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Felce a corna di cervo, Alicorne

Platycerium bifurcatum
Aggiornato il 21 aprile 20166 capitoli5 domande frequenti
Platycerium bifurcatum

Generalità

felce epifita originaria dell'Australia meridionale; del genere platycerium fanno parte alcune felci, tutte epifite, diffuse in Australia e nell'Africa meridionale; in natura si sviluppano sul tronco di alti alberi, alla biforcazione dei rami, raggiungendo dimensioni cospicue, gli esemplari coltivati in vaso hanno fronde in genere non più lunghe di 40-70 cm, esistono cultivar dal portamento particolarmente compatto. Le fronde del platycerium bifurcatum sono di due tipi: alla base del cespo si sviluppano le fronde sterili, di forma tondeggiante, tendono a costituire uno stretto contenitore a coppa, entro cui in natura si deposita l'acqua piovana e detriti organici provenienti da altri alberi; con il passare del tempo queste fronde si accumulano, dando origine ad una struttura spugnosa, che trattiene l'umidità. Dalla base di fronde sterili si dipartono le fronde fertili, erette o ricadenti, dalla particolare forma lobata, che ricorda le corna dell'alce, nella pagina inferiore si possono trovare le spore. Il colore delle fronde del platycerium bifurcatum dipende dalla quantità di luce che ricevono: piante poste in luogo buio tendono a divenire molto scure, mentre le fronde delle piante coltivate in luce brillante sono chiare. Le fronde hanno consistenza leggermente carnosa, sono abbastanza rigide e cuoiosoe. Questa varietà è conosciuta anche con il nome Alicorne o felce a corna di cervo.

Esposizione

Le piante di alicorne si coltivano in luogo ben luminoso, lontano dai raggi diretti del sole; in effetti le felci a corna di cervo possono sopportare anche condizioni di luce poco favorevoli, come l'ombra o anche la luce diretta del sole, ma solo se fornita gradualmente. Si coltivano con una temperatura minima di 10°C, anche se potrebbero sopportare brevi periodi di gelo, ma con danni alle fronde.

Annaffiature

Contrariamente alla gran parte delle felci i platycerium bifurcatum non necessitano di annaffiature troppo frequenti, e possono sopportare senza problemi periodi anche prolungati di siccità; da marzo a settembre annaffiamo solo quando il terreno è ben asciutto, facendo attenzione a non inumidire la base delle foglie della felce a corna di cervo; durante i mesi invernali annaffiamo le piante di Alicorne sporadicamente. Per mantenere le fronde di Alicorne sane è bene garantire una posizione ben ventilata, e vaporizzare frequentemente la chioma con acqua demineralizzata. Due-tre volte all'anno possiamo diluire nell'acqua delle annaffiature una piccola quantità di concime per piante verdi.

Terreno

Per porre a dimora gli esemplari di felce a corna di cervo si utilizza un terriccio per piante epifite, costituito da fibre vegetali, torba di sfagno e piccoli pezzi di corteccia; in genere vengono coltivati in panieri appesi. Le piante di questo tipo hanno una crescita piuttosto rapida e vanno rinvasate all'inizio della primavera, scegliendo un contenitore via via più grande.

Moltiplicazione

Queste piante si propagano tutte per spore o per divisione dei cespi in primavera. Spesso alla base si sviluppano piccole piante, che si possono staccare dallo stolone principale, per rinvasarle singolarmente.

Parassiti e malattie

Il più diffuso parassita è la cocciniglia. Per eliminare il problema, se non ampiamente diffuso, è possibile intervenire con un panno o del cotone con alcool, eliminando manualmente i parassiti. Se l'infestazione è consistente è bene ricorrere ad appositi prodotti insetticidi. Piante coltivate in terreno costantemente umido possono sviluppare dannosi marciumi radicali.

Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente il Platycerium bifurcatum?
    A differenza di molte altre felci, questa specie tollera brevi periodi di siccità. Annaffia solo quando il substrato è completamente asciutto, preferibilmente immergendo il vaso o irrigando abbondantemente lasciando poi drenare. È fondamentale evitare che l'acqua ristagni al centro della rosetta centrale (fronde sterili) per prevenire marciumi. Durante l'estate mantieni alta l'umidità ambientale nebulizzando spesso le fronde con acqua demineralizzata, specialmente se l'ambiente è secco.
  • Qual è la posizione ideale per coltivare questa felce?
    Il Platycerium richiede una luminosità elevata ma indiretta, come quella filtrata da una tenda o posta vicino a una finestra non battuta direttamente dal sole. Tollera anche l'ombra, ma in tali condizioni le fronde diventano più scure e la crescita rallenta. Se esponi la pianta al sole diretto, fallo gradualmente per evitare scottature sulle foglie. Assicurati inoltre che ci sia un buon ricambio d'aria per favorire la salute delle fronde.
  • Che tipo di terreno o substrato necessita?
    Essendo un'epifita, non cresce nel suolo tradizionale. Utilizza un mix aerato e drenante specifico per piante epifite, composto da fibre di cocco, torba di sfagno e pezzi di corteccia. Questo substrato permette alle radici di respirare e imita il suo habitat naturale sugli alberi. La pianta può essere coltivata in vasi forati, panieri appesi o fissata a supporti legnosi, purché il mezzo rimanga fresco ma non zuppo.
  • Come si moltiplica la felce a corna di cervo?
    Il metodo più semplice e comune è la divisione dei cespi in primavera. Quando la pianta madre produce nuove rosette alla base, puoi separarle delicatamente dallo stolone principale e riporle in singoli contenitori con il substrato adatto. In alternativa, è possibile la riproduzione per spore, ma è un processo lungo e complesso che richiede condizioni controllate di umidità e temperatura per germinare correttamente.
  • quali parassiti colpiscono comunemente questa pianta?
    Il nemico principale è la cocciniglia, che si nasconde nelle ascelle delle foglie e nei punti di raccordo. Controlla regolarmente la pianta: se l'infestazione è lieve, rimuovi i parassiti manualmente con un cotton fioc imbevuto di alcol. Per infestazioni gravi, usa insetticidi specifici. Inoltre, evita di lasciare la pianta in terreni sempre bagnati, poiché l'eccesso di umidità favorisce lo sviluppo di marciumi radicali letali.

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