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Biotrituratori professionali

Aggiornato il 24 marzo 20154 capitoli5 domande frequenti
Esempio di biotrituratore professionale

Biotrituratori professionali: informazioni generali

I biotrituratori professionali includono tutte quelle strumentazioni impiegate per la triturazione di materiale biologico derivato dalle potature, dalle pulizie dei giardini e dei luoghi boschivi. Attraverso una vaschetta principale s’inseriscono i rami ricavati dalle potature diretti alle lame rotanti che hanno il compito di ridurre il legno in piccole scaglie; la fuoriuscita di queste ultime può avvenire all’interno di un contenitore o attraverso un tubo che le scarica direttamente verso l’esterno del macchinario. Sul mercato sono presenti innumerevoli tipologie di prodotti che si differenziano per costi d’acquisto, struttura esterna, potenza, alimentazione e struttura di triturazione degli scarti biologici. I materiali di realizzazione sono di alta qualità e molto resistenti, le vernici sono atossiche e le lame interne lavorano in tutta sicurezza durante l’accensione del biotrituratore.

Primo esempio

I biotrituratori professionali che si possono acquistare presso negozi specializzati, presentano caratteristiche estetiche e tecniche differenti tra loro. Prodotti alimentati a benzina, diesel o elettrici, con una potenza di 14/18/22/36/66 kW e con differente peso, possono essere facilmente trasportati da una zona all’altra con molta praticità. Un modello con alimentazione a benzina e un peso di circa trecentosettanta chilogrammi lavora a una potenza di circa 14 kW. È in grado di macinare circa 4 mc all’ora, presenta un’apertura del rullo idraulico orizzontale di circa 100 millimetri; la struttura interna che si occupa della triturazione dei rami e scarti di giardino, ha due coltelli e dodici martelli. Per quanto riguarda la struttura di entrata e uscita del materiale, la parte in entrata è composta da un imbuto di dimensioni notevoli e un piccolo tubo in uscita che dal basso sale verso l’alto. Questo tipo di biotrituratore professionale può essere facilmente spostato grazie alla presenza di due ruote in gomma.

Secondo esempio

Per chi ha bisogno di biotrituratori professionali con una potenza maggiore, è possibile optare per un modello dal peso di circa 365 chilogrammi e una potenza maggiore di diciotto kW, e con un’alimentazione a benzina o diesel. La resa oraria si aggira intorno ai 5/7 mc; il rotore di triturazione ha due coltelli e dodici martelli in grado di tritare materiali con un diametro di circa sessanta centimetri. La particolarità di questi modelli è l’elevato livello di sicurezza già dal momento d’inserimento dei rami; nell’imbuto principale è stata fissata un materiale tagliato a strisce larghe che proteggono dalla eventuale fuoriuscita di parti organiche. Oltre al biotrituratore, alcuni negozi professionali offrono la possibilità di acquistare anche degli accessori opzionali: carro cingolato dotato di comandi manuali, un carrello omologato per il traino, due ruote sterzanti, un albero cardanico e un rimorchio stradale.

Terzo esempio

I biotrituratori professionali si differenziano dagli altri prodotti per l’elevata sicurezza sia di realizzazione e sia di utilizzo, i materiali e le vernici di alta qualità e l’elevata praticità di utilizzo. Se si desidera un prodotto con elevate prestazioni si può acquistare un biotrituratore-sminuzzatrice con 64 martelli, un alimentazione del trituratore elettrica o diesel e dotata sia di un nastro in acciaio e sia di un rullo idraulico. Dotato di una potenza maggiore a 66 kW circa e un peso che si aggira intorno ai 2600 chilogrammi, questo biotrituratore presenta una struttura molto particolare caratterizzata da una sorta di pianale con due ruote gommate e un appoggio nella parte anteriore; può essere trasportato come se fosse un carrello; l’inserimento e la fuoriuscita della legna (scaricata a terra e non all’interno di un contenitore) sono agevolati dalla presenza di un nastro trasportatore.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra i vari tipi di biotrituratori professionali?
    I biotrituratori professionali si distinguono principalmente per la fonte di alimentazione, la potenza erogata e il sistema di triturazione. Esistono modelli alimentati a benzina, diesel o elettricità, con potenze che variano da circa 14 kW fino a 66 kW. Inoltre, la struttura interna può prevedere diversi sistemi di taglio, come combinazioni di coltelli e martelli, oppure nastri trasportatori e rulli idraulici. Il peso e le dimensioni variano notevolmente: dai modelli più compatti da 365 kg ai grandi impianti da oltre 2600 kg, ognuno progettato per specifiche esigenze di volume di lavoro e portabilità.
  • Quanto materiale biologico riesce a triturare mediamente un biotrituratore professionale all'ora?
    La capacità di lavorazione varia in base al modello scelto. Un modello entry-level da 14 kW può macinare circa 4 metri cubi di materiale all'ora. Modelli di potenza superiore, come quelli da 18 kW, raggiungono una resa oraria compresa tra 5 e 7 metri cubi. I macchinari di grande taglia, dotati di potenze elevate (es. 66 kW) e sistemi avanzati come nastri trasportatori, sono progettati per gestire volumi ancora maggiori, garantendo efficienza operativa in contesti di grandi giardini o interventi forestali intensivi.
  • È possibile utilizzare un biotrituratore professionale per rami di grandi dimensioni?
    Sì, molti modelli professionali sono progettati per accettare diametri di ramo consistenti. Ad esempio, alcuni macchinari con rotore a martelli e coltelli sono in grado di triturare materiali con un diametro fino a 60 centimetri. L'inserimento avviene solitamente tramite un imbuto di grandi dimensioni o, nei modelli più evoluti, mediante nastri trasportatori e rulli idraulici che facilitano l'alimentazione continua e sicura anche di legni spessi, riducendo il rischio di inceppamenti e migliorando la fluidità del lavoro.
  • Come funziona il sistema di scarico delle scaglie prodotte?
    Lo scarico delle scaglie può avvenire secondo diverse modalità a seconda della configurazione del macchinario. In molti modelli, le scaglie fuoriescono attraverso un tubo situato nella parte inferiore o laterale del corpo macchina, dirigendosi verso l'esterno. In alternativa, il materiale può cadere direttamente a terra sotto il macchinario. Nei sistemi più avanzati, come quelli dotati di nastro trasportatore, il materiale viene proiettato o depositato in modo controllato lontano dall'area di lavoro, ottimizzando la pulizia e la gestione dello spazio circostante.
  • Quali accessori opzionali sono disponibili per migliorare l'utilizzo del biotrituratore?
    Per aumentare la versatilità e la mobilità, è possibile acquistare diversi accessori opzionali. Tra questi figurano carrelli omologati per il traino, ruote sterzanti aggiuntive e alberi cardanici per collegamenti specifici. Alcuni fornitori offrono anche carri cingolati dotati di comandi manuali per un trasporto agevole su terreni irregolari, nonché rimorchi stradali per il trasporto su strada. Questi accessori permettono di adattare il biotrituratore a diverse esigenze logistiche, facilitando lo spostamento tra cantieri o giardini distanti.

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