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addobbi in chiesa

Aggiornato il 01 febbraio 20135 capitoli4 domande frequenti
addobbi in chiesa

Addobbi in chiesa: le regole per realizzarli

La realizzazione di addobbi in chiesa richiede il rispetto di alcuni accorgimenti, riguardanti l’allestimento dei fiori, derivanti evidentemente dal luogo particolare in cui le composizioni floreali si trovano. Per realizzare un bouquet, per esempio, è necessario utilizzare fiori in numeri dispari, poiché i numeri dispari rappresentano la cifra dell’armonia, vale a dire l’elemento che rende la composizione equilibrata. Gli steli dei fiori non devono mai essere incrociati, in maniera tale che diano la sensazione di provenire tutti dallo stesso punto. La forma e la dimensione della composizione saranno libere: sarà importante, però, collocare i fiori su piani differenti e ad altezze differenti, ricordandosi anche di curare la parte posteriore alla ricerca della profondità. L’oasis, di norma, deve oltrepassare il bordo del vaso (o del contenitore), così che gli steli possano essere inseriti sia verso il basso che di lato. Sempre a proposito del recipiente, occorre tenere in considerazione che il rapporto vaso – fiori deve essere di una volta e mezzo o al massimo due volte la lunghezza del vaso, più l’oasis. I fiori devono essere selezionati rispettando i criteri di sobrietà che la chiesa impone. Quelli con i colori più vivaci e quelli con la forma aperta saranno impiegati per il punto focale, cioè la base, con un ruolo indispensabile per garantire al bouquet stabilità. Viceversa, per assicurare un effetto di leggerezza, i fiori chiari andranno collocati nei punti più esterni della composizione.

La forma del bouquet

La struttura del bouquet deve essere formata rispettando la forma e il colore del fogliame, e ricordando di lasciare spazi tra gli elementi vegetali. Fondamentale, infatti, risulta il gioco di vuoto e pieni, con il vuoto che simboleggia l’apertura alla disponibilità, la volontà di accogliere Dio e i fratelli. Più praticamente, l’alternarsi di elementi contrastanti e differenti facilita lo sviluppo di armonia ed equilibrio, sia dal punto di vista dei colori, sia dal punto di vista delle forme. La composizione, per altro, deve essere progettata e realizzata solo dopo aver deciso in quale luogo verrà posizionata: in questo modo, potrà essere adeguata al contesto circostante, evitando stonature o disequilibri. Gli effetti di contrasto, per altro, possono anche essere ricercati, a patto di utilizzare specie diverse: insomma, fiori spessi e rotondi spiccheranno al fianco di fiori appuntiti e lunghi.

L'arte floreale liturgica

Se è vero che la liturgia può essere considerata come un’arte che sfrutta l’arte (in questo caso l’arte floreale), è altrettanto vero che essa non si presenta come un’opera collettiva, ma come un significato, un mezzo attraverso il quale si ricerca il contatto con Dio. Di conseguenza, affinché si riesca a trovare la giusta armonia del bouquet, occorre individuare l’equilibrio necessario tra liturgia e tecnica, e la proporzione necessaria, tra spazio e bouquet (nel senso che, evidentemente, un bouquet di dimensioni troppo grandi apparirà fuori luogo se posizionato in uno spazio contenuto). In concreto, saranno necessari diversi strumenti e materiali, quali coltelli, forbici, filo di ferro sottile, cesoie grandi per rami, pinholder, cesoie piccole per fiori e fogliame, cera floreale, stuzzicadenti, nastro adesivo, porta candele, pinze, una spugna da tenere umida e una rete con maglie larghe per avvolgere la spugna e impedire che si rompa. Particolare attenzione deve essere riservata, d’altra parte, alle condizioni climatiche e all’ambiente. La chiesa, evidentemente, è un luogo chiuso, spesso umido: pertanto, i fiori che vengono collocati in tale luogo necessitano di cure particolari. Teniamo conto, nello specifico, che per le innaffiature delle composizioni floreali sarebbe preferibile ricorrere all’acqua distillata o all’acqua piovana, cercando di evitare marciumi sulle foglie e cambiando costantemente l’acqua, visto che i batteri che si formano al suo interno rischiano di otturare lo stelo e quindi ostacolare l’assorbimento delle sostanze nutritive indispensabili per la sopravvivenza dell’organismo. Prima di mettere i fiori nel bouquet, essi dovrebbero essere immersi in acqua per due ore. Naturalmente, dovranno essere raccolti nelle ore serali, dopo che, durante la giornata, avranno accumulato riserve sufficienti.

