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Faggio

Aggiornato il 03 gennaio 20174 capitoli5 domande frequenti
Albero faggio

Bisogni idrici

Il faggio, dal nome scientifico Fagus, è un albero che può raggiungere anche i 30/40 metri di altezza, molto presente nei boschi degli Appennini e delle Alpi, zone con prevalenza di temperature miti e fresche. Il clima ideale per la coltivazione del faggio è definito oceanico, caratterizzato da un'alta umidità atmosferica. In particolare, è una pianta che teme gli eccessi di caldo o freddo. Appartiene alla categoria di piante acidofile, perciò necessita di terreno acido con ph non superiore a 6.5 e frequenti annaffiature. Nelle aree boschive si accontenta dell'acqua piovana, mentre per le coltivazioni di esemplari più piccoli è consigliabile irrigare il terreno regolarmente ogni 2/3 giorni. Le giovani piante, in particolare nei loro primi due anni di vita, rischiano la morte se non ricevono la giusta quantità di acqua. Il terreno non deve contenere acqua stagnante, deve asciugarsi nell'intervallo tra un'irrigazione e l'altra.

La coltivazione

Il faggio privilegia il terreno calcareo, ricco e ben drenato. Cresce bene in zone umide ad almeno 500 metri di altitudine. Non è adatto alla coltivazione in vaso, ma vanta una specie un pò più piccola che si può coltivare anche in zone urbane, spesso nei giardini. La semina è preferibile nel mese di ottobre, con conseguente trapianto trascorsi due anni. Conservando sotto la sabbia umida i semi presenti nel frutto è possibile, in primavera, seminare il terreno per moltiplicare la coltivazione. Attendere almeno due anni per la prima potatura in caso di coltivazione da seme. Il periodo consigliato per effettuare la potatura è la stagione invernale, quando si spoglia delle foglie. Curare sempre le ferite da taglio con il mastice, poiché il faggio tende a mantenere cicatrici troppo evidenti ed antiestetiche.

Il terreno

Prima di impiantare il faggio è buona regola preparare il terreno concimandolo con sostanze organiche, come humus di lombrico o stallatico. Il concime stallatico si mescola bene al terreno in profondità; è un composto di letame essiccato e umidificato, ricco di elementi nutritivi per il terreno. Si può ripetere questa operazione a distanza di tre anni. A cadenza annuale stimola la crescita della tua pianta con del concime in pellet o solubile, facendolo assorbire bene nel terreno. Per mantenere il terreno alla giusta acidità è consigliabile somministrare periodicamente del solfato di ferro. Prima della messa a dimora di una pianta è buona regola preparare il terreno. Mescola dello stallatico nel substrato e prepara una pacciamatura acida utilizzando un compostaggio di foglie di quercia o segatura di abete.

Esposizione e parassiti

Il faggio teme la siccità, privilegiando le zone fresche. Durante la stagione calda è consigliabile annaffiare anche gli alberi adulti, nonostante tendano ad accontentarsi della sola acqua piovana. In caso di un giovane albero da impiantare, è preferibile scegliere una zona luminosa ma non troppo soleggiata. Gli alberi giovani temono maggiormente l'attacco di parassiti animali. Gli afidi privilegiano la primavera per insediarsi sui germogli, mentre coleotteri e ditteri cercano i rametti appena sviluppati. Nelle piante ancora giovani, un terreno troppo umido e con ristagni d'acqua può favorire il marciume radicale. Curare prontamente i giovani esemplari di faggio, evitando il rischio di morte. Le piante soffrono in totalità e tendono all'ingiallimento fogliare in seguito ad un attacco da parte di afidi. Il marciume delle piantine giovani lo si può riconoscere dalle lesioni necrotiche presenti sul colletto della pianta ancora giovane.

Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti ideali di terreno e pH per coltivare il faggio?
    Il faggio è una pianta acidofila che richiede un terreno con pH non superiore a 6.5. È fondamentale che il suolo sia ricco, ben drenato e fertile, privo di ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali. Per preparare correttamente il terreno prima della messa a dimora, si consiglia di incorporare sostanza organica come humus di lombrico o stallatico essiccato. Mantenere l'acidità corretta è vitale: si può intervenire periodicamente somministrando solfato di ferro. Una pacciamatura acida, realizzata con compost di foglie di quercia o segatura di abete, aiuta a preservare queste caratteristiche del suolo.
  • Come e quando bisogna innaffiare il faggio per evitare danni alle giovani piante?
    Il faggio teme fortemente la siccità e richiede frequenti annaffiature, specialmente durante i primi due anni di vita quando il rischio di morte per disidratazione è elevato. Per gli esemplari giovani in coltivazione, si consiglia di irrigare il terreno regolarmente ogni 2-3 giorni, assicurandosi però che il substrato si asciughi leggermente tra un intervento e l'altro per evitare ristagni. Anche gli alberi adulti, pur accontentandosi spesso dell'acqua piovana, beneficiano di irrigazioni supplementari durante le stagioni calde. L'umidità atmosferica elevata e il terreno fresco sono condizioni essenziali per la sua sopravvivenza.
  • Quando e come si effettua la potatura del faggio?
    La potatura del faggio va eseguita esclusivamente durante la stagione invernale, quando l'albero ha perso le foglie e si trova in uno stato di riposo vegetativo. Questo periodo permette di intervenire sulla struttura della pianta minimizzando lo stress. È una pratica necessaria soprattutto dopo i primi due anni dalla semina. Un aspetto cruciale da ricordare è la cura delle ferite da taglio: il faggio tende a formare cicatrici molto evidenti e antiestetiche, quindi è obbligatorio trattare immediatamente ogni taglio con apposito mastice protettivo per favorire una guarigione più ordinata e prevenire infezioni.
  • Quali sono i principali parassiti che attaccano il faggio e come riconoscerne i sintomi?
    I giovani esemplari di faggio sono particolarmente vulnerabili agli attacchi di afidi, che prediligono i germogli primaverili, nonché a coleotteri e ditteri che colpiscono i rametti appena sviluppati. I sintomi visibili includono un generale ingiallimento fogliare e un deperimento della pianta. Un pericolo grave per le piantine è il marciume radicale, favorito da terreni troppo umidi: si manifesta attraverso lesioni necrotiche sul colletto della pianta. È essenziale monitorare attentamente i giovani alberi e intervenire prontamente per evitare il deperimento totale e la morte della pianta.
  • Come si propagano i semi di faggio e quali sono i tempi di attesa?
    La moltiplicazione per seme del faggio avviene preferibilmente nel mese di ottobre. I semi contenuti nei frutti possono essere conservati in primavera seminandoli direttamente nel terreno dopo averli tenuti precedentemente sotto sabbia umida. Questa tecnica garantisce una migliore germinazione. Tuttavia, la coltivazione da seme richiede molta pazienza: è necessario attendere almeno due anni prima di poter effettuare la prima potatura. Dopo la semina autunnale, il trapianto dei giovani esemplari si consiglia di farlo trascorsi questi due anni iniziali di crescita.

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