Domanda: che malattia affligge la mia plumeria?
ciao, vorrei un aiuto in quanto ho portato dagli emirati arabi una plumeria a cui sono particolarmente affezionata in quanto mi ricorda momenti felici. sono passati otto anni da quel giorno, non ha mai fatto fiori è cresciuta molto ma il mio grosso problema è cha all'apice di molti "rami" si forma una crosta nera che fa seccare i nuovi getti fogliari. potete aiutarmi?Grazie marcy
Risposta: le plumerie in inverno
Gentile Marcy, la plumeria è un alberello di origine sud Americana, diffuso in gran parte delle zone tropicali del globo, vista la bellezza dei suoi grandi fiori he ricordano quelli dell’oleandro, ma co, un profumo delizioso; in Italia le plumerie vengono coltivate nelle zone costiere caratterizzate da inverni miti, in quanto non amano temperature inferiori ai 5°C. Ritengo quindi che anche tu stia coltivando la plumeria nel modo corretto, in quanto altrimenti non sarebbe sopravvissuta così a lungo. Il problema manifestato dalla tua pianta è abbastanza tipico delle plumerie; si chiama antracnosi, e consiste in piccoli funghi che si insediano sugli apici dei rami, dove la vegetazione è ancora verde e morbida, e ne causano il deperimento e la morte, con conseguente annerimento dei germogli, che in seguito disseccano. Questo tipo di fungo vive bene al caldo, e quindi anche la tua plumeria manifesterà maggiori problemi durante la stagione calda; ma l’origine è da trovare nel periodo invernale; infatti questa malattia attacca in particolare le plumerie che durante la stagione fredda vivono in un ambiente molto umido. Spesso infatti capita di vedere degli esemplari di plumeria con gli apici coperti, durante l’inverno, con del materiale tipo agritessuto, per evitare che siano esposti al freddo ad all’umidità tipici dell’inverno. Non so dove coltivi il tuo alberello, ma sappi che le plumerie non amano in alcun modo gli eccessi di umidità invernali; chi coltiva queste piante in vaso, all’abbassarsi delle temperature, le sposta in serra o in casa, in modo che siano lontane dalle intemperie, e soprattutto dalla pioggia. Quando la pianta viene attaccata dal fungo, non puoi fare altro che asportare gli apici vegetativi, arrivando fino al legno sano, e pulendo la cesoia dopo ogni taglio con dell’alcool; copri i tagli con del mastice per potature, e cerca di tenere la tua plumeria in luogo asciutto durante l’inverno, o il problema tenderà a ripresentarsi ogni anno.
Domande frequenti
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Qual è la causa principale della formazione di croste nere sui rami della plumeria?La causa principale è l'antracnosi, una malattia fungina favorita dall'eccessiva umidità ambientale durante i mesi invernali. La plumeria, essendo una pianta tropicale, non tollera bene il freddo combinato con l'umidità. I funghi si insediano sugli apici dei rami, dove il tessuto è ancora verde e morbido, causando il deperimento, l'annerimento e il successivo disseccamento dei nuovi germogli fogliari.
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Come devo intervenire per salvare i rami colpiti dalla malattia?Devi asportare immediatamente gli apici vegetativi infetti, effettuando il taglio fino a raggiungere il legno sano. È fondamentale pulire la cesoia con alcool dopo ogni taglio per evitare di contagiare altre parti della pianta. Successivamente, ricopri i tagli effettuati con un mastice per potature per proteggere la ferita e favorire la guarigione, prevenendo ulteriori infezioni.
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Cosa posso fare per prevenire il ritorno della malattia nei prossimi anni?Per prevenire il ritorno dell'antracnosi, devi mantenere la plumeria in un luogo completamente asciutto durante l'inverno. Se coltivi la pianta in vaso, spostala in serra o in casa, lontano dalle intemperie e soprattutto dalla pioggia diretta. Evita di lasciare la pianta esposta all'umidità fredda; talvolta si consiglia di coprirla con materiali protettivi come l'agritessuto solo se necessario per il freddo, ma sempre garantendo una buona ventilazione e asciuttezza.
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In quali condizioni climatiche è consigliata la coltivazione della plumeria?La plumeria è ideale per le zone costiere caratterizzate da inverni miti, poiché non ama temperature inferiori ai 5°C. Provenendo da zone tropicali, prospera al caldo e alla luce piena. In Italia, la sua coltivazione è più sicura nelle aree del Sud o in microclimi riparati dove le gelate sono assenti o molto blande, permettendo alla pianta di sopravvivere e fiorire senza stress termici negativi.


