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Innaffiare bonsai

Aggiornato il 04 marzo 20134 capitoli4 domande frequenti
innaffiare bonsai

Innaffiare bonsai

L'arte del bonsai è nata molto tempo fa in Cina. Anche allora la varietà ottenuta con la tecnica di riduzione è stata sorprendente, come è noto dal ritrovo di antichi disegni. Gli artisti cinesi spesso hanno modellato i loro alberi a somiglianza di figure animali e icone immaginarie. Mentre il bonsai era una tecnica già molto sviluppata in Cina, in Giappone invece si è evoluto e ha raggiunto il massimo splendore dal punto di vista artistico. Soltanto molto tempo dopo, la cura e la pazienza necessaria, la complessità dei lavori in miniatura e la creazione di un'opera d'arte rispecchiò in pieno il temperamento degli artisti orticoli del Giappone. All’inizio i primi a sperimentare questa tecnica furono i monaci poi, man mano raggiunse la massa diventando un’arte popolare. Quando dopo secoli il Giappone ha aperto i suoi porti ed i palazzi agli occidentali, gli alberi in miniatura hanno suscitato stupore da parte dei visitatori. Ancora oggi in molte case giapponesi si adotta la pratica di collocare il bonsai in un 'tokonoma' cioè una nicchia speciale il cui scopo è quello di usarlo come strumento per valorizzare i beni preziosi di famiglia. Quando gli occidentali portarono nelle loro terre d’origine alcuni esemplari di bonsai cominciarono subito a costruire dei veri e propri musei che ben presto conquistarono tutto il mondo. La svolta definitiva si ebbe nell’anno 1900 in occasione del più famoso Expo Universale, vale a dire quello di Parigi. In quell’occasione in Europa scoppiò la mania del bonsai tanto che ai nostri giorni è considerata una delle meraviglie del mondo. Molti nuovi artisti anche non giapponesi hanno sviluppato nuove forme e tecniche per quest’arte vivente e attualmente essa è praticata e disponibile in tutto il mondo. I bonsai sono particolarmente apprezzati negli Stati Uniti ed in Asia, ma anche in Europa, Sud Africa e Australia. Ovunque c'è il sole abbondante si può trovare o coltivare un bonsai.

Bonsai: innaffiature

Una delle basi fondamentali per l’ideazione, realizzazione e coltivazione del bonsai è la scelta del terreno adatto. Esso deve essere poroso per un drenaggio efficace e rapido. Questa è soltanto una delle prerogative per una buona riuscita della coltivazione del bonsai. Ne seguono altrettanto importanti e vitali per la pianta. Il bonsai necessita infatti di frequenti ed abbondanti innaffiature ma, questo ha delle specifiche regole che bisogna seguire attentamente. Innanzitutto è bene sapere che l’acqua in eccesso può essere la causa di crescita di funghi nocivi e marciume radicale. Entrambi questi danni possono essere evitati, seguendo alcuni consigli. Sapere quanta acqua è necessaria è quindi il primo passo da affrontare.

Bonsai: umidità

E’ importante adottare un metodo per testare il contenuto di umidità del terreno. La cosa è piuttosto semplice; bisogna infatti toccare la superficie del terreno con il pollice non prima di essersi fatto spazio tra la ghiaia di protezione. In questo modo si potrà sapere il grado di umidità e regolarsi di conseguenza con l’innaffiatura. Un test più accurato è quello di utilizzare un misuratore di umidità normale analogico o digitale per una lettura accurata. Il terreno tuttavia potrebbe essere umido o secco in superficie o fino alla distanza del pollice della nostra mano ma da quel punto in poi, resta il mistero su come si trova la parte non raggiunta. Un sistema per scoprirlo è quello di vedere se nel vaso ci sono macchie secche che, sono dannose se vicine alle radici. È ovvio che se ci sono, vuol dire che più in profondità sicuramente ce ne sono altre e quindi la cosa si complica. Occorre quindi maggiore umidità per salvare la pianta. Per assicurarsi che tutto il terreno sia adeguatamente inumidito, una volta al mese bisogna immergere per intero il vaso fino alla base dell'albero in un secchio o nel lavabo riempito con acqua, lasciare che il vaso l’assorba (per alcuni minuti) quindi, rimuoverlo con cautela sollevandolo lateralmente e mai dall'albero. Se la miscela di terreno è corretta e la pianta non ha radici malate, l'umidità in eccesso si scaricherà sul fondo del vassoio porta vaso. Se il vassoio è pieno, allora conviene comunque inserire il vaso in esso in modo che l’acqua a noi visibile venga riassorbita dalle radici, considerandola come una scorta. Quest’operazione è importante in quanto riusciamo a sapere che l’acqua in eccesso defluisce ottimamente e quindi, il drenaggio del terreno non crea problemi alle radici evitandole perciò di marcire.

