Erboristeria · Funghi

Orecchione

Aggiornato il 07 gennaio 20154 capitoli5 domande frequenti
Raggruppamento di funghi Pleurotus

Principali caratteristiche del fungo orecchione

L’orecchione fa parte della famiglia delle Pleuurotaceae e presenta un grande cappello dalla classica forma a orecchio o a ostrica (da qui il termine latino "ostreatus"). E' di colore bruno o violaceo, ma si può presentare anche rossiccio o grigio- bianco. La cuticola dell'orecchione è liscia ma, con l'umidità, diventa vischiosa. Il fungo possiede un diametro molto ampio (anche fino a 25 centimetri) e fitte lamelle costituite da altre più piccole che sono disposte per tutta la lunghezza del gambo. Questo è laterale, la sua superficie è ricoperta da una leggera peluria e ha un'altezza massima di 6 centimetri, sebbene normalmente non superi i 2 centimetri. Le spore del fungo sono di colore bianco, cilindriche e lisce mentre la carne è compatta, dal sapore dolce e molto aromatico, che ricorda vagamente quello della farina fresca.

L'orecchione e le sue molte proprietà fitoterapiche

L’Orecchione è un tipo di fungo tra i più coltivati al mondo e la scienza medica ne ha individuato delle proprietà eccezionali che lo rendono un alleato prezioso dell’uomo. Le sostanze contenute in esso, infatti, sono estremamente utili in caso di: arteriosclerosi, patologie cardiovascolari, eccesso di colesterolo e, addirittura, sembra che abbia degli effetti positivi sul carcinoma della prostata e sulla riduzione della crescita di molte altre patologie neoplasiche. L’Orecchione, infatti, ha una potente attività benefica sul sistema immunitario e contiene una proteina specifica (l’ostreolisina) che è specializzata nel distruggere le cellule tumorali. Tra i molti benefici di questo fungo rientrano anche quelli che sono coinvolti nell’attività antiossidante del fegato, ha un’ottima azione antinfiammatoria e antiaggregante piastrinica ed è un prezioso sostegno come integratore nelle diete mirate alla perdita di peso.

L’orecchione: un ingrediente prezioso di gustose ricette

L’Orecchione è un fungo che in cucina si presta a molti usi perché il suo sapore è molto versatile e si possono preparare tante gustose ricette. Il modo migliore per cucinare questo fungo è di farlo trifolato, preparando un soffritto con aglio, olio e un pizzico di peperoncino e, se si preferisce, è possibile aggiungere nel preparato anche qualche acciuga. L’Orecchione, inoltre, è ottimo se grigliato e condito con un po’ di sale, olio extravergine d’oliva e succo di limone. Un’altra ricetta da proporre a tavola è di utilizzare questi funghi come ingrediente base per insalate. Si uniscono i pleurotus appena stufati con del radicchio, alcuni cubetti di formaggio e una manciata di pinoli, oppure si può optare per un’insalata di cipolle rosse fresche condita con succo d’arancia e aceto balsamico.

Come coltivare l'orecchione in casa

I Pleurotus sono dei funghi che ben si prestano alla coltivazione in casa. Gli appassionati di micologia consigliano due metodi fondamentali: su legno o substrato o, per i meno esperti, su blocchi o sacchi. La prima tecnica è indicata per chi già possiede una certa dimestichezza con questo tipo di coltivazione e consiste nella preparazione di un substrato attraverso paglia e micelio. Per chi lo desidera, è possibile anche procurarsi dei tronchi di albero nei quali andranno seminati i Pleurotus. Il secondo metodo, invece, consiste nel coltivare i funghi su un substrato precedentemente seminato e racchiuso in una pellicola di plastica. Questi blocchi sono reperibili in molti negozi specializzati, sono disponibili in molti formati e spesso sono corredati di tutte le informazioni necessarie per ottenere la giusta crescita dei funghi.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali dell'orecchione?
    L'orecchione (Pleurotus ostreatus) è rinomato per le sue proprietà fitoterapiche. Contiene ostreolisina, una proteina che aiuta a distruggere le cellule tumorali, mostrando efficacia contro il carcinoma prostatico e altre neoplasie. È utile per contrastare arteriosclerosi, patologie cardiovascolari e l'eccesso di colesterolo. Inoltre, potenzia il sistema immunitario, svolge un'azione antiossidante epatica, antinfiammatoria e antiaggregante piastrinica, risultando un valido supporto nelle diete dimagranti.
  • Come si riconosce fisicamente il fungo orecchione?
    Si identifica facilmente per la forma del cappello a orecchio o ostrisca, con diametro fino a 25 cm. Il colore varia dal bruno al violaceo, rosso o grigio-bianco; la cuticola è liscia ma vischiosa con l'umidità. Presenta un gambo laterale corto (max 6 cm), ricoperto da leggera peluria, e fitte lamelle bianche che scendono lungo il gambo. La carne è compatta, bianca e dal sapore dolce e aromatico, simile alla farina fresca.
  • Quali sono i metodi migliori per coltivare l'orecchione in casa?
    Esistono due approcci principali. Per principianti, si consiglia l'uso di blocchi o sacchi preconizzati: sono substrati già inoculati venduti in negozio, facili da gestire e dotati di istruzioni. Per esperti, si può coltivare su legno o substrato fatto in casa (es. paglia e micelio) o sui tronchi. Quest'ultima opzione richiede maggiore competenza tecnica nella preparazione del substrato e nella gestione dell'inoculo rispetto all'uso dei blocchi pronti.
  • In quale periodo dell'anno fruttifica l'orecchione?
    L'orecchione è noto come 'gelone' proprio perché riesce a fruttificare anche durante i periodi freddi. Se le temperature non sono eccessivamente rigide, produce corpi fruttiferi anche d'inverno. Generalmente, la sua crescita avviene su tronchi di latifoglie o vecchie ceppaie, adattandosi bene ai climi temperati dove il freddo non impedisce completamente il ciclo vitale del fungo.
  • Come si cucina meglio l'orecchione per esaltarne il sapore?
    Il suo sapore dolce e aromatico si presta a varie preparazioni. Il metodo classico è il trifolato: soffritto con aglio, olio e peperoncino, eventualmente con acciughe. Ottimo anche grigliato con sale, olio e limone. Può essere usato in insalate, ad esempio abbinato a radicchio, formaggio e pinoli, oppure con cipolle rosse, succo d'arancia e aceto balsamo. La sua versatilità lo rende ideale sia come piatto unico che come contorno.

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