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Funghi nel prato in autunno: perché spuntano e cosa indicano

Aggiornato il 27 ottobre 20264 capitoli
Perché i funghi spuntano nel prato proprio in autunno

Perché i funghi spuntano nel prato proprio in autunno

I funghi che vedi comparire nel prato in autunno non sono arrivati da fuori: sono la parte visibile di organismi che vivono da tempo nel terreno sotto forma di micelio, una rete di filamenti sottili che può restare nascosta per mesi o anni senza dare segni. Quello che spunta fra i fili d'erba è il corpo fruttifero, cioè la struttura con cui il fungo produce e disperde le spore. La fruttificazione avviene solo quando temperatura, umidità e disponibilità di nutrimento coincidono, ed è per questo che i funghi arrivano a ondate, spesso tutti insieme nel giro di pochi giorni, e non in modo graduale. L'autunno mette insieme tutte le condizioni che servono: piogge frequenti e prolungate, terreno che resta umido a lungo, temperature miti di giorno e notti fresche, rugiada abbondante al mattino. A questo si aggiunge la caduta delle foglie, che aumenta la sostanza organica sul suolo. Se il tuo tappeto erboso si riempie di funghetti dopo un periodo piovoso, quindi, stai assistendo a un ciclo naturale che si ripete ogni anno, con intensità diversa a seconda dell'andamento della stagione.

Cosa rivelano i funghi sul terreno e sulla gestione del prato

Osserva dove crescono, perché la posizione dice molto. Se compaiono in una zona ombreggiata, vicino a un muro o sotto la chioma di un albero, segnalano un angolo in cui l'erba fatica ad asciugare e l'aria circola poco. Se li trovi in un avvallamento o in un punto dove l'acqua ristagna dopo la pioggia, il terreno è probabilmente compatto e poco drenante. Un gruppo di funghi che ricompare ogni anno nello stesso punto indica spesso legno in decomposizione nel sottosuolo: vecchie radici di un albero abbattuto, una ceppaia non rimossa, residui di pali interrati che il fungo demolisce lentamente e che gli forniscono nutrimento per anni. Un caso a parte sono i cerchi delle streghe, formati per esempio dal Marasmius oreades: i corpi fruttiferi si dispongono ad anello o ad arco e l'erba lungo il bordo può apparire più verde, perché il micelio decomponendo la sostanza organica rende disponibili nutrienti, oppure ingiallita e asciutta, perché la fitta massa di filamenti ostacola la penetrazione dell'acqua. Anche l'abbondanza di funghi in un prato seminato da poco è un segnale leggibile: capita di frequente, con specie come i Coprinus, quando sotto il nuovo manto erboso restano residui di legno o terriccio molto ricco di sostanza organica. In tutti questi casi il fungo non è il problema, ma il segnale di una condizione del suolo su cui puoi intervenire.

Sono pericolosi per l'erba, per le persone o per gli animali?

Per il tappeto erboso in sé, nella grande maggioranza dei casi, no. I funghi che spuntano dal terreno sono quasi sempre saprotrofi: si nutrono di materia organica morta, come legno sepolto, radici, feltro e foglie, non dei fili d'erba vivi. Non vanno confusi con le malattie fungine del prato, come la ruggine o le macchie fogliari, che sono infezioni della pianta e si riconoscono da chiazze, aloni e ingiallimenti, non da cappelli e gambi. Decomponendo i residui, questi funghi restituiscono nutrienti al suolo e partecipano alla sua fertilità. Il discorso cambia per chi frequenta il giardino. Nel prato possono comparire moltissime specie, alcune innocue, altre non commestibili e altre tossiche, e nessuno può stabilirne la commestibilità dall'aspetto: non consumare mai funghi cresciuti spontaneamente nel prato senza l'identificazione di un micologo, per esempio presso l'ispettorato micologico della tua azienda sanitaria. Se in giardino girano bambini piccoli o un cane che assaggia tutto, rimuovi i corpi fruttiferi appena li vedi, con i guanti, e gettali nei rifiuti chiusi invece che nel compost. In caso di ingestione accidentale rivolgiti subito al medico o al veterinario, se possibile portando un esemplare del fungo per facilitare il riconoscimento.

Come gestirli: correggere le cause invece di usare il fungicida

Il fungicida qui serve a poco: i prodotti per le malattie del tappeto erboso agiscono sulle infezioni delle foglie, non sul micelio diffuso nel terreno, e i corpi fruttiferi ricompaiono appena tornano le condizioni favorevoli. Lavora invece sulle cause che hai individuato osservando il prato. Riduci le irrigazioni autunnali, che con le piogge spesso diventano superflue, e se devi bagnare fallo al mattino presto, così l'erba asciuga nelle ore di luce. Raccogli le foglie cadute con regolarità e alza la chioma delle piante che tengono in ombra le zone più umide. Se il terreno è compatto, un'arieggiatura con forca o con arieggiatore e una sabbiatura leggera migliorano il drenaggio; se c'è uno strato spesso di feltro, cioè i residui secchi di erba accumulati fra i fili e il suolo, rimuovilo con una scarificatura. Dove un albero è stato abbattuto da poco, valuta di far fresare la ceppaia e di estrarre le radici grosse, perché finché resta legno nel sottosuolo i funghi avranno di che nutrirsi. Nel frattempo togli i cappelli a mano o con un passaggio del rasaerba con cesto di raccolta prima che maturino, e accetta che qualche fungo d'autunno ricompaia comunque: il prato non ne soffre e tu avrai reso il terreno più sano e meno ospitale per le fruttificazioni abbondanti.

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