Perché svuotare l'impianto con l'aria compressa prima del gelo
L'acqua che resta nelle tubazioni interrate, nei pop-up e nelle elettrovalvole con la prima gelata aumenta di volume e può spaccare raccordi, corpi valvola e ali gocciolanti, con danni che scopri solo alla ripartenza di primavera. Aprire gli scarichi di fondo non basta quasi mai, perché i tratti in leggera contropendenza e i sifoni naturali restano pieni: per questo il compressore per svuotare l'irrigazione è l'attrezzo che risolve il problema, spingendo fuori l'acqua residua da ogni irrigatore. Per un giardino domestico non serve una macchina professionale. Un compressore a pistone con serbatoio da 24 a 50 litri, motore da circa 1,5 a 2 cavalli e una pressione massima di 8 o 10 bar copre senza problemi un impianto a settori. Conta più la portata d'aria che la pressione: valuta modelli che aspirano almeno 170-220 litri al minuto, così il serbatoio si riempie in fretta tra un settore e l'altro. I piccoli compressori portatili da 5 o 6 litri vanno bene per l'ala gocciolante di un orto o di una siepe corta, mentre i modelli a batteria da pochi litri al minuto servono a gonfiare, non a svuotare tubi.
Quale pressione impostare e come procedere settore per settore
Scelta la macchina, la pressione va tenuta molto più bassa di quella che il compressore può erogare. Le tubazioni in polietilene e le parti in plastica degli irrigatori sopportano l'aria peggio dell'acqua, perché l'aria, liberandosi di colpo, accelera i meccanismi dei pop-up fino a danneggiarli. I produttori di impianti indicano in genere di non superare circa 3,5 bar per il polietilene e circa 5,5 bar per il PVC rigido; per l'ala gocciolante resta ancora più prudente, vicino alla sua pressione di esercizio. Regola il riduttore prima di aprire l'aria e leggi il manometro in uscita, non quello del serbatoio. Chiudi la saracinesca generale a monte, apri gli scarichi manuali e collega il compressore alla presa d'aria predisposta a valle del contatore o del filtro. Metti il programmatore in manuale e apri un solo settore alla volta, partendo dal più lontano o più alto. Fai entrare l'aria con gradualità finché dagli irrigatori esce prima acqua, poi una nebbia e infine solo aria: a quel punto chiudi il settore senza insistere, perché far girare a secco gli ingranaggi dei pop-up per più di un minuto o due li surriscalda. Ripeti su ogni zona, lascia aperti gli scarichi e tieniti fuori dalla traiettoria dei getti, con occhiali protettivi.
Gli accessori che servono: adattatore, riduttore, tubo e raccordi
Il collegamento tra compressore e impianto è il punto in cui molti si bloccano, perché l'innesto rapido dell'aria compressa e la filettatura idraulica non sono compatibili tra loro. Serve un adattatore con innesto rapido da un lato e filetto maschio da tre quarti di pollice dall'altro, oppure un raccordo con portagomma, da avvitare sulla presa predisposta o, in mancanza, su un rubinetto a valle della valvola generale, tolto il raccordo del tubo. Se l'impianto è stato realizzato da un installatore, chiedi dove si trova la presa di soffiaggio: spesso è un tappo filettato dentro il pozzetto delle elettrovalvole. Oltre all'adattatore, il riduttore di pressione con manometro in uscita è l'accessorio che non puoi saltare; molti compressori ne hanno uno integrato, altrimenti si monta un gruppo filtro-riduttore sul tubo. Completa la dotazione con un tubo di lunghezza adeguata, in gomma o poliuretano più che spiralato, perché le spire riducono la portata e si impigliano nelle siepi; una valvola di intercettazione vicino all'impianto, per aprire e chiudere l'aria senza tornare al compressore; e un separatore di condensa, che evita di spingere nei tubi l'acqua accumulata nel serbatoio. Nastro in teflon e qualche guarnizione di scorta ti risparmiano una corsa in ferramenta a metà lavoro.
Soffiare le foglie con il compressore: quando basta e come conservarlo
Finito l'impianto, lo stesso compressore ti aiuta con le foglie, con qualche limite da conoscere. Una pistola di soffiaggio con ugello lungo sposta foglie e aghi da angoli dove un soffiatore non arriva o farebbe troppo: fughe della pavimentazione, grondaie raggiungibili in sicurezza, davanzali, pozzetti, carter del tosaerba e griglie del motore prima del rimessaggio. Per il prato o il vialetto largo resta meglio un soffiatore dedicato, che muove grandi volumi d'aria a bassa pressione, mentre il compressore rilascia poca aria molto veloce e svuota il serbatoio in pochi secondi. Se vuoi comunque usarlo, scegli un ugello a portata maggiorata e tieni la pressione moderata, quanto basta a smuovere le foglie bagnate senza sollevare ghiaia e polvere verso il viso. Chiusa la stagione, dedica dieci minuti al compressore stesso: scarica la condensa dal rubinetto sul fondo del serbatoio, che altrimenti arrugginisce dall'interno, pulisci il filtro di aspirazione e, se è un modello lubrificato, controlla il livello dell'olio. Riponilo in un locale asciutto e al riparo dal gelo, con il serbatoio vuoto e il tubo arrotolato senza pieghe, così in primavera lo ritrovi pronto per gonfiare le ruote della carriola e rimettere in pressione l'impianto.





