Che cosa sono gli alberi a radice nuda e in che cosa differiscono dal vaso
Gli alberi a radice nuda sono esemplari che il vivaista coltiva in piena terra e che vengono estirpati durante il riposo vegetativo, quando la pianta ha perso le foglie. Le radici arrivano senza zolla e senza vaso, pulite dalla terra e protette solo da un po' di segatura umida o da un sacco. Si tratta quasi sempre di specie caducifoglie: alberi da frutto come melo, pero, susino e ciliegio, ma anche aceri, carpini, rose e arbusti da siepe. Le conifere e le sempreverdi in genere non sopportano questo trattamento e si vendono in zolla o in contenitore. Rispetto a una pianta in vaso, un albero a radice nuda pesa meno, costa meno e ti permette di vedere subito com'è fatto l'apparato radicale, cosa che un contenitore nasconde. Ha però un limite preciso: le radici scoperte si disidratano in fretta, quindi va messo a dimora entro pochi giorni dall'acquisto e, nel frattempo, tenuto all'ombra e al fresco con le radici sempre umide. È proprio questo vincolo a legarlo alla stagione fredda, perché solo con la pianta dormiente il vivaio può estirparla senza danni.
Perché l'autunno favorisce l'attecchimento delle radici
Il periodo di vendita degli esemplari a radice nuda coincide con il riposo vegetativo, da fine ottobre o novembre fino a febbraio, e l'autunno ne è la prima finestra utile. In questi mesi il terreno conserva ancora il calore accumulato in estate, mentre l'aria si è già raffreddata e la chioma non ha più foglie da sostenere. La pianta non deve quindi dividere le proprie energie tra radici e parte aerea e può concentrarle sull'emissione di nuove radichette, che nel suolo tiepido continuano a crescere anche quando sopra non si vede alcun movimento. Le piogge autunnali, inoltre, mantengono il terreno umido e riducono il bisogno di irrigare. Il vantaggio lo raccogli in primavera: un albero piantato in autunno riparte con un apparato radicale già parzialmente insediato e affronta meglio il primo caldo e le eventuali siccità estive. Cerca di piantare almeno sei-otto settimane prima dei geli intensi, così che le radici abbiano il tempo di ancorarsi. Se vivi in una zona di montagna o in una pianura con gelate precoci e terreni che restano fradici a lungo, valuta di rimandare a fine inverno; nelle regioni a clima mite, invece, l'intervallo tra novembre e dicembre è il più favorevole.
Come scegliere l'esemplare e prepararlo alla messa a dimora
Un albero a radice nuda va esaminato con calma prima di piantarlo. Le radici devono essere numerose, flessibili e umide, con un buon numero di radici fini oltre a quelle principali; scarta le piante con radici secche, annerite, ammuffite o spezzate in più punti e controlla che il tronco non presenti ferite e che i rami, piegandoli con delicatezza, non si rompano come legno morto. Se non riesci a mettere a dimora subito, non lasciare la pianta in garage con le radici all'aria: sistemala in tagliola, cioè in un solco provvisorio all'ombra, coprendo le radici con terra o sabbia umida fino al giorno dell'impianto. Poche ore prima di piantare immergi le radici in un secchio d'acqua, per reidratare i tessuti, e rifila con una forbice pulita le estremità danneggiate o troppo lunghe con un taglio netto. I vivaisti usano spesso anche la pralinatura, cioè un bagno in una poltiglia di argilla, letame maturo e acqua che avvolge le radici e le protegge dalla disidratazione nei primi giorni; se hai a disposizione i materiali, è un'attenzione in più che aiuta l'attecchimento.
Messa a dimora corretta e cure fino alla primavera
Scava una buca larga almeno il doppio dell'ingombro delle radici e profonda quanto basta, perché le radici si sviluppano soprattutto in orizzontale. Se il terreno è argilloso e compatto, smuovi bene anche il fondo e le pareti e alleggerisci la terra con un po' di sabbia o compost. Pianta il tutore prima di riempire, per non ferire le radici in seguito, poi sistema l'albero tenendo il colletto al livello del suolo e, negli alberi da frutto innestati, il punto d'innesto ben fuori terra: una pianta interrata troppo in profondità soffre e può marcire alla base. Riempi a strati, premendo con le mani per non lasciare sacche d'aria, e annaffia abbondantemente anche se piove, perché l'acqua serve a far aderire la terra alle radici. Nelle settimane successive stendi uno strato di pacciamatura di foglie o corteccia attorno al tronco, senza toccarlo, contro il gelo al suolo e le erbe infestanti. Evita i concimi minerali all'impianto e controlla che il terreno non resti asciutto negli inverni poco piovosi. Sugli alberi da frutto a radice nuda è buona norma anche una leggera potatura di trapianto, che riduce la chioma in proporzione alle radici perse con l'estirpazione. Alla ripresa vegetativa avrai un albero già ancorato, pronto a crescere senza interruzioni.





