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Gelsomino potatura

Aggiornato il 28 gennaio 20135 capitoli6 domande frequenti
gelsomini

Come procedere per eseguire al meglio la potatura di questa pianta

Per ciò che riguarda le operazioni relative alla potatura ordinaria, il Gelsomino è una pianta sulla quale è bene intervenire nel periodo primaverile, in modo da evitare che le gelate possano provocare nocumento ai rami che sono stati tagliati da poco. La maggior parte delle specie comunemente coltivate è rampicante, quindi la potatura rappresenta una forma di manutenzione estremamente importante per mantenere alta la pulizia e dare ordine e razionalità allo sviluppo armonioso delle singole piante. I germogli che devono essere rimossi sono quelli secchi o che appaiono più deboli. Se durante la potatura vi capita di notare rami ormai troppo deboli è necessario tagliarli tempestivamente alla base. La potatura è necessaria anche dopo le operazioni di rinvaso, quando la pianta deve essere rinvigorita durante la delicata fase di transizione, per meglio adattarsi alla sua nuova dimora. Se invece notate che le foglie appassiscono improvvisamente, vuol dire che l'annaffiatura è sbagliata, cioè eccessiva oppure carente. Il terreno deve essere mantenuto sempre umido, ma facendo attenzione ad evitare la formazione di ristagni idrici dannosi per la salute della pianta.

Come si presentano i fiori del Gelsomino

Come molti di voi già sapranno, la principale qualità del Gelsomino sta nella bellezza dei suoi fiori a forma di stella, dalle dimensioni piuttosto ridotte, che generalmente sono bianchi (Gelsomino comune o Jasminum officinale), ma va segnalata l'esistenza di fiori gialli e altri rosa nella parte inferiore dei loro petali, che risultano assai suggestivi. Dai fiori di gelsomino è possibile ricavare deliziose tisane, camomille e thè di facile reperibilità anche nei supermercati. I fiori sono ermafroditi, presentano cinque petali, la base ha una forma tubolare, che si apre mano a mano che si sviluppa verso l'alto. Il profumo che emanano risulta molto delicato e piacevole. Le foglie di questa pianta sono di forma ovale e di colore verde.

Le capacità di adattamento al clima

Questa pianta, originaria dell'Oriente ma anche del Sudamerica, si è molto diffusa in Europa e viene utilizzata soprattutto a scopi ornamentali, cioè per abbellire pergolati, recinzioni (parliamo ovviamente delle specie rampicanti) e anche giardini, quando viene impiegata come arbusto isolato che aggiunge un certo grado di raffinatezza al contesto. Uno dei segreti del successo fatto registrare nel nostro Paese da questa pianta è che nel tempo ha dimostrato di sapersi adattare bene a ogni tipo di clima, anche se si sviluppa meglio quando il terreno è opportunamente concimato ed ama essere coltivata in luoghi ben soleggiati. E' comunque bene non lasciarla troppo a lungo esposta a temperature inferiori ai 5 o 6 gradi. In Italia è però apprezzata in modo particolare nelle regioni centro-meridionali. Da questa pianta si ottiene anche un famoso profumo per donne.

Alcune delle specie più conosciute e apprezzate dai coltivatori. I nemici tradizionali

La nudiflorum e la primulinum fioriscono a fine inverno, generando splendidi fiori gialli; l'azoricum è chiamato Gelsomino trifogliato a causa della caratteristica forma delle sue foglie; il grandiflorum, come il nome stesso lascia intuire, sviluppa dei fiori molto grandi, che nascono nei mesi compresi tra la primavera e l'autunno. Questa pianta non ha controindicazioni particolari né teme gravi patologie, ma è soggetta alle classiche infestazioni da parte di cocciniglie e pidocchi delle piante, di colore giallastro, che vanno eliminati con l'utilizzo di antiparassitari specifici, abbastanza economici. Più rara è la manifestazione della cosiddetta Muffa grigia, un'infezione del Gelsomino che è provocata da funghi.