Bonsai: acqua e clima

Alcuni bonsai potrebbero tuttavia richiedere una dose maggiore di acqua in un giorno. Questo dipende dal clima e soprattutto da specie a specie. I bonsai Pini ed altre conifere hanno per esempio bisogno di meno acqua. Essi tendono addirittura a trarre benefici da brevi periodi di siccità. Gli alberi da fiore invece necessitano di molta più acqua. Infine un ultimo consiglio per testare lo stato di salute della pianta e delle sue radici è quello di controllare se ci sono principi di foglie secche o di fiori appassiti. Tutti questi accorgimenti quindi nella loro facilità e semplicità si rivelano comunque di fondamentale importanza per conoscere lo stato di salute del bonsai, e sapere con certezza la quantità di cibo giornaliero (l’acqua) che bisogna somministrare per un crescita sana, rigogliosa e duratura .

Domande frequenti

  • Come capire quando è necessario annaffiare un bonsai?
    Il metodo più immediato consiste nel toccare la superficie del substrato con il pollice, facendo attenzione a spostare eventuali ghiaie decorative. Se il terreno risulta asciutto al tatto, è il momento di intervenire. Per una valutazione più precisa, specialmente in vasi profondi dove la superficie potrebbe essere umida ma le radici secche, si consiglia l'uso di un misuratore di umidità digitale o analogico. Inoltre, osserva i segni visibili: foglie secche, fiori appassiti o macchie di terra asciutta sulle pareti interne del vaso indicano chiaramente carenza idrica e la necessità immediata di irrigazione.
  • Cos'è il metodo dell'immersione totale e quando va applicato?
    L'immersione totale è una tecnica fondamentale per garantire che tutto il pane di terra si reidrati uniformemente, evitando zone secche profonde che danneggiano le radici. Si esegue immergendo l'intero vaso in un contenitore d'acqua fino alla base dell'albero, lasciando assorbire l'acqua per alcuni minuti finché non cessano le bolle d'aria. Successivamente, si solleva il vaso lateralmente (mai tirando l'albero) per far defluire l'eccesso. Questa operazione dovrebbe essere fatta almeno una volta al mese o quando il substrato è estremamente secco, assicurandosi che il drenaggio funzioni correttamente.
  • Quanta acqua richiedono diversamente pini e alberi da fiore?
    Le esigenze idriche variano notevolmente in base alla specie botanica. I bonsai di pino e altre conifere mostrano una maggiore resistenza alla siccità e beneficiano talvolta di brevi periodi di asciugatura tra un'annaffiatura e l'altra, richiedendo quindi dosi minori. Al contrario, gli alberi da fiore hanno fabbisogni idrici molto più elevati e necessitano di annaffiature frequenti e abbondanti per sostenere la fioritura e mantenere il turgore cellulare. È essenziale adattare la frequenza di irrigazione alla specifica specie coltivata e alle condizioni climatiche locali.
  • Quali sono i rischi di un'errata gestione dell'acqua nei bonsai?
    La gestione errata dell'acqua è la principale causa di morte dei bonsai. L'eccesso di irrigazione, combinato con un drenaggio insufficiente, favorisce il marciume radicale e la proliferazione di funghi nocivi che compromettono la salute della pianta. D'altra parte, la mancanza di acqua porta rapidamente all'essiccazione di foglie e fiori, causando stress grave e potenziale morte. Per prevenire questi danni, è cruciale utilizzare un substrato poroso che garantisca un drenaggio rapido e regolare le annaffiature in base allo stato effettivo di umidità del terreno, verificando periodicamente la salute delle radici.

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