Ottenere il miglior condizionamento possibile

Sono, tutti questi, espedienti finalizzati a offrire il miglior condizionamento possibile, indicando con questa espressione tutte le azioni messe in pratica per curare il materiale vegetale, sia esso acquistato da un fioraio, sia esso raccolto personalmente. Condizionare un addobbo floreale, in sostanza, significa trattarlo in maniera tale da prolungare la sua esistenza il più possibile. Tra le azioni, quindi, rientra anche la messa in atto degli espedienti che servono a impedire l’apertura degli stomi, e quindi una traspirazione precoce (che ne favorirebbe l’avvizzimento).

I fiori: bellezza ed espressione dell'amore divino

Da un punto di vista più prettamente spirituale, gli addobbi in chiesa permettono alla comunità di pregare ed entrare in contatto con l'amore divino: essi non costituiscono semplicemente un elemento di bellezza (per quanto la bellezza rappresenti una manifestazione divina), ma un indice della straordinaria gratuita e della stupefacente purezza dell'amore di Dio, che si palesa attraverso fiori che, fedelmente e con costanza, si riproducono continuamente, anno dopo anno.

Domande frequenti

  • Quali sono le regole fondamentali per la composizione numerica e strutturale degli addobbi floreali in chiesa?
    Per realizzare addobbi liturgici corretti, è essenziale utilizzare un numero dispari di fiori, simbolo di armonia ed equilibrio compositivo. Gli steli non devono mai essere incrociati, ma disposti in modo da sembrare originare dallo stesso punto. È fondamentale creare profondità disponendo i fiori su piani e altezze diverse, curando anche la parte posteriore. Il rapporto ideale tra la lunghezza del vaso e quella dei fiori è di 1,5 o 2 volte la lunghezza del contenitore, calcolata includendo l'oasis. Questa struttura garantisce sobrietà e rispetto per il luogo sacro.
  • Come gestire correttamente l'idratazione e la conservazione dei fiori all'interno della chiesa?
    Poiché le chiese sono ambienti chiusi e spesso umidi, i fiori richiedono cure specifiche per evitare il marciume e l'ostruzione degli steli. Si consiglia di usare esclusivamente acqua distillata o piovana per le innaffiature, cambiandola frequentemente per prevenire la proliferazione batterica. Prima dell'allestimento, i fiori dovrebbero essere immersi in acqua per almeno due ore. Inoltre, raccoglieteli preferibilmente nelle ore serali, quando hanno accumulato maggiori riserve idriche, per garantirne la freschezza e la durata ottimale durante la celebrazione.
  • Cosa si intende per 'vuoto' nella disposizione floreale liturgica e qual è il suo significato simbolico?
    Il 'vuoto' non è assenza, ma uno spazio deliberatamente lasciato tra gli elementi vegetali per creare respiro visivo. Simbolicamente, rappresenta l'apertura alla disponibilità interiore, la volontà di accogliere Dio e la fratellanza. Praticamente, alternare pieni e vuoti facilita l'armonia generale, permettendo ai singoli fiori di emergere senza appesantire la composizione. Questo approccio tecnico supporta il significato spirituale, trasformando l'addobo da semplice decorazione a mezzo di contemplazione e preghiera.
  • Quali strumenti e materiali sono necessari per realizzare professionalmente un addobbo floreale liturgico?
    L'allestimento richiede una serie specifica di utensili per garantire precisione e durabilità. Sono indispensabili coltelli affilati, forbici da fiori, pinze, cesoie grandi per i rami e piccole per il fogliame. Materiali come filo di ferro sottile, cera floreale, stuzzicadenti, nastro adesivo e pinholder sono essenziali per fissare le piante. Non mancano accessori pratici come portacandele, una spugna sempre umida e una rete a maglie larghe per avvolgere l'oasis e impedirne la rottura durante il trasporto e l'inserimento nel vaso.

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