltivazione. Si tratta di arbusti completamente rustici, che vengono utilizzati ampiamente in giardino, come esemplari singoli, o tipicamente per creare bordure o siepi. Si pongono a dimora in un buon terreno ben lavorato, con un buon drenaggio, in luogo ben soleggiato; il posizionamento all'ombra causa una scarsa fioritura con conseguente mancanza di frutti colorati. Sono piante molto vigorose, e dalla crescita abbastanza rapida, quindi si impiegano spessissimo come siepi, in quanto costituiscono rapidamente una barriera impenetrabile. Le giovani piante necessitano di annaffiature nel primo periodo dopo essere poste dimora; le piante a dimora da tempo generalmente si accontentano dell'acqua fornita dalle intemperie; in molte zone d'Italia queste piante crescono anche nel bosco, in natura, dove sopravvivono senza le cure dell'uomo. Aspettiamoci quindi che il nostro cotoneaster o la nostra pyracantha sopravvivano anche all'estate più torrida ed all'inverno più freddo.

La potatura

Queste piante sono vigorose e poco delicate; la potatura può avvenire in qualsiasi momento del periodo vegetativo, per contenere l'esuberanza di molte specie. Esistono anche varietà nane o particolarmente compatte, con sviluppo meno caotico e disordinato, che possono necessitare di minori cure. Tipicamente si potano gli esemplari utilizzati come siepi o come bordure, mentre gli esemplari singoli vengono lasciati crescere naturalmente, in maniera più disordinata.

Fioritura

La fioritura avviene in primavera, a seconda della specie a partire da marzo-aprile fino a giugno luglio per le specie più tardive, o nelle zone con clima più fresco; se desideriamo ottenere molte bacche colorate ovviamente sarà bene praticare la potatura a fine estate, in modo da non rovinare i boccioli floreali primaverili. Se potiamo la nostra pianta a fine inverno asporteremo la maggior parte dei fiori, se la potatura avviene invece dopo la fioritura asporterà sicuramente parte delle bacche. In genere si potano soltanto le siepi di pyracantha e cotoneaster; una potatura non eccessivamente vigorosa, da effettuare dopo la fioritura, manterrà una buona parte dei frutti.

La coltivazione in vaso

Esistono molte specie e varietà di Pyracantha e Cotoneaster; se desideriamo coltivarli in vaso è consigliabile scegliere delle specie o delle varietà di dimensioni contenute, in modo da non doverle porre in contenitori di dimensioni enormi. Questi arbusti sono molto adatti anche per essere coltivati come bonsai da esterno, viste le ridotte dimensioni di foglie, fiori e frutti.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare Pyracantha e Cotoneaster?
    La potatura ideale va effettuata subito dopo la fioritura, ovvero nella tarda primavera o inizio estate. Questo permette alla pianta di sviluppare i boccioli floreali per l'anno successivo senza rimuoverli. Evita assolutamente di potare a fine inverno o inizio primavera, poiché asporteresti la maggior parte dei fiori e, di conseguenza, perderesti i frutti decorativi. Se devi contenere l'esuberanza di una siepe, intervieni appena terminata la fioritura: una potatura moderata manterrà la forma senza sacrificare le bacche.
  • Le bacche di Pyracantha e Cotoneaster sono commestibili?
    Sì, i frutti di entrambi i generi sono tecnicamente commestibili. Si presentano come piccole mele carnose dal sapore dolciastro e un tempo venivano usati nell'alimentazione umana. Tuttavia, il loro consumo diretto è raro oggi. È fondamentale distinguere questi generi da altre piante ornamentali velenose: mentre Pyracantha e Cotoneaster hanno frutti sicuri, molte altre bacche decorative sono tossiche. Se raccogli frutti per uso culinario, assicurati dell'identità botanica certa e lavali accuratamente.
  • Posso usare Pyracantha e Cotoneaster per creare una siepe impermeabile?
    Assolutamente sì, sono eccellenti per questo scopo grazie alla loro crescita vigorosa e rapida. Formano rapidamente barriere dense e impenetrabili, ideali per delimitare spazi o proteggere la privacy. La Pyracantha offre il vantaggio aggiuntivo di spine acuminate, rendendo la siepe ancora più sicura contro intrusi o animali. Entrambi tollerano bene la potatura di contenimento, mantenendo una forma compatta se irrigati regolarmente durante il primo anno di impianto.
  • Qual è la differenza principale tra Pyracantha e Cotoneaster?
    La distinzione morfologica più evidente riguarda il fogliame e la presenza di spine. Le foglie della Pyracantha tendono al verde chiaro, mentre quelle del Cotoneaster sono di un verde più cupo e scuro. Inoltre, molte specie di Pyracantha presentano spine acuminate sui rami, da maneggiare con cautela, caratteristica assente o meno marcata nel Cotoneaster. Entrambi condividono fiori bianchi a stella in primavera e bacche persistenti in inverno, ma l'aspetto generale e la texture del fogliame li rendono distinti.
  • Come si coltivano in vaso o come bonsai?
    Entrambi i generi si prestano bene alla coltivazione in vaso e alla tecnica del bonsai, specialmente scegliendo varietà nane o compatte. Grazie alle loro miniature foglie, fiori e frutti, creano effetti estetici molto curati. Per il bonsai, assicurati di utilizzare un substrato ben drenato e mantieni un'umidità costante, soprattutto in estate. In vaso, le piante richiedono annaffiature più frequenti rispetto a quelle in terra piena, poiché il terriccio si asciuga prima. Controlla periodicamente lo sviluppo radicale per rinvasare quando necessario.

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