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Prato di microtrifoglio: come seminarlo in autunno

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Perché scegliere il microtrifoglio e quando seminarlo in autunno

Perché scegliere il microtrifoglio e quando seminarlo in autunno

Il microtrifoglio è una selezione del trifoglio bianco con foglie molto piccole e portamento basso, pensata apposta per formare un tappeto fitto e uniforme. Rispetto al trifoglio nano tradizionale produce meno fiori, si mescola meglio con le graminacee da prato e tollera meglio il taglio. Chi lo sceglie cerca soprattutto un prato di microtrifoglio che chieda poca manutenzione: essendo una leguminosa fissa l'azoto dall'aria e lo rende disponibile anche all'erba vicina, perciò puoi ridurre molto le concimazioni, resiste meglio ai periodi asciutti e cresce lentamente in altezza, quindi gli sfalci diventano più rari. L'autunno è il momento più favorevole per la semina, in particolare tra settembre e la prima metà di ottobre, quando il terreno conserva ancora il calore dell'estate e le piogge tornano regolari. In questo periodo le infestanti germinano meno rispetto alla primavera e il seme ha tempo di radicare prima dei freddi. Valuta però il tuo clima: nelle zone di montagna o nelle pianure del nord con gelate precoci conviene anticipare a settembre, mentre al centro-sud puoi arrivare a ottobre inoltrato. Se semini troppo tardi le piantine arrivano all'inverno ancora fragili e il risultato in primavera sarà meno denso.

Preparare il letto di semina: terreno, infestanti e livellamento

Dalla preparazione del terreno dipende buona parte del risultato, perché il seme di microtrifoglio è minuscolo e ha bisogno di una superficie fine e uniforme per germinare. Se parti da terreno nudo, lavoralo con la vanga o con una motozappa fino a circa 20-25 centimetri di profondità, elimina sassi, radici e residui vegetali e sbriciola le zolle con il rastrello. Se il suolo è argilloso e tende a ristagnare, incorpora un po' di sabbia e di compost maturo per renderlo più drenante, mentre nei terreni molto sabbiosi la sostanza organica aiuta a trattenere l'umidità nei primi giorni, i più delicati. Un accorgimento che i giardinieri chiamano falsa semina ti aiuta a limitare le erbacce senza prodotti chimici, che sul trifoglio non puoi usare in modo selettivo: prepara il terreno qualche settimana prima, bagnalo e lascia germinare le infestanti presenti nel suolo, poi eliminale con una zappatura superficiale senza rimuovere troppo terreno. A quel punto livella con cura usando il rastrello e, se disponi di un rullo, passalo leggermente per compattare la superficie ed evitare avvallamenti dove l'acqua si fermerebbe.

Dose, profondità e tecnica di distribuzione del seme

Il seme di microtrifoglio è così piccolo che una manciata copre una superficie sorprendente, e proprio per questo è facile distribuirlo male. Per spargerlo in modo omogeneo mescolalo con sabbia asciutta o terriccio fine in parti uguali, dividi la quantità in due metà e passa l'area una volta in un senso e una volta nel senso perpendicolare. Per la dose attieniti alle indicazioni riportate sulla confezione, che variano a seconda che tu voglia un prato di solo microtrifoglio o una miscela con graminacee; in genere bastano pochi grammi al metro quadro, molto meno di quanto serve per un prato tradizionale. La profondità è il punto che fa più spesso fallire la semina: il seme deve restare a circa mezzo centimetro, al massimo uno, e non va mai interrato oltre i due centimetri. Dopo la distribuzione passa il rastrello con denti leggeri o il dorso dello stesso, poi rulla o compatta con una tavola per mettere il seme a contatto con la terra. Se invece vuoi traseminare su un prato esistente, taglia l'erba più bassa possibile, rastrella con energia per scoprire il terreno tra i cespi e procedi allo stesso modo: il trifoglio si inserisce bene tra le graminacee e nel tempo riempie i vuoti.

Irrigazione, germinazione e cure fino alla primavera

Subito dopo la semina il terreno deve restare costantemente umido ma mai inzuppato, perché un seme così superficiale si secca in poche ore di sole e vento. Bagna a pioggia finissima, in modo da non spostare i semi, nelle ore fresche del mattino o della sera, e regola la frequenza sull'andamento del tempo: nelle giornate autunnali asciutte possono servire interventi quotidiani, mentre con le piogge regolari puoi ridurre a due o tre volte alla settimana. Le prime piantine compaiono in circa dieci-dodici giorni e da quel momento puoi diradare gradualmente le irrigazioni per spingere le radici in profondità. Nel primo inverno il microtrifoglio rallenta e nelle zone fredde può perdere parte delle foglie, lasciando il terreno in vista a chiazze: è normale e con il tepore di marzo riparte dagli stoloni. Evita il calpestio finché il tappeto non si è infittito e rimanda il primo taglio alla primavera, mantenendo la lama alta. Non servono concimazioni azotate, che favorirebbero l'erba a scapito del trifoglio; se hai scelto una miscela con graminacee, un prato misto ti garantisce copertura anche nei mesi in cui il trifoglio riposa e resiste meglio al passaggio di bambini e animali.

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