Giardinaggio · Parassiti e Malattie

Lotta integrata

Aggiornato il 07 settembre 20113 capitoli5 domande frequenti
fiori

Generalità

Tra le varie forme di coltivazione rispettosa della natura esiste anche la lotta integrata; non si tratta di un vero e proprio giardinaggio biologico, ma di un tipo di coltivazione che, pur utilizzando tutti gli strumenti chimici e fisici atti a migliorare le coltivazioni, tende a farlo solo quando strettamente necessario, e seguendo i ritmi ed i tempi della natura. A grandi linee mentre il giardinaggio convenzionale viene fatto seguendo cicli standard, che prevedono trattamenti preventivi contro parassiti e malattie, la lotta integrata cerca di evitare trattamenti inutili o superflui, cercando di spargere nel giardino veleni di vario tipo solo quando sono effettivamente necessari. Questo tipo di coltivazione viene praticata scegliendo di preferenza i fitofarmaci che sono poco o per nulla dannosi per l'uomo, per i piccoli animali e per gli insetti utili; quindi chi pratica la lotta integrata prediligerà prodotti come ad esempio il bacillus turingensis modificato, che è dannoso solo per gli insetti che vogliamo sopprimere, ed innocuo per il resto della popolazione del giardino.

Lotta integrata

Per praticare una buona lotta integrata, e praticare trattamenti antiparassitari solo quando necessario, è fondamentale monitorare nel giardino la presenza di parassiti, in modo da intervenire per debellarli solo quando questi siano effettivamente presenti. Generalmente gli strumenti più utilizzati per questo tipo di monitoraggio sono trappole di vario tipo, da quelle a feromoni, per gli insetti di dimensioni maggiori, fino alle trappole cromatiche per i piccoli insetti. Un altro tipo di monitoraggio consiste nella valutazione dei fattori ambientali che favoriscono lo svilupparsi di alcune malattie; un esempio tipico è la bolla del pesco, che si sviluppa di preferenza in seguito a piogge primaverili seguite da basse temperature. In seguito al presentarsi di tali fattori si pratica un trattamento con il fitofarmaco, scegliendo di preferenza un fitofarmaco biologico o scarsamente dannoso per l'ambiente.

Ambienti

Oltre all'utilizzo di fitofarmaci per nulla o scarsamente dannosi, nella lotta integrata si utilizzano metodi molto validi nella lotta ai parassiti. Il primo sicuramente consiste nell'utilizzo di piante sane e particolarmente resistenti all'attacco dei parassiti stessi; spesso in una piccola coltivazione per debellare un parassita è sufficiente estirpare e distruggere le poche piante che inizialmente vengono colpite dal parassita stesso. E' anche possibile semplicemente introdurre nel giardino insetti utili, che tendono a contenere la popolazione degli insetti dannosi; un tipico esempio è quello delle coccinelle, le cui larve si cibano degli afidi e delle cocciniglie. Anche la presenza nel campo di piante spontanee o di siepi, che servono da riparo agli insetti utili, è una pratica utile per la salute delle coltivazioni, così come una adeguata annaffiatura e l'utilizzo di concimi "naturali".

Domande frequenti

  • In cosa differisce la lotta integrata dal giardinaggio biologico?
    La lotta integrata non è sinonimo di giardinaggio biologico puro. Mentre il biologo vieta quasi totalmente i prodotti chimici di sintesi, la lotta integrata permette l'uso di fitofarmaci chimici e fisici, ma solo come ultima risorsa e quando strettamente necessario. L'obiettivo principale è ridurre al minimo l'impatto ambientale, intervenendo solo dopo aver verificato la reale presenza di parassiti o condizioni favorevoli alle malattie, evitando così trattamenti preventivi inutili tipici della coltivazione convenzionale.
  • Come si effettua il monitoraggio dei parassiti per decidere quando trattare?
    Il monitoraggio è il cuore della lotta integrata e serve a intervenire solo se indispensabile. Si utilizzano principalmente trappole cromatiche per catturare e contare piccoli insetti e trappole a feromoni per specie più grandi. Inoltre, bisogna valutare i fattori ambientali: ad esempio, la bolla del pesco compare spesso dopo piogge primaverili seguite da freddo. Solo quando queste indicazioni confermano una soglia di danno economica o sanitaria, si procede con il trattamento mirato.
  • Quali sono esempi di fitofarmaci consigliati nella lotta integrata?
    Nella lotta integrata si prediligono prodotti a basso impatto ambientale, spesso definiti 'scarsamente dannosi'. Un esempio classico è il Bacillus thuringiensis modificato, un batterio che colpisce specifici insetti nocivi risultando innocuo per l'uomo, gli animali domestici e gli insetti utili del giardino. In generale, si scelgono sempre prima soluzioni biologiche o naturali, riservando i prodotti chimici di sintesi solo ai casi estremi dove altre misure non hanno funzionato.
  • Come si possono controllare i parassiti senza usare pesticidi?
    Esistono efficaci metodi alternativi ai pesticidi. Innanzitutto, si scelgono piante sane e geneticamente resistenti agli attacchi comuni. In caso di infestazioni limitate, basta estirpare e distruggere le piante colpite per fermare la diffusione. Un metodo potente è il controllo biologico tramite insetti utili: ad esempio, rilasciare coccinelle nel giardino aiuta a contenere naturalmente popolazioni di afidi e cocciniglie. Mantenere siepi e piante spontanee offre poi riparo a questi predatori naturali.
  • Quale ruolo giocano le piante spontanee e le siepi?
    Le piante spontanee e le siepi non sono semplici elementi decorativi, ma infrastrutture ecologiche vitali. Costituiscono habitat e rifugi essenziali per gli insetti utili (predatori dei parassiti) e per la fauna locale. La loro presenza stabilizza l'ecosistema del giardino, favorendo la biodiversità. Un ambiente ricco di diversità vegetale attira naturalmente nemici dei parassiti, riducendo la necessità di interventi esterni e rendendo la coltivazione più resiliente e autosufficiente nel lungo periodo.

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