L' alloro: caratteristiche generali.
La pianta di alloro è tipica delle zone bagnate dal Mar Mediterraneo. Essa può raggiungere anche 10 metri circa d’altezza, è costituita da un fusto molto scuro e ramificato dal quale crescono innumerevoli foglie ovali e molto profumate, di colore verde. Appartiene alla tipologia di piante dioiche e cioè, si distinguono vegetali che producono esclusivamente fiori femminili e altre che producono esclusivamente fiori maschili. Le prime, in seguito alla nascita delle infiorescenze, tra la stagione estiva e quella autunnale, si sviluppano in frutti formati da bacche (contenente un solo seme ciascuna) che al momento della maturazione diventano nere. Solitamente, quest’arbusto è coltivato per poter utilizzare il suo fogliame in cucina, all’interno di innumerevoli ricette.
Pianta di alloro: coltivazione.
L' alloro è una specie rustica che può essere coltivata con facilità e non richiede cure ben precise. Essa può essere messa a dimora sia in luoghi semiombreggiati o soleggiati e per alcune ore al giorno è bene esporla alla luce solare diretta. Non necessita di una struttura particolare del terreno infatti, si adatta a terricci argillosi e ghiaiosi e non serve che siano eccessivamente profondi. Tuttavia è bene sapere che bisogna evitare ristagni idrici, annaffiare solo da aprile a settembre gli esemplari giovani, in modo tale da agevolarli nella formazione delle radici; gli arbusti adulti traggono l’acqua necessaria dalle piogge. Infine, è bene ricordare che il laurus resiste al freddo, fino a temperature che si aggirano attorno ai – 15 °C.
Pianta di alloro: propagazione.
La moltiplicazione del laurus è molto semplice, infatti, può avvenire se si possiede un arbusto femmina, praticando la talea o utilizzando gli stessi polloni prodotti dalla medesima pianta. Se si possiede l’alloro che produce infiorescenze femminili, l’impollinazione avviene per mezzo d’insetti, uccelli e del vento. Essi impollinano i fiori che, in seguito sviluppano a frutti contenenti ognuno un seme; esso va seminato durante la stagione autunnale in un terreno umido e fresco e al riparo, fino all’arrivo della stagione primaverile. È conveniente però utilizzare un vaso per la semina, in modo tale da facilitarne la successiva messa a dimora. La talea si pratica in primavera tagliando il ramo del laurus madre, eliminando le foglie basali e piantandolo.
Pianta di alloro: malattie e parassiti.
La pianta di alloro, rispetto a molte altre specie, risulta molto resistente agli attacchi di parassiti o al presentarsi di malattie dannose, fatta eccezione per la cocciniglia "mezzo grano di pepe" ( meglio nota come Saissetia oleae). Si tratta di un parassita che non causa la morte del laurus, ma, vista la sua natura infestante, rovina qualche foglia dei giovani arbusti, rendendoli inutilizzabili per la realizzazione delle ricette culinarie. Il rimedio per questo tipo di Coccide è l’olio bianco. Occorre utilizzarlo durante la stagione invernale miscelandolo a insetticidi a base di piretro. Le foglie che sono trattate con questo prodotto non sono immediatamente utilizzabili perciò, occorre aspettare almeno qualche settimana e in seguito lavarle con molta cura. Se invece si osservano delle piccole ragnatele o un ingiallimento delle foglie, significa che la pianta è attaccata da acari.
Domande frequenti
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Come si propaga correttamente l'alloro?La propagazione dell'alloro può avvenire tramite talea o semina. Per la talea, in primavera, taglia un ramo, elimina le foglie basali e pianti il fusto. Se disponi di una pianta femminile, puoi anche prelevare i polloni. La semina richiede i frutti maturi (bacche nere); i semi vanno posti in autunno in un substrato umido e fresco, protetti dal freddo, per germinare in primavera. Utilizzare vasi facilita il successivo trapianto. Nota: l'impollinazione naturale avviene grazie a insetti, uccelli e vento.
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Qual è la temperatura minima tollerata dall'alloro?L'alloro (Laurus nobilis) è una pianta rustica capace di resistere a temperature piuttosto basse, arrivando fino a circa -15°C. Nonostante questa resistenza, è originaria del bacino del Mediterraneo e preferisce climi miti. Durante l'inverno, specialmente nelle regioni più fredde, è consigliabile proteggere le piante giovani o quelle in vaso con pacciamatura o teli antighelo per prevenire danni alle radici e ai fusti, garantendo comunque una buona sopravvivenza anche in aree con inverni rigidi.
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Come si combatte la cocciniglia sull'alloro?Il principale nemico dell'alloro è la cocciniglia 'mezzo grano di pepe' (Saissetia oleae), che rovina le foglie rendendole inadatte alla cucina. Il trattamento efficace consiste nell'applicare olio bianco, preferibilmente in inverno, eventualmente miscelato con insetticidi a base di piretro. Dopo il trattamento, è fondamentale attendere alcune settimane prima di raccogliere le foglie e lavarle accuratamente per rimuovere residui chimici. Questo metodo garantisce il controllo del parassita senza compromettere la sicurezza alimentare delle foglie successive.
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Quanto spesso va innaffiato l'alloro?Le esigenze idriche variano in base all'età della pianta. Gli esemplari giovani richiedono annaffiature regolari, soprattutto da aprile a settembre, per favorire lo sviluppo radicale. Gli arbusti adulti, invece, sono più autonomi e traggono generalmente sufficiente acqua dalle precipitazioni naturali. È cruciale evitare assolutamente i ristagni idrici, poiché l'alloro teme i terreni troppo bagnati. Un suolo ben drenato, anche se argilloso o ghiaioso, è essenziale per la salute della pianta.
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L'alloro è dioico? Cosa comporta?Sì, l'alloro è una specie dioica, il che significa che esistono piante con soli fiori maschili e piante con soli fiori femminili. Questa caratteristica influisce sulla produzione di frutti: solo le piante femminili, dopo l'impollinazione (operata da vento, insetti o uccelli), produrranno le bacche nere commestibili. Se il tuo obiettivo è raccogliere le foglie per uso culinario, la distinzione non ha rilevanza pratica. Se invece desideri ottenere i frutti, dovrai assicurarti di avere una pianta femminile o garantire l'impollinazione incrociata.





