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Bonsai da esterno in inverno: si possono tenere in casa?

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Perché un bonsai da esterno non va portato in casa col freddo

Perché un bonsai da esterno non va portato in casa col freddo

Se possiedi un bonsai da esterno, in inverno la tentazione di metterlo al riparo in soggiorno è comprensibile, ma è proprio la mossa che gli fa più danno. Le specie temperate hanno bisogno del freddo per entrare in dormienza, la fase in cui la crescita rallenta e l'albero conserva le riserve che userà alla ripresa vegetativa. In una stanza riscaldata, con quindici o venti gradi costanti e nessuna escursione fra giorno e notte, la pianta non riesce a riposare: emette germogli deboli fuori stagione, consuma energia che non recupera e si indebolisce nel giro di poche settimane. A questo si aggiungono due fattori meno evidenti, la luce e l'aria. Anche il davanzale più luminoso offre un'intensità molto inferiore a quella esterna, mentre il clima asciutto creato dai termosifoni disidrata foglie e rametti. Tenerlo fuori, riparato nel modo giusto, resta la strada più sicura per ritrovarlo vitale in primavera.

Prima verifica la specie: da esterno o tropicale da appartamento?

Prima di decidere dove passerà la stagione fredda, stabilisci con certezza a quale gruppo appartiene il tuo albero, perché le esigenze dei due sono opposte. Restano all'aperto tutte le specie che troviamo nella nostra flora anche nella taglia naturale: acero, carpino, faggio, frassino, olmo campestre, ciliegio, melo, fico, ginkgo, azalea e rododendro, riconoscibili perché in autunno perdono le foglie. Fanno eccezione alcuni sempreverdi che vogliono comunque stare fuori, come leccio, sughera, olivo e agrifoglio, e tutte le conifere, pino e ginepro compresi. Vanno invece protette le specie tropicali e subtropicali, che soffrono già sotto gli otto o dodici gradi: i ficus come retusa e microcarpa, l'olmo cinese, il pepe del Giappone, la carmona, la sagerezia, la schefflera e le succulente tipo crassula e portulacaria. Per loro il posto giusto in inverno è una stanza fresca e luminosa, intorno ai quindici o diciotto gradi, lontano da termosifoni e correnti d'aria fredda. Se il cartellino del vivaista non dice nulla e non riconosci una specie tropicale nota, considera il bonsai come da esterno: è l'ipotesi più probabile e anche la meno rischiosa.

Dove sistemare i vasi: tettoia, serra fredda e radici protette

Un bonsai da esterno tollera senza problemi lo zero termico e, in modo occasionale, anche due o tre gradi sotto zero, soprattutto se il substrato non è inzuppato d'acqua. Il punto delicato non è la chioma ma le radici, perché il vaso è piccolo e la zolla gela molto più facilmente di quanto accada a una pianta in piena terra, mentre il vento asciuga il terriccio anche con temperature basse. Sistema quindi i vasi sotto una tettoia o un portico, su uno scaffale riparato o in serra fredda, meglio ancora accostati a un muro esposto a sud o a sud est, che smorza il freddo notturno senza togliere luminosità. Isola sempre il vaso dal pavimento gelido con un pannello di legno o di polistirolo e, se le minime restano stabilmente sotto zero, scherma i lati con materiali traspiranti come tessuto non tessuto o paglia. Un'alternativa collaudata è interrare il vasetto nel terreno del giardino, in un angolo ombreggiato e al riparo dal vento, così la terra lavora da isolante naturale. Evita invece le serre chiuse che di giorno si scaldano troppo: i rapidi passaggi fra gelo e disgelo stressano il legno, possono creare microfessure nei rametti più sottili e rischiano di far ripartire la pianta in anticipo.

Annaffiature invernali e i casi in cui un ricovero è ammesso

Durante la dormienza il consumo d'acqua cala ma non si azzera, e la disidratazione invernale è il danno più sottovalutato. Non annaffiare a calendario: controlla la zolla con un dito o con uno stecchino e bagna solo quando i primi centimetri risultano asciutti, preferibilmente al mattino, così l'acqua in eccesso defluisce prima del calo termico serale. Se è annunciata una gelata intensa, evita irrigazioni abbondanti nel pomeriggio, e tieni presente che con il substrato ghiacciato le radici non assorbono nulla. La concimazione si sospende fino alla ripresa. Resta un margine per un ricovero temporaneo, quando arriva un'ondata di freddo eccezionale o una grandinata che rischia di spezzare rami formati in anni di lavoro. In quel caso sposta il bonsai in un locale fresco e non riscaldato, dove gli esemplari spogli possono restare anche al buio per pochi giorni, e riportalo fuori appena il tempo migliora. Se il tuo albero ha già passato settimane in appartamento, non esporlo di colpo al gelo: fallo riabituare per gradi in una zona riparata, e avrai meno rischi di bruciature da freddo sui germogli già mossi.

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