Il Gelsomino nella storia. Uso nel campo dell'aromaterapia

Una popolazione storicamente importante come quella degli antichi Persiani era convinta che l'olio a base di gelsomino avesse notevoli capacità afrodisiache e per questo motivo era solito offrirlo agli ospiti durante i banchetti. In realtà la medicina moderna non ha mai confermato tali proprietà, ma forse i Persiani puntavano anche sul cosiddetto effetto placebo, cioè sulle capacità di autosuggestione delle persone. Proprio dalla lingua persiana deriva il nome di questa pianta e precisamente dal vocabolo Yasamin, sovrapposto alla parola Gelso. In Europa giunse solo dal Cinquecento. Oggi in ambito aromaterapeutico l'olio essenziale di Gelsomino è utilizzato per uso esterno e pare che abbia effetti benefici per le molte persone che purtroppo soffrono di depressione, le quali devono sottoporsi a trattamenti che prevedono bagni in vasche d'acqua nelle quali vanno versate una decina di gocce di pura essenza di Gelsomino. Nei casi di dolori mestruali e conseguenti cefalee è invece possibile spalmare l'olio sulla zona lombare una settimana prima del ciclo, per trarne sollievo. Notevoli sono anche le capacità cosmetiche dimostrate nella lotta contro le rughe e i segni dell'invecchiamento in genere. In commercio si possono trovare delle boccette da 10 ml al prezzo di 10 Euro circa e dunque alla portata di tutte le tasche.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare il gelsomino?
    La potatura ordinaria del gelsomino va eseguita in primavera. Questo periodo è ideale perché evita che le gelate tardive possano danneggiare i rami appena tagliati, permettendo alla pianta di guarire rapidamente. È fondamentale rimuovere i germogli secchi o deboli, tagliandoli alla base se necessario, e intervenire anche dopo il rinvaso per aiutare la pianta a riadattarsi al nuovo contenitore.
  • Quali sono le caratteristiche principali dei fiori di gelsomino?
    I fiori del gelsomino hanno una forma a stella con cinque petali e una base tubolare che si apre verso l'alto. Generalmente sono bianchi (come nel *Jasminum officinale*), ma esistono varietà con fiori gialli o rosa. Sono ermafroditi, emettono un profumo delicato e piacevole e sono utilizzati anche per preparare tisane e tè. Le foglie, di colore verde, hanno tipicamente forma ovale.
  • Il gelsomino teme il freddo? Qual è la temperatura minima supportata?
    Il gelsomino si adatta bene a diversi climi, ma preferisce le regioni centro-meridionali italiane. Pur essendo resistente, non va lasciato esposto a lungo a temperature inferiori ai 5-6 gradi Celsius. Per proteggerlo, specialmente nelle zone più fredde, è consigliabile coprire la pianta o spostarla in un luogo riparato durante gli inverni rigidi per prevenire danni ai tessuti vegetali.
  • Come si curano le infezioni fungine come la muffa grigia?
    La muffa grigia è un'infezione causata da funghi che può colpire il gelsomino. Per prevenirla, è essenziale evitare i ristagni idrici nel terreno, mantenendolo umido ma ben drenato. In caso di comparsa, è necessario utilizzare specifici antifungini. Inoltre, garantire una buona circolazione dell'aria intorno alla pianta aiuta a ridurre l'umidità stagnante favorevole allo sviluppo di queste patologie.
  • Quali parassiti attaccano comunemente il gelsomino e come eliminarli?
    I nemici principali del gelsomino sono cocciniglie e pidocchi delle piante, spesso di colore giallastro. Questi insetti succhiano la linfa indebolendo la pianta. Per eliminarli efficacemente, si consiglia l'uso di antiparassitari specifici, facilmente reperibili e generalmente economici. È importante agire tempestivamente al primo segno di infestazione per evitare che i parassiti si diffondano ad altre piante vicine.
  • Quali sono le principali specie di gelsomino e le loro peculiarità?
    Esistono diverse specie apprezzate: il *Jasminum nudiflorum* e il *primulinum* fioriscono a fine inverno con fiori gialli; l'*azoricum*, detto trifogliato, ha foglie caratteristiche; il *grandiflorum* produce fiori molto grandi tra primavera e autunno. Ognuna offre un aspetto estetico unico, permettendo di scegliere la varietà più adatta alle proprie esigenze decorative e climatiche.

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