Preparare il contenitore: pulizia, drenaggio e terriccio per acidofile
Le fioriere autunnali che arrivano intere alla primavera cominciano dal contenitore. Se riutilizzi la cassetta dell'estate, svuotala del terriccio vecchio, ormai impoverito e compattato, e lavala con acqua e un po' di sapone per togliere residui di radici, uova di insetti e spore di muffe; controlla allo stesso tempo che non ci siano crepe e che i fori di scolo siano liberi, perché in autunno le piogge sono frequenti e l'acqua deve poter uscire senza ostacoli. Sul fondo stendi qualche centimetro di argilla espansa o di cocci e coprilo con un ritaglio di tessuto non tessuto, che trattiene la terra fine senza chiudere il drenaggio. Eriche e ciclamini gradiscono un substrato leggermente acido, quindi riempi tutto il vaso con un terriccio per acidofile di buona qualità, alleggerito con una manciata di perlite se lo senti troppo pesante; scegli un contenitore profondo almeno venti centimetri, perché un volume di terra generoso si asciuga e si raffredda più lentamente. Inumidisci il terriccio prima di mettere a dimora le piante: si modella meglio intorno alle zolle e non lascia sacche d'aria vicino alle radici. Se la fioriera appoggia su un sottovaso, alzala con dei piedini, così l'acqua esce davvero invece di ristagnare sotto il fondo.
Ciclamini ed eriche: esigenze diverse nello stesso contenitore
Il ciclamino è la pianta che si riconosce subito in una fioriera d'autunno: i petali rivolti all'indietro spuntano su un ciuffo di foglie a cuore, spesso marmorizzate d'argento, in tonalità che vanno dal bianco al rosa fino al rosso acceso. Per l'esterno orienta la scelta sulle varietà a fiore piccolo, più vicine alla specie selvatica e più robuste di quelle a fiore grande coltivate per gli interni: sopportano il fresco e temperature vicine allo zero, ma temono le gelate prolungate e soprattutto i ristagni, che fanno marcire il tubero. Per questo l'acqua va versata lungo il bordo del vaso e non al centro della pianta. Con il nome di erica il vivaio propone in questa stagione soprattutto il brugo (Calluna vulgaris) e le eriche a fioritura invernale, dai minuscoli fiori a campanella bianchi, rosa o lilla: vivono bene solo in terreno acido e con un substrato calcareo o un'acqua di rubinetto molto dura ingialliscono. Se puoi, tieni da parte un po' d'acqua di pioggia per innaffiarle. Colloca le fioriere autunnali in un punto luminoso ma riparato dal sole diretto delle ore centrali, e disponi i ciclamini in prima fila davanti alle eriche, di portamento più eretto: i fiori restano in vista e ogni pianta prende la luce che le serve.
Cavoli ornamentali e viole del pensiero per volume e colore
Accanto a ciclamini ed eriche i cavoli ornamentali portano la struttura che altrimenti manca: rosette larghe di foglie lisce o increspate, verdi all'esterno e bianche, rosa o porpora al centro, che si colorano davvero solo quando le temperature si abbassano e restano decorative per tutto l'inverno. Sono le piante più ingombranti della composizione, quindi sistemale sul retro o ai lati, lasciando intorno lo spazio per allargarsi, e tienile sul lato più luminoso del contenitore. Controlla di tanto in tanto la pagina inferiore delle foglie, perché lumache e afidi le trovano appetitose anche in autunno. Negli spazi che restano inserisci le viole del pensiero e le viole cornute, che fioriscono in ogni schiarita mite e riprendono con vigore a fine inverno; piantale a gruppetti dello stesso colore invece di alternarle una a una, perché l'effetto è più ordinato e le tinte si leggono anche da lontano. Le viole tollerano la mezz'ombra meglio dei cavoli, quindi lascia a loro i punti meno esposti se la fioriera prende sole solo per qualche ora al giorno.
Annaffiature, pulizia e riparo dal gelo fino alla primavera
Con le giornate corte le piante consumano molta meno acqua, quindi dirada le annaffiature: infila un dito nel terriccio e bagna soltanto quando lo senti asciutto in superficie, preferibilmente al mattino, così l'umidità in eccesso evapora prima della notte. Ogni settimana togli foglie secche e fiori sfioriti; nel ciclamino stacca lo stelo intero con una leggera torsione alla base, perché i monconi lasciati sul tubero marciscono e il marciume si allarga. Di concime serve poco: un liquido per piante fiorite, molto diluito, solo nei periodi in cui la composizione sta effettivamente vegetando. Quando sono annunciate gelate, avvolgi la fioriera con tessuto non tessuto o con uno strato di paglia, soprattutto se è di plastica sottile e isola poco le radici, e spostala al riparo dai venti freddi, per esempio accostata al muro di casa. A fine inverno, passato il rischio del gelo, rinnova la composizione: sostituisci le piante esaurite, di solito i cavoli che si allungano per andare a fiore, con primule, margherite o nontiscordardimé, e lascia al loro posto eriche e viole ancora in salute. Le tue fioriere autunnali passano alla primavera senza un vuoto di fioritura.





