Giardino · Piante acquatiche

Laghetto in autunno: togliere le foglie e proteggere i pesci

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Perché le foglie cadute nel laghetto vanno tolte prima dell'inverno

Perché le foglie cadute nel laghetto vanno tolte prima dell'inverno

Il laghetto in autunno riceve ogni giorno una quantità di foglie che, viste dalla riva, sembrano un problema solo estetico. In realtà le foglie che affondano vengono decomposte dai microrganismi, e questo processo consuma ossigeno proprio nel periodo in cui pesci e piante ne hanno bisogno per affrontare il riposo invernale. Se lo strato sul fondo diventa spesso, si formano sacche di fermentazione che liberano gas maleodoranti e tossici per gli animali, tanto più pericolosi quando il ghiaccio chiude la superficie e impedisce loro di disperdersi. C'è poi un effetto che si vede solo mesi dopo: la materia organica in decomposizione rilascia sali minerali che restano nell'acqua e in primavera alimentano una crescita esplosiva di alghe. Togliere le foglie dal laghetto tra fine settembre e fine ottobre, a seconda che tu viva al Nord o nelle zone mediterranee, significa quindi arrivare al disgelo con acqua più limpida e pesci meno stressati.

La rete antifoglia: come sceglierla e stenderla sullo specchio d'acqua

Se il laghetto è circondato da alberi a foglia caduca, raccogliere a mano ogni giorno non è realistico e la rete antifoglia resta la soluzione più pratica, anche se per qualche settimana penalizza l'aspetto del giardino. Scegli una rete in polietilene stabilizzato ai raggi UV, con maglia media: una trama troppo fitta trattiene il vento e rischia di strapparsi, mentre una maglia intermedia ferma foglie e rametti lasciando passare aria e luce. Misura lo specchio d'acqua e aggiungi un margine di sovrapposizione sui bordi di almeno 20-30 cm per lato; per le forme irregolari conviene prendere una rete più grande e sagomarla sul posto. La rete deve restare sospesa qualche centimetro sopra il pelo dell'acqua, sostenuta da fili tesi tra picchetti o appoggiata su blocchi di polistirolo galleggianti, così le foglie non si inzuppano e non trascinano la maglia in acqua. Alcuni sistemi sono montati a tenda, in modo che il fogliame scivoli verso i lati. Svuotala man mano che si riempie e, quando gli alberi sono spogli, rimuovila con cautela insieme a quello che ha trattenuto, prima che le piogge più intense la appesantiscano.

Retino, sedimenti e foglie delle piante: la pulizia del fondo

Anche con la rete, qualche foglia arriva in acqua: passala con il retino finché galleggia, perché una volta affondata diventa molto più faticosa da recuperare, e portala nel compost. Approfitta delle giornate miti per controllare la zona più profonda, dove nel corso degli anni si accumula uno strato di sedimenti che innalza il fondo e riduce quella profondità che in inverno serve ai pesci come rifugio dal gelo. Se lo strato è consistente, asportalo con un retino a maglia fine o con un aspiratore per laghetti, senza svuotare la vasca e senza rimuovere tutto in una volta, per non alterare l'equilibrio dell'acqua. Fanno parte dello stesso lavoro anche le foglie delle piante: taglia quelle ingiallite delle ninfee rustiche a circa 10 cm sotto il livello dell'acqua e quelle delle palustri di riva a una decina di centimetri sopra, lasciando invece i ciuffi secchi di tifa, giunco e scirpo. Oltre a essere decorativi con la brina, quegli steli attraversano il ghiaccio e nei punti in cui emergono la lastra si scioglie per prima, favorendo lo scambio dei gas.

Proteggere i pesci: alimentazione, pompa e scambio d'aria sotto il ghiaccio

Con l'acqua che si raffredda, il metabolismo di carpe e pesci rossi rallenta e la loro richiesta di cibo cala. Riduci gradualmente le razioni e, quando la temperatura dell'acqua scende stabilmente sotto i 10 °C circa, sospendi del tutto l'alimentazione: il cibo non consumato finirebbe sul fondo ad aggiungersi alla materia organica che hai appena tolto. I pesci svernano nella parte più profonda del laghetto, dove l'acqua resta un po' più calda; se hai una pompa a fondo vasca, valuta di spegnerla o di sollevarla verso la superficie, perché il rimescolamento continuo porterebbe quel calore verso l'alto. Quando arriva il gelo, l'importante è che la lastra non chiuda tutto lo specchio d'acqua: un galleggiante antighiaccio o un piccolo riscaldatore tengono libero un varco per lo scambio dei gas. Non rompere mai il ghiaccio battendo, perché le onde d'urto stressano i pesci; se serve, appoggia una pentola d'acqua calda e lascia che il varco si apra da solo.

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