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marciume gerani

Aggiornato il 29 gennaio 20142 capitoli4 domande frequenti
Gerani

Domanda : marciume gerani

buongiorno e grazie in anticipo per la vostra risposta. ho letto con attenzione le vs. risposte già pubblicate in merito all'argomento del marciume dei gerani ma non ho trovato analogia con il mio problema e pertanto chiedo ulteriori chiarimenti: i miei gerani così detti "francesini", presentano si delle zone di marciume ma non al colletto dei rametti o alle radici bensì agli apici dei rami stessi. Sono alcuni anni che, dopo la potatura primaverile, sviluppano in maniera molto generosa sia come vegetazione che come fioritura e tutto questo si mantiene perfetto diciamo fino alla fine di giugno, metà luglio. Poi incomincia il deperimento nonostante io continui ad annaffiare ogni 8/10 giorni con concime liquido apposito. Parte delle foglie seccano e il fusto degli apici marcisce diventando nero ed "acquoso" al taglio. Nello stesso momento al colletto delle foglie sottostanti il marciume si sviluppano dei nuovi getti. Le piante sono in cassette, esposte ad est. Durante l'inverno le porto su di un terrazzo a sud dove non ho necessità di ripararle poiché le accosto al muro della casa ed hanno sole tutto il giorno (quando c'è). A primavera poi: abbondante potatura, cambio terriccio superficiale con aggiunta di stallatico e, dopo una 20ina di giorni inizio le annaffiature con concime specifico. Ripeto, fino alla fine di giugno sono uno spettacolo e poi comincia il dramma. Tutto questo si ripete in modo sistematico da perlomeno 2/3 anni. Cosa sbaglio ? Grazie infinite per quanto saprete dirmi e per i consigli che vorrete darmi.

Risposta : marciume gerani

Gentile Pina, spesso quando le piante presentano zone annerite e che si afflosciano si attribuiscono questi sintomi a malattie fungine, come il marciume radicale; in effetti però i marciumi radicali tendono a svilupparsi prevalentemente quando il terreno rimane umido e fresco per lungo tempo, cosa abbastanza probabile in un vaso di gerani esposto al sole di giugno. Quindi, il semplice sintomo di marcescenza dei rametti non è sufficiente a diagnosticare la presenza di un parassita fungino. Oltre a questo, purtroppo i parassiti che colpiscono le piante cambiano ed aumentano di anno in anno, per il fatto che sempre più spesso frutta, piante, vegetali e piante di ogni tipo viaggiano per l’intero globo, e il clima tende a mutare. Proprio per i motivi sopra citati, ovvero i trasporti di materiale vegetale e il clima europeo che diviene sempre più asciutto e caldo, negli ultimi anni delle minuscole farfalline sono emigrate, dall’Africa fino alle zone al nord del Mediterraneo; tali parassiti non erano conosciuti fino a pochi anni fa, perché non riuscivano a sopravvivere in Italia, è solo dal 2011 che la loro presenza è stata segnalata praticamente in tutta Italia. Si tratta di piccole farfalline, che in primavera depongono le uova vicino ai fiori o nei boccioli di geranio; le larve che fuoriescono dalle uova si cibano esclusivamente di gerani, prediligendo la polpa carnosa che si trova all’interno dei rametti; siccome le larve nascono vicino ai fiori, i rametti che vengono colpiti per primi sono quelli apicali, dove sono presenti dei boccioli; siccome le larve si cibano dell’interno del rametto, potrai notare il foro di entrata del bruco, il foro di uscita, e tra i due fori il ramo che si annerisce e dissecca, con l’interno molliccio, costituito prevalentemente dagli escrementi della larva. Queste larve sono molto voraci, e oltre ai rametti, si cibano anche delle foglie, dove capita di vederne qualcuno. Generalmente i bruchi sui gerani sono difficili da notare, perché sono dello stesso identico colore del fogliame e dei fusti, più che altro si vedono i loro escrementi, sparsi qua e là sulle foglie, sotto forma di piccole sferule nere. Questi bruchi hanno il picco di sviluppo tra maggio e giugno, ma la schiusa delle uova e la loro produzione può continuare fino a settembre o ottobre, dipende dal clima. In inverno, le farfalline si impupano e svernano tra le foglie, o all’interno dei fusti scuri, per essere pronte a risvegliarsi all’arrivo della primavera. Quindi, se di anno in anno i tuoi gerani sopravvivono, stai continuando ad allevare i piccoli bruchi. Per debellarli è importante rimuovere le parti scure e mollicce dei rami, controllando le ramificazioni che presentano dei minuscoli fori; tutte le parti potate vanno bruciate subito, perché altrimenti i bruchi si spostano da esse su altre piante. In primavera, non appena il clima diviene mite, fai subito un trattamento con un insetticida sistemico, ovvero che entra in circolo nella pianta, in modo che le future larve muoiano non appena cercano di cibarsi delle tue piante. Il metodo migliore consiste nell’utilizzo di insetticidi in compresse, da inserire nella terra del vaso, che si sciolgono ogni volta che annaffi, per avere una lunga copertura insetticida. Anche perché, se anche riuscirai a debellare tutte le larve dalle tue piante, considera che ci sono sempre i gerani dei vicini di casa, da cui possono arrivare delle farfalline dall’aspetto innocuo.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi specifici del marciume apicale nei gerani?
    Il sintomo principale è l'annerimento e il deperimento degli apici dei rami, che diventano neri e acquosi al taglio. All'interno del fusto colpito si nota una consistenza molliccia dovuta agli escrementi della larva. Inoltre, si osservano piccoli fori di entrata e uscita del bruco sul fusto. Le foglie sottostanti possono sviluppare nuovi getti al colletto, mentre parte del fogliame secca. Questo quadro differenzia il danno da quello tipico dei marciumi radicali, che interessano invece la base della pianta.
  • Chi è il responsabile biologico di questo marciume nei gerani?
    Il responsabile è una piccola farfallina notturna immigrata dall'Africa, attiva in Italia dal 2011. Questa specie depone le uova vicino ai fiori o ai boccioli dei gerani. Le larve che ne fuoriescono si nutrono esclusivamente della polpa interna dei rametti e delle foglie. Essendo criptiche e dello stesso colore del vegetale, sono difficili da vedere direttamente, ma i loro escrementi appaiono come piccole sferule nere sparse sulle foglie.
  • Come posso eliminare definitivamente le larve dai miei gerani?
    Per debellare le larve è fondamentale intervenire tempestivamente. Rimuovi e brucia immediatamente tutte le parti dei rami che appaiono scure, mollicce o presentano forellini, per evitare che le larve migrino su altre piante. Non limitarti a tagliare: elimina completamente il tessuto infestato. Poiché le farfalline possono provenire anche dalle piante vicine, un intervento meccanico da solo potrebbe non bastare se l'infestazione è diffusa nel contesto ambientale circostante.
  • Quale trattamento preventivo o curativo è consigliato contro la farfallina?
    In primavera, non appena il clima mitiga, applica un insetticida sistemico. La soluzione più efficace e duratura consiste nell'utilizzare compresse insetticide da interrare nel vaso del geranio. Queste compresse si sciolgono gradualmente ad ogni irrigazione, rilasciando principio attivo che entra in circolo nella linfa della pianta. In questo modo, le future larve che tenteranno di nutrirsi dei tessuti moriranno poco dopo l'ingestione, proteggendo la pianta per un periodo prolungato.

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