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Compressore per svuotare l'irrigazione e soffiare le foglie: pressione e accessori

Aggiornato il 01 novembre 20264 capitoli
Perché svuotare l'impianto con l'aria compressa prima del gelo

Perché svuotare l'impianto con l'aria compressa prima del gelo

L'acqua che resta nelle tubazioni interrate, nei pop-up e nelle elettrovalvole con la prima gelata aumenta di volume e può spaccare raccordi, corpi valvola e ali gocciolanti, con danni che scopri solo alla ripartenza di primavera. Aprire gli scarichi di fondo non basta quasi mai, perché i tratti in leggera contropendenza e i sifoni naturali restano pieni: per questo il compressore per svuotare l'irrigazione è l'attrezzo che risolve il problema, spingendo fuori l'acqua residua da ogni irrigatore. Per un giardino domestico non serve una macchina professionale. Un compressore a pistone con serbatoio da 24 a 50 litri, motore da circa 1,5 a 2 cavalli e una pressione massima di 8 o 10 bar copre senza problemi un impianto a settori. Conta più la portata d'aria che la pressione: valuta modelli che aspirano almeno 170-220 litri al minuto, così il serbatoio si riempie in fretta tra un settore e l'altro. I piccoli compressori portatili da 5 o 6 litri vanno bene per l'ala gocciolante di un orto o di una siepe corta, mentre i modelli a batteria da pochi litri al minuto servono a gonfiare, non a svuotare tubi.

Quale pressione impostare e come procedere settore per settore

Scelta la macchina, la pressione va tenuta molto più bassa di quella che il compressore può erogare. Le tubazioni in polietilene e le parti in plastica degli irrigatori sopportano l'aria peggio dell'acqua, perché l'aria, liberandosi di colpo, accelera i meccanismi dei pop-up fino a danneggiarli. I produttori di impianti indicano in genere di non superare circa 3,5 bar per il polietilene e circa 5,5 bar per il PVC rigido; per l'ala gocciolante resta ancora più prudente, vicino alla sua pressione di esercizio. Regola il riduttore prima di aprire l'aria e leggi il manometro in uscita, non quello del serbatoio. Chiudi la saracinesca generale a monte, apri gli scarichi manuali e collega il compressore alla presa d'aria predisposta a valle del contatore o del filtro. Metti il programmatore in manuale e apri un solo settore alla volta, partendo dal più lontano o più alto. Fai entrare l'aria con gradualità finché dagli irrigatori esce prima acqua, poi una nebbia e infine solo aria: a quel punto chiudi il settore senza insistere, perché far girare a secco gli ingranaggi dei pop-up per più di un minuto o due li surriscalda. Ripeti su ogni zona, lascia aperti gli scarichi e tieniti fuori dalla traiettoria dei getti, con occhiali protettivi.

Gli accessori che servono: adattatore, riduttore, tubo e raccordi

Il collegamento tra compressore e impianto è il punto in cui molti si bloccano, perché l'innesto rapido dell'aria compressa e la filettatura idraulica non sono compatibili tra loro. Serve un adattatore con innesto rapido da un lato e filetto maschio da tre quarti di pollice dall'altro, oppure un raccordo con portagomma, da avvitare sulla presa predisposta o, in mancanza, su un rubinetto a valle della valvola generale, tolto il raccordo del tubo. Se l'impianto è stato realizzato da un installatore, chiedi dove si trova la presa di soffiaggio: spesso è un tappo filettato dentro il pozzetto delle elettrovalvole. Oltre all'adattatore, il riduttore di pressione con manometro in uscita è l'accessorio che non puoi saltare; molti compressori ne hanno uno integrato, altrimenti si monta un gruppo filtro-riduttore sul tubo. Completa la dotazione con un tubo di lunghezza adeguata, in gomma o poliuretano più che spiralato, perché le spire riducono la portata e si impigliano nelle siepi; una valvola di intercettazione vicino all'impianto, per aprire e chiudere l'aria senza tornare al compressore; e un separatore di condensa, che evita di spingere nei tubi l'acqua accumulata nel serbatoio. Nastro in teflon e qualche guarnizione di scorta ti risparmiano una corsa in ferramenta a metà lavoro.

Soffiare le foglie con il compressore: quando basta e come conservarlo

Finito l'impianto, lo stesso compressore ti aiuta con le foglie, con qualche limite da conoscere. Una pistola di soffiaggio con ugello lungo sposta foglie e aghi da angoli dove un soffiatore non arriva o farebbe troppo: fughe della pavimentazione, grondaie raggiungibili in sicurezza, davanzali, pozzetti, carter del tosaerba e griglie del motore prima del rimessaggio. Per il prato o il vialetto largo resta meglio un soffiatore dedicato, che muove grandi volumi d'aria a bassa pressione, mentre il compressore rilascia poca aria molto veloce e svuota il serbatoio in pochi secondi. Se vuoi comunque usarlo, scegli un ugello a portata maggiorata e tieni la pressione moderata, quanto basta a smuovere le foglie bagnate senza sollevare ghiaia e polvere verso il viso. Chiusa la stagione, dedica dieci minuti al compressore stesso: scarica la condensa dal rubinetto sul fondo del serbatoio, che altrimenti arrugginisce dall'interno, pulisci il filtro di aspirazione e, se è un modello lubrificato, controlla il livello dell'olio. Riponilo in un locale asciutto e al riparo dal gelo, con il serbatoio vuoto e il tubo arrotolato senza pieghe, così in primavera lo ritrovi pronto per gonfiare le ruote della carriola e rimettere in pressione l'impianto.

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