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Il prato a giugno

Aggiornato il 16 aprile 20185 capitoli4 domande frequenti
prato

Cura del prato

Le temperature e il clima dovrebbero essere ottimali: la crescita è veloce e non vi è ancora lo stress dato dalla calura e dalla siccità tipicamente estive. Molto però dipende dalle condizioni iniziali, dalla variabilità climatica e da eventuali errori in cui possiamo essere incappati. Ecco alcuni consigli per correre ai ripari o per continuare con una perfetta manutenzione ordinaria.

Fertilizzazione

È importantissima: sostiene la crescita, ma è utile anche perchè aiuta le radici a svilupparsi ulteriormente, rendendo il prato più resistente alla siccità futura e a problemi crittogamici. Inoltre è favorita la colorazione verde scuro, di grande impatto e piacevolezza. Quantità e tipo di prodotto dovrebbero essere scelti in base alla composizione del terreno e tenendo ben presente le essenze che compongono il prato. In generale se è un prato rustico con foglie medie,(composto per esempio da Festuca arundinacea o gramigna) o a foglia fine (poa e loietto) usiamo un prodotto ricco soprattutto in azoto, ma che dia anche un importante apporto in potassio e ferro prontamente assimilabile. In genere sono sufficienti 40 gr al m2. Il gramignone, la festuca rubra e la dicondra sono meno esigenti: spargiamo al massimo 30 gr al m2.

Taglio

L’intervallo tra i tagli va ridotto. Se vogliamo un aspetto sempre perfetto non lasceremo passare più di tre giorni tra gli interventi, specialmente se il nostro manto erboso è composto da foglie fini, quali poa e loietto. Altri prati più rustici si accontentano anche di sfasci più dilazionati, a distanza di circa 7 giorni. Nel primo caso è possibile effettuare il mulching, altrimenti è meglio evitare per non creare un feltro troppo spesso. Ricordiamo che per mantenere il prato in salute è bene evitare di tagliare più di 1/3 dell’altezza complessiva onde evitare ingiallimenti. In caso di crescita veloce intensifichiamo piuttosto gli interventi. Le varietà a foglia sottile sopportano passaggi anche molto bassi, le altre sono meno tolleranti. Il range ideale va da 4 a 6 cm: otterremo un ottimo aspetto incoraggiando l’accestimento.

Irrigazione

In mancanza di pioggia è importante garantire sempre un ottimo apporto idrico: l’irrigazione è una fase veramente cruciale per il nostro successo. Operando nella giusta maniera manterremo intatta la vigoria e eviteremo l’insorgere di crittogame. L’ideale è operare la mattina presto irrigando finemente e senza creare ristagni: sono sufficienti dai 2 ai 4 mm di acqua. Avremo una buona penetrazione nel terreno e ottima idratazione delle piante. Le foglie si asciugheranno velocemente e non saranno substrato per fungini. Nelle ore più calde possiamo aiutare il nostro manto facendo una o più leggerissime vaporizzazioni, a patto che si asciughino velocemente. Se il terreno è compatto e di ostacolo alla penetrazione dell’acqua possiamo fare un passaggio con apposite attrezzi o con scarpe chiodate, spargendo poi un po’ di sabbia.

Malattie

Sono legati a stress delle piante, dovuti a condizioni climatiche abbinate, molto spesso, ad errori colturali. Le più diffuse sono l’antracnosi, la sclerotinia, il pythium e la rhizoctonia. Per prevenirle è innanzitutto importante evitare di annaffiare la sera: agendo in questa maniera favoriremmo la permanenza di umidità per tutta la notte e quindi l’insorgenza di queste problematiche. Un ulteriore incentivo deriva da una presenza troppo massiccia di feltro e da attrezzi non disinfettati. Se si dovessero manifestare consigliamo di rivolgersi ad operatori specializzati o a consorzi: di solito si combattono con anticrittogamici specifici quali propamocarb o propriconazolo. Se queste patologie sono frequenti, oltre a cambiare le nostre abitudini deleterie, possiamo provare prodotti preventivi quali concimi fogliari specifici.

Domande frequenti

  • Come e quando irrigare il prato a giugno per evitare malattie?
    A giugno l'irrigazione è cruciale per mantenere la vigoria del prato ed evitare funghi. È fondamentale irrigare la mattina presto, utilizzando quantità modeste di 2-4 mm d'acqua per favorire una buona penetrazione nel suolo senza creare ristagni. Evita assolutamente di bagnare la sera, poiché l'umidità notturna favorisce la proliferazione di patogeni come antracnosi e pythium. Se il terreno è compatto, può essere necessario aerificarlo con attrezzi specifici o scarpe chiodate prima di irrigare. Durante le ore più calde, puoi effettuare leggere vaporizzazioni solo se l'acqua evapora rapidamente.
  • Qual è l'altezza ideale di taglio del prato in estate?
    Il range ideale per l'altezza di taglio a giugno varia tra i 4 e i 6 centimetri. Questa misura incoraggia l'accestimento e mantiene il prato sano. Non tagliare mai più di un terzo dell'altezza totale per evitare ingiallimenti e stress. I prati a foglia fine (come poa e loietto) tollerano taglie più basse e richiedono intervalli ridotti, fino a tre giorni. Al contrario, i prati rustici (con festuca o gramigna) sono meno tolleranti e possono essere tagliati ogni sette giorni circa.
  • Quale fertilizzante usare a giugno e in quale dose?
    La fertilizzazione a giugno sostiene la crescita e prepara le radici alla siccità. Per prati rustici o a foglia fine, usa un prodotto ricco di azoto, potassio e ferro prontamente assimilabile, dosandolo a 40 grammi al metro quadro. Per specie meno esigenti come il gramignone, la festuca rubra o la dicentra, la dose massima consigliata è di 30 grammi al metro quadro. La scelta deve tenere conto della composizione del terreno e delle essenze presenti per ottimizzare la resistenza alle criticità future.
  • Cosa fare se compaiono malattie fungine come l'antracnosi?
    Le malattie crittogamiche derivano spesso da stress climatici ed errori colturali come irrigazioni serali o eccessivo feltro. Se compaiono sintomi di antracnosi, sclerotinia, pythium o rhizoctonia, evita interventi fai-da-te rischiosi. Rivolgiti ad operatori specializzati o consorzi agrari per una diagnosi precisa. Solitamente si combattono con anticrittogamici specifici come propamocarb o propriconazolo. In caso di recidiva, cambia le abitudini colturali e valuta l'uso preventivo di concimi fogliari specifici per rafforzare le difese naturali del manto erboso.

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